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 NOTIZIE ULTRAS

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MessaggioTitolo: Re: NOTIZIE ULTRAS   2010-12-21, 15:10

Un fondo per le vittime degli ultrà


Le vittime del teppismo o della furia ultrà saranno indennizzate grazie al neonato «Fondo di solidarietà civile», istituito dal Parlamento durante la conversione in legge del decreto sicurezza. È questa la novità più rilevante contenuta nella legge n. 217 pubblicata ieri nella «Gazzetta Ufficiale» n. 295 che ha ratificato e in parte modificato le disposizioni contenute nel Dl 187 del 12 novembre 2010.

Nell'insieme hanno trovato una sistemazione definitiva le misure dirette a puntellare la sicurezza negli stadi, a dare più forza alle ordinanze dei sindaci in materia di ordine pubblico, a rendere più coesa l'azione dell'Agenzia per l'amministrazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata, a potenziare la cooperazione internazionale di polizia, a ridisciplinare la tracciabilità dei flussi finanziari negli appalti, le modalità della confisca in caso di violazioni gravi e reiterate delle norme anti-infortunistiche e, infine, a fornire chiarimenti sulle gestioni commissariali straordinarie nei comuni sciolti per infiltrazione mafiosa.

Per arginare i fenomeni di violenza in occasione di manifestazioni sportive, dunque, il Dl 187 reintroduce l'arresto in flagranza differita nelle 48 ore successive ai match, per sfruttare eventuali riprese televisive per il riconoscimento dei responsabili. La facoltà dell'arresto in flagranza differita, introdotta in via temporanea con il pacchetto Amato-Pisanu dopo l'omicidio dell'ispettore di polizia Filippo Raciti a Catania, era venuta meno lo scorso 30 giugno. Gli arresti entro le 48 ore potranno essere disposti così a partire dagli incontri che si disputeranno questa domenica e fino al 30 giugno 2013. Agli steward, incaricati di controllare i tifosi all'interno degli impianti, saranno assegnati ulteriori «servizi ausiliari dell'attività di polizia» che il ministero dell'Interno indicherà con un proprio decreto da varare entro 45 giorni. Intanto, già da oggi, gli steward potranno contare su una tutela più ampia: chi dovesse procurare infatti a un addetto ai controlli lesioni gravi o gravissime sarà punito con pene molto più dure. Sanzioni saranno irrogate anche ai club che impiegheranno un numero insufficiente di steward.

Chi dovesse invece subire un infortunio a causa di incidenti dovuti a manifestazioni sportive potrà avvalersi del nuovo Fondo di solidarietà civile (alimentato da donazioni e da una quota del fondo unico giustizia). In realtà, l'articolo 2 bis della legge 271/10 fa riferimento anche a «manifestazioni di diversa natura», comportando un'applicazione più vasta dell'aiuto. In particolare, il Fondo provvederà nella misura del 30% delle risorse disponibili ad elargire somme «a favore delle vittime di reati commessi con l'uso della violenza su persone o cose in occasione o a causa di manifestazioni sportive» (in presenza di lesioni che abbiano comportato la morte o un'invalidità permanente superiore al 10% delle tabelle Inail). Per il 70% il Fondo sarà indirizzato, d'altro canto, «alle vittime di azioni delittuose avvenute in occasione o a causa di manifestazioni diverse da quelle sportive», per le quali non siano già previste altre forme di sostegno statale.

Tra le correzioni apportate in sede di conversione al Dl 187 va anche ricordata quella relativa alla confisca "obbligatoria" dei prodotti realizzati «in presenza di violazioni gravi o reiterate, in materia di tutela del lavoro, di igiene sui luoghi di lavoro e di prevenzione degli infortuni sul lavoro». È stato ora precisato che si potrà evitare la confisca "ravvedendosi", mettendo a norma gli impianti e sanando le irregolarità.

Il pacchetto sicurezza inoltre concede maggiore autonomia gestionale e finanziaria all'agenzia nazionale per i beni confiscati alla criminalità organizzata, che potrà anche aprire sedi nelle regioni più a rischio.

Mentre entro due mesi dovrà essere creato il Copscip (il comitato per la programmazione strategica per la cooperazione internazionale di polizia) che dovrà dettare annualmente le linee di indirizzo strategico per le iniziative del personale delle forze dell'ordine dislocate all'estero. I sindaci "sceriffi", ai quali il Dl 187 aveva riconosciuto più poteri, dovranno invece coordinarsi con i prefetti per coinvolgere le forze di polizia nell'attuazione delle loro ordinanze.

Sul fronte degli appalti pubblici, trova infine conferma la norma interpretativa sui contratti stipulati prima del 7 settembre 2010 (data di entrata in vigore della legge 136/10) che dovranno essere adeguati entro il 7 marzo 2011 alle nuove regole sulla tracciabilità dei pagamenti. In sede di conversione è stata elevata – da 500 a 1.500 euro – la soglia delle spese giornaliere da saldare con assegni o moneta elettronica.

Fonte: http://www.ilsole24ore.com
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MessaggioTitolo: articolo tratto da la repubblica   2010-12-31, 12:00

La nuova strategia degli ultrà per cancellare le tessere dei tifosi
Così le curve si coalizzano per far fallire la legge Maroni


di GIULIANO FOSCHINI e PAOLO BERIZZI

La nuova strategia degli ultrà per cancellare le tessere dei tifosi

"Tesserato infame dichiarato". "Abbonato servo dello Stato". Con questi slogan sinistri - una specie di mantra vergato a spray sui muri degli stadi, sugli striscioni esposti in curva, e diffuso sui blog attraverso il passaparola incessante delle tifoserie - gli ultrà italiani hanno dichiarato guerra allo Stato. La loro è una guerra silenziosa. Combattuta, fino a ora, nella penombra. Il tempo della contestazione sembra però scaduto. Nelle curve si parla da settimane di una fase due, di azioni dimostrative e violente. È da leggersi in questo senso la decisione della prefettura di Lecce di far giocare il derby di Puglia, Lecce-Bari a porte chiuse: la paura erano gli scontri tra le due tifoserie. Così come a Milano c'è grande tensione per la partita di mercoledì 6 gennaio (alle 20.30) con il Napoli, con il gruppo organizzato dei Mastiffs pronto a invadere San Siro con e senza tessere. L'obiettivo di questa guerra ultrà è l'abolizione della tessera del tifoso, la "fidelizzazione" del popolo degli stadi introdotta dal ministro degli Interni Roberto Maroni per avere una schedatura precisa degli spettatori che assistono alle partite di calcio: si tratta di un passpartout - contenente i dati anagrafici - obbligatorio per chi vuole vedere la partita in trasferta e per chi ha sottoscritto l'abbonamento per gli incontri casalinghi. Sono circa 600mila quelle sottoscritte. "Un successo" dicono al Viminale, "che porta più sicurezza e più gente allo stadio". Ma
non è del tutto vero. Le presenze sono calate quest'anno mediamente di 1.500 unità, circa il 6 per cento. E soprattutto per decine di migliaia di tifosi ribelli la tessera è come se non esistesse: non ce l'hanno, ma loro allo stadio vanno comunque. In casa e in trasferta.

Ma allora che cosa sta succedendo negli stadi dopo il varo della tessera del tifoso? Come è possibile che i tifosi più estremisti riescano a dribblare i divieti imposti dalla schedatura e ad accedere ugualmente agli impianti? Domande che evocano un dubbio fondamentale: visto che i prefetti sono costretti a far giocare le partite a porte chiuse, la tessera del tifoso è fallita?

Come promesso già dalla fine del campionato scorso, e come annunciato quest'estate a colpi di bombe carta dagli ultrà atalantini nell'agguato a Maroni alla Berghem Fest leghista di Alzano Lombardo, la maggior parte degli ultrà italiani stanno boicottando la tessera. Con un unico "cartello" - in grado persino di sotterrare per l'occasione rivalità storiche come addirittura quelle tra Lazio e Roma, Palermo e Catania, Bari e Napoli, Atalanta e Brescia - stanno mettendo in pratica ogni domenica la loro forma di "resistenza" spontanea ma quasi sempre organizzata.

LE REGOLE AGGIRATE
Gli ultrà la tessera non l'hanno fatta. Ma nonostante questo provano - e riescono - a entrare allo stadio tutte le domeniche: comprano i biglietti non di curva e si mischiano nelle tifoserie avversarie. Roma-Milan, partita ad altissimo rischio prima delle feste natalizie, è stata aperta anche a chi non aveva la tessera proprio perché la polizia temeva azioni di violenza da parte degli ultrà giallorossi, se non fossero entrati a San Siro. D'accordo con le altre tifoserie, inoltre, i gruppi organizzati hanno cominciato un'attività "deterrente". Nel lessico curvaiolo deterrenza sta per botte. Anche chi ha la tessera, non deve andare nel settore ospiti. Deve andare in altri settori e mischiarsi con i tifosi di casa. "Devono avere paura" dicono. Ecco alcuni esempi di trasferte "in contromano". Ottocento genoani a Udine; 200 bresciani a Lecce; 500 doriani a Torino; 100 fiorentini a Genova; 500 juventini a Milano; 700 novaresi a Torino; 100 padovani a Siena; 300 carrarini a Poggibonsi; 400 cesenati a Roma; bolognesi e parmensi all'esterno dello stadio Cibali di Catania; 50 udinesi e 50 leccesi a Milano.

Fino a oggi gli ultrà hanno scelto quella che i capi tifoseria chiamano linea "soft". Ma ora - ammette uno dei leader riconosciuti dell'ala più dura della tifoseria del Napoli - non "garantiamo più che allo stadio non accada nulla". Non si tratta di un generico manifesto politico. Si tratta di un piano ben organizzato a tavolino, tra luglio e settembre, quando oltre 60 tifoserie si sono riunite prima a Catania e poi in provincia di Roma. Unico obiettivo dei due incontri: far fallire la tessera del tifoso. Per aggirare i paletti imposti dalle Prefetture e dall'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, gli ultrà acquistano, anche con largo anticipo, biglietti di altri settori. "Ognuno si organizza come vuole - spiega Claudio Galimberti detto "Bocia", capo degli ultrà della curva Nord atalantina sottoposto a Daspo - si parte in trasferta con mezzi propri e si acquistano biglietti di altri settori. Per questo spesso ci si trova in mezzo ai tifosi avversari. È una situazione molto delicata".

Una situazione che preoccupa anche gli analisti. "I problemi ci sono" ammette Maurizio Marinelli, direttore del centro studi sulla sicurezza pubblica della polizia di Stato, uno dei massimi esperti in Italia di ultrà e di ordine pubblico negli stadi. "L'allarme arriva dal fatto che sempre più spesso ci troviamo di fronte a tifosi senza tessera che, in trasferta, comprano i biglietti e si schierano in mezzo ai tifosi di casa, con altro rischio scontri. Per il momento è andato tutto abbastanza liscio, ma qualcosa bisognerà fare". Cosa? "Primo: fino a oggi, e in certi casi ancora oggi, vedi i serbi a Genova, gli ultrà venivano concentrati in un settore. Questo li rendeva più forti poiché compatti. Se invece questa forza della massa la spezzetti, la sparpagli, si frammenta, diventa più debole e più controllabile da parte di stewart e forze dell'ordine. Secondo: le curve sono cambiate. Tra Daspo e arresti c'è stato un ricambio dei capi. Le figure di riferimento che c'erano prima oggi non ci sono più. È tutto più liquido, più confuso. Terzo: se non ammoderniamo gli stadi, se non li facciamo più piccoli, più sicuri e di proprietà dei club, non abbiamo fatto niente".

COME CAMBIA LA GEOGRAFIA DEL TIFO
Come sta cambiando il mondo ultrà? E con quali conseguenze? Le prove che la strategia sta sconvolgendo (pericolosamente) le abitudini dei tifosi, aggiornando la geografia del tifo, gli spostamenti, i viaggi, gli orari, la composizione dei settori, si stanno moltiplicando domenica dopo domenica. Per capire la portata del fenomeno basta guardare i settori ospiti, quelli appannaggio di chi ha la tessera, in una qualsiasi partita di serie A. La Lega calcio dice di non essere in possesso di dati ufficiali sulle presenze dei supporter che seguono la propria squadra in trasferta. Ma ci sono esempi eloquenti. Durante Bari-Cagliari nello spicchio dello stadio San Nicola riservato ai tifosi sardi c'era un solo spettatore. E una decina di steward attorno per controllarlo. In compenso un folto gruppo di ultrà cagliaritani faceva capolino in gradinata in mezzo ai baresi. Alzando il livello di tensione di una partita considerata "tranquilla".

Quando i baresi sono andati a Napoli al seguito del Bari - nel caldissimo derby del Sud (12 settembre), solitamente ad alto rischio incidenti - fuori dai cancelli del settore ospiti si sono trovati, alleati, i capibastone delle due tifoserie. Hanno ricevuto un brusco stop al grido di "chi entra prende un sacco di botte". Risultato: settore ospiti deserto. "I ragazzi hanno capito i motivi della nostra protesta e si comportano di conseguenza, non c'è stato bisogno di esagerare - racconta Alberto Savarese, "Il Parigino", uno dei responsabili della Nord barese insieme con Roberto Sblendorio, "Robertino" - In ogni caso noi non abbiamo obbligato nessuno a non sottoscrivere la tessera: capiamo che molti hanno fatto l'abbonamento, e quindi la card, per una ragione economica. Ma ci fa piacere che in trasferta, anche chi potrebbe andare nel settore ospiti, preferisce venire con noi". L'A. S. Bari ha richiesto alla Lega 16.700 tessere, ottenendone duemila circa nelle ultime settimane, proprio in vista del derby con il Lecce. A Milano, però, nella gara contro l'Inter (22 settembre), gli ultrà pugliesi non hanno comprato di proposito i biglietti "ospiti" ma quelli del terzo anello rosso. Sono saliti in gradinata, hanno cacciato gli abbonati dai loro posti e si sono seduti a fianco ai tifosi dell'Inter. Non è stata l'unica partita nella quale due tifoserie avversarie sono entrate in contatto. A Genova per Sampdoria-Napoli (19 settembre) c'erano solo una ventina di supporter napoletani nella "gabbia nord", il settore ospiti, mentre il gruppo più numeroso ha preso posto nei distinti, diviso dai sampdoriani da qualche stewart. Al gol vittoria del Napoli, gli ultrà hanno acceso un fumogeno e si è sfiorata la rissa. Raggruppamenti estemporanei, e ad alto rischio, anche in occasione di Milan-Genoa (25 settembre) allo stadio di San Siro. Partita tradizionalmente blindata. Un manipolo di ultrà genoani si è piazzato in mezzo ai tifosi del Milan al terzo anello rosso. All'inizio del secondo tempo i tifosi ospiti hanno tirato un petardo nelle file sotto: fuggi fuggi dei milanisti e forze dell'ordine in allarme. A Lecce, il 24 ottobre, sono volati pugni tra i bresciani e i salentini. A Bergamo, invece, l'Atalanta ha fatto il record di abbonamenti per la serie B (oltre 17mila) nonostante la retrocessione dell'anno scorso. Ma gli ultrà sono stati di parola: niente tessera e niente abbonamento. Ad Atalanta-Torino (10 ottobre) sono arrivati 70 ultrà torinesi che avevano acquistato - volutamente - biglietti di tribuna (la trasferta era vietata, ticket in vendita solo per residenti in Lombardia) ma che per evitare prevedibili disordini sono stati sistemati nel settore ospiti: il fallimento pratico della tessera. Non solo: le forze dell'ordine in assetto antiguerriglia sono state impegnate fino a mezzanotte e mezza per scortare un corteo di quindici auto.

LE INTIMIDAZIONI NELLE CITTÀ
Quali sono i "laboratori" della protesta? Chi studia i piani per affondare la card del tifoso? Fino a oggi i supporter del Napoli sono stati tra i più intransigenti. Campagne capillari in tutti i quartieri della città con la scritta "Non abbonarti, non tesserarti". Lo zoccolo duro della tifoseria non ha sottoscritto la tessera anche perché molti non avrebbero potuto a causa del famoso articolo 9 del regolamento, che la vieta a chi ha auto un Daspo - il provvedimento di allontanamento dagli stadi per disordini - negli ultimi cinque anni. "È anticostituzionale", dicono gli ultrà per sostenere la loro causa.

Ma tant'è. A Napoli qualcuno ha provato a bluffare. La procura (che ha creato un apposito pool di magistrati sui reati da stadio) ha avviato un'indagine conoscitiva partendo dal sito del tifo organizzato biancoazzurro dove erano state pubblicate tutte le procedure per falsificare la card. Fatti salvi i tarocchi, dunque, le tessere sottoscritte sono pochissime: meno di 15mila, su una media in questa stagione di circa 39mila spettatori a partita. "Abbiamo fatto un'opera di convincimento sui nostri ragazzi" dice uno dei capi della dei gruppi che dominano nella curva A. Chi frequenta il San Paolo, e i detective che si occupano dei teppisti, hanno ancora in mente i pestaggi di fine campionato scorso, proprio durante una protesta, in quel caso contro la società: le telecamere della Digos ripresero alcuni personaggi intenti a convincere altri tifosi, con pugni e calci, a lasciare la curva vuota come prevedeva la protesta.

Un mondo a se stante, quello delle cupole del tifo. Quattrocentocinquanta gruppi ultrà di cui 234 politicizzati: 61 (nel 2008 erano 58) hanno forti legami con movimenti di estrema destra e 28 sono vicini a formazioni radicali di sinistra. I più pericolosi sono i Bisl romanisti, I Mastiff del Napoli, la Banda Noantri della Lazio, le Brigate autonome livornesi, i Korps della Fiorentina, gli Irriducibili dell'Inter, i Drunks del Catania. Gli ultimi allarmi lanciati dal Viminale riguardano la contiguità delle tifoserie di Roma e Lazio con i gruppi di estrema destra, la vicinanza di alcuni gruppi di Napoli e Catania con la criminalità organizzata, l'estremismo razzista di diverse tifoserie del nord, Inter e Verona su tutte. Ma adesso c'è un nuovo allarme.

La complicata evoluzione dell'era-tessera del tifoso è seguita da vicino dall'osservatorio del ministero degli Interni, dalle questure di tutta Italia (molte hanno costituito un'apposita squadra - stadio) e anche dai servizi segreti. Nell'ultimo rapporto consegnato al Parlamento, la nostra intelligence ha ribadito la "contiguità tra frange di tifo organizzato e estremismo politico". Una saldatura caratterizzata da una "forte avversione nei confronti delle forze dell'ordine" che "in alcuni casi lascia ipotizzare anche disegni preordinati". Come dichiarare guerra allo Stato.

(31 dicembre 2010)

Fonte: http://www.repubblica.it
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MessaggioTitolo: Re: NOTIZIE ULTRAS   2011-01-21, 16:00

Il derby Akragas-Licata, momenti di tensione a fine gara


Qualche tafferuglio si è registrato dopo la fine del derby, Akragas-Licata, giocato allo stadio Esseneto. La partita era considerata a rischio incidenti, a causa dell’antica rivalità calcistica tra le due città. Nessun tifoso licatese ha raggiunto Agrigento, dopo il divieto della Questura. Ma qualche facinoroso locale ha cercato di aggredire alcuni giornalisti e cameramen di una troupe televisiva di Licata. Grazie all’immediato intervento delle forze dell’ordine, la situazione è ritornata presto alla normalità. Poi tutto è filato liscio, con il pullman della squadra del Licata, che scortato dalle forze dell’ordine, ha abbandonato lo stadio tra due ali di tifosi di casa, guardati a vista da carabinieri e poliziotti.





Dieci Daspo per dirigenti, calciatori e tifosi del Gemini


Il questore Girolamo Di Fazio

Dieci persone, tra dirigenti, giocatori e tifosi
del San Giovanni Gemini, squadra partecipante al campionato di Promozione girone A, sono stati colpiti dal Daspo, il provvedimento che vieta di assistere e partecipare alle manifestazioni sportive. La formazione della montagna paga a caro prezzo le gravi manifestazioni di intemperanza di alcuni
tesserati e sostenitori, poco dopo la fine della gara con l’Agrigentina. Ieri gli agenti della Digos hanno notificato i provvedimenti di Daspo, oggi il Gip del Tribunale di Agrigento emetterà la convalida.

Fonte: http://www.agrigentoflash.it

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MessaggioTitolo: Re: NOTIZIE ULTRAS   2012-03-23, 18:05

Daspo per tre tifosi del Licata



Otto persone, di età compresa fra i 24 e i 30 anni, sono stati raggiunti dal Daspo, il divieto di accedere negli stadi di tutta Italia in occasione di manifestazioni sportive. I decreti sono stati firmati dal questore di Agrigento, Giuseppe Bisogno. Gli otto, tre sostenitori di Licata e cinque del Messina, sarebbero stati protagonisti dei disordini che si sono verificati nello stadio licatese Dino Liotta, al termine della partita del campionato d’Eccellenza disputata lo scorso 20 novembre fra Licata e Messina, terminata 1-1. Le indagini sono state condotte dalla Digos di Agrigento e dai colleghi di Messina, ma anche dagli agenti del Commissariato di Licata. Il provvedimento del Daspo varia dai tre ai cinque anni. A carico di due ultrà messinesi, anche l’obbligo di presentazione agli uffici della polizia durante le partite di calcio del Messina.

fonte: http://www.agrigentoflash.it
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MessaggioTitolo: Re: NOTIZIE ULTRAS   2012-09-07, 14:24

Nasce l'albo degli striscioni
Allo stadio solo quelli registrati


E' nato l'albo degli striscioni: solo quelli autorizzati dalle questure quest'anno potranno essere esposti sia in casa che in trasferta. Lo ha deciso oggi l'Osservatorio del Viminale: il motivo? Facilitare le pratiche burocratiche, che erano piuttosto lunghe e complicate. Ogni volta bisognava mandare il fax, chiedere l'autorizzazione. I tifosi sovente rinunciavano. Ora ci sarà un albo. Per adesso sono arrivate all'Osservatorio richieste per oltre 350 striscioni riferibili a 41 società. E nove sono stati pubblicati già sul sito (www.osservatoriosport.interno.it). Si tratta per ora solo di società di serie B e Lega Pro: nelle prossime settimane toccherà a quelli di serie A. La volontà dell'Osservatorio, come detto, è lodevole: ridurre la burocrazia, facilitare i tifosi e dare anche impulso maggiore alle trasferte. Non so quanto potrà servire: ormai in trasferta va pochissima gente (una cinquantina di palermitani all'Olimpico per la gara con la Roma...) e con l'albo degli striscioni, "certificato" prima dell'inizio della stagione, potrebbe esserci il rischio di soffocare la fantasia. E se ai tifosi venisse in mente qualche nuova scritta a campionato in corso? Può sempre chiedere l'autorizzazione. Ripeto: l'intento è lodevole, vedremo i risultati. Ma ecco qualche esempio. In serie B sinora sono arrivate richieste dalla tifoserie di Bari, Brescia, Crotone ed Empoli. Ecco alcuni striscioni: Bari, "Amici dell'antistadio", "Donato sempre con noi", "Forza Bari, noi impizziamo per te" (con il simbolo di alcune pizze...). Crotone: "Giorgio vive". Empoli: "Forza magico Empoli", "Empoli non si discute, si ama". Brescia: "Brescia Club Celestino", "Brescia Club Lamarmora", "Coordinamento Brescia Club". Tolte le pizze baresi, per ora non mi sembra che ci sia molta fantasia. Queste le autorizzazioni giunte all'Osservatorio: ad esaminare gli striscioni sono stati i Gos (gruppi speciali operativi) delle varie questure. Non è dato a sapere quanti sono stati bocciati. Albo degli striscioni a parte, c'è piena soddisfazione da parte dell'Osservatorio, nella sua prima riunione stagionale: "Al minimo storico il numero di incontri con feriti - 107 rispetto ai 208 del campionato 2005/2006 (morte di Filippo Raciti) - come quello dei feriti tra i non appartenenti alle forze dell'ordine (123 oggi, 261 nel 2006)", spiega il comunicato. E continua: "Straordinario l'abbattimento (potevano usare un altro termine, ndr) dei feriti tra le forze di polizia (66 rispetto a 510) a testimonianza dell'efficacia delle strategie adottate che, grazie alla collaborazione delle società sportive, che hanno messo a norma gli impianti, hanno consentito di impiegare le Forze dell'Ordine al di fuori degli stadi, lasciando l'attività di sicurezza all'interno agli steward, nel rispetto dei più avanzati standard europei. Praticamente azzerati gli incidenti lungo le vie di trasporto ferroviarie e autostradali, mentre rimane alta l'attenzione del contrasto all'illegalità con 121 arresti, 887 denunce e 4.774 persone sottoposte a Daspo".

Fonte: www.repubblica.it


Albo degli striscioni - Lega Pro
http://www.osservatoriosport.interno.gov.it/area%20tifosi/striscioni_lega_pro.html

Serie A
http://www.osservatoriosport.interno.gov.it/area%20tifosi/striscioni/serieA/Juventus/album/index.html
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MessaggioTitolo: Re: NOTIZIE ULTRAS   2012-09-13, 15:31

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MessaggioTitolo: Re: NOTIZIE ULTRAS   2012-09-13, 15:51

Albo degli striscioni - serie A
http://www.osservatoriosport.interno.gov.it/area_tifosi/striscioni_serie_a.html


Albo degli striscioni - serie B
http://www.osservatoriosport.interno.gov.it/area_tifosi/striscioni_serie_b.html


Albo degli striscioni - Lega Pro
http://www.osservatoriosport.interno.gov.it/area_tifosi/striscioni_lega_pro.html
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MessaggioTitolo: Re: NOTIZIE ULTRAS   2013-06-17, 10:50

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MessaggioTitolo: Re: NOTIZIE ULTRAS   2013-09-19, 11:03

L'aggressione di un tifoso juventino da parte di 20 interisti
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MessaggioTitolo: Re: NOTIZIE ULTRAS   2013-09-25, 16:40

E di questo ne vogliamo parlare?
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MessaggioTitolo: Re: NOTIZIE ULTRAS   2013-09-30, 13:39

Violenza allo stadio di Marsala. Tifosi all'assalto dopo la partita con la Parmonval. Lo Curto: "Vergogna"



09,00 - Sulla vicenda degli incidenti dopo la partita di calcio Marsala - Parmonval è intervenuta l'assessore Eleonora Lo Curto:

“Sono amareggiata e indignata per l’episodio di violenza accaduto ieri pomeriggio allo Stadio di Marsala al termine della partita tra Marsala 1912 e Parmonval. Seppur immeritata, la sconfitta non può mai giustificare in alcun modo un comportamento da parte di alcuni tifosi che nulla ha a che vedere con lo sport e con i valori di chi lo pratica. Tutto ciò, peraltro, appare incredibile e inqualificabile se, come mi riferiscono (visto che ieri non ero presente allo stadio), a scatenare la violenza, con una serie di proteste anche plateali durante il match e al termine dello stesso, sarebbero stati anche alcuni dirigenti, tesserati o collaboratori in senso lato, della società di casa.
Nella qualità di assessore comunale allo Sport di questa Città dal passato sportivo glorioso e che ha da poco festeggiato nel calcio il centenario della fondazione del Marsala 1912 –conclude Eleonora Lo Curto- condanno vivamente gli incidenti causati da uno sparuto gruppo di scalmanati che, a fine partita, sono riusciti ad entrare in campo e desidero, nel contempo, scusarmi con tutti gli sportivi e i tifosi, e soprattutto con i ragazzi e le famiglie presenti allo stadio. Le scuse dell’intera Città anche e soprattutto alla squadra ospite, al suo allenatore e ai dirigenti presenti, a cui va tutta la mia solidarietà per il brutto pomeriggio vissuto.”


08,00 - Ci risiamo. Gravi incidenti hanno caratterizzato la partita Marsala - Parmonval, valida per il campionato di Eccellenza.

Al termine della gara, vinta tra le polemiche dalla Parmonval - squadra della frazione palermitana di Mondello -  3 a 2 ci sarebbero stati degli scontri, con l'allenatore della Parmonval, Corrado Mutolo, colpito con un casco alla testa e costretto a ricorrere alle cure del pronto soccorso, mentre il pullman della squadra ospite è stato danneggiato. Ad esasperare gli animi è stato lo svolgimento della gara, con i marsalesi che accusano l'arbitro di aver parteggiato apertamente per la Parmonval. Tanti i commenti su Facebook sugli scontri. Scrive Alessandro Genna: "Tralasciando la sconfitta ricorderò questa partita per ciò che è successo poco prima del fischio finale e dopo il fischio finale,questo è quello che i vostri figli vedono allo stadio,questo è quello che insegna lo sport,l'odio..ho visto anche ragazzini entrare in campo e distruggere i cartelloni pubblicitari,e poi qualcuno ha anche aggredito un calciatore del marsala..ripeto, più che la sconfitta mi ha fatto male la conseguenza che reputo esagerata e priva di giustificazione...". Secondo altre testimonianze, alcuni tifosi del Marsala si sono scagliati contro un giocatore della squadra, picchiandolo.  Dichiara Roberto Catalano, responsabile comunicazione della Parmonval:

"Un pomeriggio da dimenticare per quanto di assurdo e violento è accaduto allo stadio Nino Lombardo Angotta di Marsala. In tanti anni di calcio e, credetemi sono veramente tantissimi, difficilmente mi era capitato di vivere di persona un'aggressione in piena regola con una lucida-follia e violenza indescrivibile da parte di ultras e personaggi vari che stazionavano sul rettangolo di gioco (presumo) illecitamente. Al triplice fischio dell'arbitro centinaia pseudo-tifosi inferociti i quali, ancor prima della fine della partita avevano tentato di invadere il terreno di gioco, hanno trovato "misteriosamente" i cancelli aperti e come furie scatenate hanno aggredito chiunque tentasse di fermarli. Le pochissime unità di polizia presenti (appena 3/4 in un primo momento degli incidenti ) nulla potevano per fermare quell'orda di barbari ;a "farne le spese " alcuni nostri giocatori che prendevano calci e pugni da ogni dove nel tentativo di raggiungere il tunnel che porta agli spogliatoi (il nostro capitano Bennardo raggiunto da un pugno dall'allenatore del Marsala) e mentre il nostro mister tentava di calmare gli animi ,veniva colpito vigliaccamente e con proditoria violenza con un casco da motociclista che lo attingeva al capo e poi sulla cervicale. L'aggressore è stato identificato e condotto in commissariato mentre Mutolo veniva trasportato d'urgenza in ospedale dall'ambulanza che stazionava all'interno dell'impianto sportivo. Dopo le prime cure il nostro Mister. è stato sottoposto ad una tac (che per fortuna ha escluso conseguenze ben più gravi ) e dopo circa 1 ora dimesso con l'applicazione di un collarino cervicale. La scorta della polizia ha consentito al pullman con il resto dei giocatori e dirigenti al seguito di raggiungere l'ingresso dell'autostrada verso Palermo".

Questo il tabellino della partita:

S.C. MARSALA 1912: Barcellona, Genesio, Blunda, Bonino, Maltese, Genovese (92' Carovana), Comparato, Fina (k), Jimoh, Convitto, Porto (67' Norfo)
A disposizione: Ilario, Tuccio, Perricone, Licari, Li Causi
All. : Angelo Sandri

PARMONVAL: Versaci, Pizzimenti, Alletto (57' Caronia), Di Grazia (46' Capuano), Inguglia, Bennardo (k), Serio, Manfrè, Romeo, Lunetto, Minnone (57' Lala)
A disposizione: Giuliano, Giammone, Moussa, Campione
All. : Corrado Mutolo

Arbitro: Giovanni Sanzo (Agrigento)

Assistenti: Giovanni Balletti (Agrigento) - Antonino Giambrone (Agrigento)

Reti: 10' Jimoh (M), 42' Fina (M), 67' Capuano (P), 70' Serio (P), 85' Lala (P)

Ammonizioni: Fina (M), Maltese (M), Genovese (M) - Bennardo (P), Inguglia (P), Manfrè (P)

Espulsioni: 41' Inguglia (P, doppia ammonizione), 52' Jimoh (M, reazione)

Recuperi: 3' p.t. - 5' s.t.

Note: Al 78' allontanato dalla panchina il tecnico Angelo Sandri.
Angoli 11-2 per il Marsala.

Fonte: a.marsala.it
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MessaggioTitolo: lewski sofia   2013-10-09, 13:19

http://video.repubblica.it/sport/bulgaria-tifosi-del-levski-cacciano-il-nuovo-allenatore/142287/140823
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MessaggioTitolo: Re: NOTIZIE ULTRAS   2014-03-25, 14:14

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