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Totò22
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MessaggioTitolo: Tutto per una maglia del Palermo.....   2008-10-15, 14:33

Daspo per 4 delle tifoserie organizzate Palermo e 3 Inter
14/10/2008 - di Virgilio Alice; Fonte: notizie.alice.it
La Digos di Torino ha identificato e deferito alla competente autorità giudiziaria quattro tifosi del Palermo e tre dell'Inter appartenenti "alle frange più facinorose delle tifoserie" e resisi responsabili "di condotte antigiuridiche in occasione delle gare" che le rispettive squadre hanno giocato a Torino lo scorso mese. A carico di tutti i tifosi sono state avviate le procedure per il Daspo, il divieto di accesso ai luoghi ove si svolgono manifestazioni Sportive.

Durante l'incontro calcistico Juventus-Palermo del 5 ottobre agenti della Questura hanno denunciato, in stato di libertà, 4 appartenenti alla tifoseria organizzata del Palermo: al termine della gara, all'interno del settore occupato dalla tifoseria palermitana, si erano verificati dei tafferugli, originati dal tentativo di appropriarsi delle magliette che i calciatori del Palermo avevano poco prima lanciato dal terreno di gioco all'indirizzo dei loro sostenitori. Un giovane tifoso del Palermo, residente nella provincia di Asti, era rimasto vittima di una aggressione ad opera di alcuni tifosi ultrà del Palermo, che, dopo averlo percosso, gli avevano sottratto la maglietta di cui si era impossessato. Successive indagini hanno poi accertato il coinvolgimento diretto negli eventi di altri 5 aderenti alla tifoseria organizzata del Palermo, tutti tra i 20 e i 33 anni, che sono stati deferiti alla autorità giudiziaria con l'accusa di concorso in rapina aggravata.
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MessaggioTitolo: Bulgaria-Italia   2008-10-16, 14:33

Bulgaria-Italia, parla l'ultrà degli scontri: ''Nessun coro per il Duce, cantavamo l'inno nazionale''
16/10/2008 - di Adnkronos Ign; Fonte: www.adnkronos.com
“In quei momenti c’è adrenalina, non pensi a quello che fai, ti senti invincibile nella rissa”. Lo dice in un’intervista a 'La Vita in diretta' su Raiuno AP, il 29enne di Lucca fermato a Sofia dalle autorità bulgare accusato di aver preso parte agli scontri avvenuti tra tifosi prima della partita tra l’Italia e la Bulgaria. AP sminuisce la ricostruzione fatta dalla polizia, ammette la rissa con i tifosi del Csk, ma nega che mentre il gruppo di supporter italiani raggiungeva lo stadio della capitale sono stati cantati cori in onore del Duce: “E’ una cosa montata, noi abbiamo cantato l’inno nazionale”. Anzi, spiega, sono i tifosi della Bulgaria che hanno “fischiato durante il nostro inno, che non si riusciva a sentire”.

E sulla bandiera bruciata e i saluti romani immortalati dalla immagini trasmesse in televisione, AP controbatte: “Non era una bandiera bulgara, ma la bandiera di una squadra di calcio Uno dovrebbe essere lì per capire. E il saluto romano è vero, l’ho fatto. Ma era un momento particolare, sono gesti di risposta al tifo avversario”. Il trattamento avuto dalle forze dell’ordine di Sofia per l’ex capo degli ultras ‘Bulldog’ di Lucca, “è stato corretto. Anche se là non avevano le celle di sicurezza e ci hanno tenuti ammanettati a una sbarra di ferro per dieci, quindici ore. Ma ci hanno portato da mangiare e da bere”.
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MessaggioTitolo: Gli scontri di Sofia erano stati preparati online   2008-10-17, 14:36

Gli scontri di Sofia erano stati preparati online
14/10/2008 - di Panorama Blog; Fonte: blog.panorama.it Gli “Ultras Italia” sono ben noti ai nostri investigatori. Il loro orientamento è di estrema destra e la maggior parte di loro proviene dal Nord Est, da Verona a Padova, da Trieste a Udine, dalla Puglia, dalla Campania e dal Lazio. È facile trovarli su Internet. Su Youtube sono decine i filmati che riprendono l’inno di Mameli cantato a squarciagola da ragazzi con il braccio teso.

Altri video immortalano i tour degli Ultras Italia e l’esposizione delle loro “pezze” tricolori (con sopra il nome della città di provenienza scritta in stile fascista o gotico), come quello dei ragazzi di Agri al seguito degli Azzurri già dalla trasferta di Stoccarda del 2003.
Anche se il merchandising è ancora agli albori, su alcuni siti si può acquistare il kit dell’ultrà azzurro: dai video con gli scontri ai libri, dalle felpe alle cinture, tutte con tricolori, aquile e celtiche in bella mostra.

Per capire di cosa si tratti basta dare un’occhiata a una vetrina online, (gestita da vecchi militanti della curva dell’Hellas Verona e del neofascismo scaligero). Gli Ultras Italia hanno anche forum e community, in cui si scambiano informazioni. Su uno di questi (vivereultras.forumcommunity.net, il cui motto è “i colori ci dividono, la mentalità ci unisce”) Panorama.it ha scoperto come questi violenti abbiano preparato la trasferta di Sofia, con l’obiettivo di andare a caccia di scontri.
Nel forum “Nazionale e seguito azzurro” ci sono 170 post sull’argomento. Il 16 giugno “zio Pietro” informa gli amici che “da oggi sono prenotabili sul sito www.wizzair.com i voli per Sofia, dove quasi sicuramente si svolgerà la partita”. “Zio Pietro” svela anche il motivo di un interesse così anticipato: “Penso che sia la trasferta più tosta a livello ambientale del girone di qualificazione mondiale e visti i prezzi abbordabili ci potrebbe essere un buon seguito”.
Insomma vale la pena di andare perché il clima sarà bollente e i costi modesti. Il veneto “Panoramix” (un soprannome molto celtico accompagnato dal logo del Leone di San Marco) è dello stesso parere: “Concordo con zio Pietro, anche a me sembra la trasferta più interessante… speriamo di far su un po’ di gente!”.
Alla fine saranno 144. Ma il gruppo si forma con qualche contrattempo. “Terrorista” di Tivoli (sotto il suo nome una foto di un ultrà fermato da poliziotti inglesi e il motto: “Sempre le stesse facce, sempre la stessa gente, sempre la stessa strada …Per ogni maledetta domenica”) è uno dei più attivi nell’organizzazione. Il 18 giugno il pugliese “Barium” fa un appello: “Cerchiamo di essere compatti in quelle terre”. “Contro le spie” chiosa: “Terre di guerra quelle bulgare…”. C’è chi cita Braveheart e chi dà i prezzi degli aerei. “Utinum et patria” fa sapere che da Udine sono già pronti in quattro. Gli ultrà preparano le valigie anche in molte altre città, da Siena ai Castelli romani, da Fidene a Latina. Il 23 luglio “Terrorista” scalda l’ambiente: “Ok a 2 mesi dall’evento possiamo fare le presentazioni!!!”. Al suo messaggio ha allegato un video di Youtube con immagini di scontri degli hooligans del Cska, tifoseria bulgara di sinistra. Il 24 luglio l’utente «Banda Venezia Giulia» pregusta: “D.. cane che botte…”. “Terrorista” sogghigna: “Tranquilli eh?!”. “Casualgenova” nota: “La polizia sembra farsi i ca..i propri….”. “Terrorista” precisa: “Sembra?!!!… si fanno i caxxi propri…”. “Ribelle di provincia”, viste le immagini, è “tentatissimo”. Un collega di curva lo zittisce: “Paga e tasi”. Occhi indiscreti potrebbero leggere.

Nel sito si inneggia a caduti e prigionieri (incarcerati dalle forze dell’ordine). “Do prdele” è perplesso: “Scusate, toglietemi un dubbio, tutto questo confermarsi la presenza, l’acquisto dei biglietti, in un sito iper controllato (dalle Digos, ndr), viene fatto consapevolmente?”. Inizia un dibattito sul tema e uno dei membri manda un post: “Tacete anche le mura hanno orecchie”. Inizia la conta definitiva delle presenze. Verso la fine di settembre gli Ultras Italia vanno in fibrillazione e iniziano a preoccuparsi per i biglietti.
Qualcuno ipotizza che potrebbero venderli ai botteghini “come a Cipro”. “Nucleo 98″ non è d’accordo, visto il rischio incidenti: “Cipro e Bulgaria non mi sento di metterle sullo stesso piano a livello ‘ambientale’…”.

L’1 ottobre “Panoramix” inserisce il link del sito della Federcalcio che ha messo in vendita i biglietti. Nel gruppo la sorpresa è grande: costano meno di 4 euro. Sorge il problema delle diffide: “‘fanculo, tanto a noi non ce li danno. Come per gli Europei tutti senza, lo compriamo là e andiamo in gradinata….” fa sapere “CasualTrieste”.
Iniziano i pagamenti via bonifico. Il 7 ottobre Frodo lancia l’allarme: “Attenzione, stanno rigettando le richieste biglietti con dentro persone che in passato hanno subito il daspo (divieto di accedere alle manifestazioni sportive, ndr), esattamente come agli Europei!!!”. “Nucleo 98″ risponde: “Allora stiamo a posto…noi su 7 siamo 4 ex daspati!”. Da Udine informano: “Anche noi stesso problema… biglietti, ma non per tutti… arrivate le mail in cui c’è parere negativo da parte del ministero degli Interni…”. Maxnkud si sfoga: “Che schifo colpito uno dei nostri !! Per adesso !! Aspettiamo e vediamo che succede!!!”.

Ma forse c’è un escamotage che dà speranza a tutti: “Ragazzi attualmente in Bulgaria sono andati allo stadio per acquistare i tickets e hanno trovato un cartello con scritto che la vendita agli italiani si aprirà il giorno della partita alle 19,30, al prezzo di 8 latv (4 euro)” e aggiorna un’altra buona notizia: “Ragazzi come al solito non ci stanno capendo un caxxo: stanno dando l’ok ad attuali daspati e il no a ex diffidati… Cmq se vi servono biglietti contattatemi in messaggio privato!!”. Il 9, “Castefranco veneto” si offre di aiutare i colleghi in difficoltà: “Se a qualcuno manca il biglietto ci sentiamo in hotel e ne parliamo”. Probabilmente ha una buona scorta di tagliandi. Si parte per la guerra. L’11 ottobre “Ale Ud” mette sul sito la notizia degli incidenti. “Maxnkud” è in contatto con chi partecipa agli scontri: “Li ho sentiti e l’aria non è proprio delle migliori !! Poi c’è qualcos’altro, ma aspettiamo che finisca la partita, va’!!”.

Che cosa sia quel “qualcos’altro” non è dato sapere. Sul sito c’è soddisfazione: “Onore agli Ultras Italia”; “Tanto di cappello a chi c’era”; “Grandi ragazzi”. Alle 15 e 23 di domenica 12 ottobre, “Maxnonmollo” avverte: “Ragazzi già se ne parla troppo in tele e sui giornali, chiudo per un po’”.
Il forum abbassa la serranda, mentre un’altra si alza per preparare la partita di mercoledì prossimo a Lecce, con il Montenegro.
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MessaggioTitolo: Incontro sui traghetti   2008-10-27, 15:17

Piccola scaramuccia tra tifosi del Siracusa e del Cosenza
27/10/2008 - di Melito Online; Fonte: www2.melitoonline.it
Un centinaio di tifosi del Cosenza e del Siracusa, si sono fronteggiati per alcuni minuti agli imbarcaderi privati intorno alle ore 9,30. Solo il tempestivo intervento degli agenti della “Volante” del locale Commissariato ha evitato che i due gruppi entrassero in contatto diretto. I tifosi aretusei, scesi dal un traghetto hanno notato la presenza dei cosentini in attesa di imbarcarsi. A questo punto, i siciliani hanno lanciato delle pietre contro i calabresi.

La sassaiola è stata interrotta grazie all’intervento del personale della Polstato in servizio di ordine pubblico che con grande professionalità hanno riportato la calma. Le due tifoserie hanno quindi proseguito tranquillamente verso le località che ospitano le trasferte delle loro squadre.
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MessaggioTitolo: LA DIFFIDA? incostrituzionale! Gli ultras? Perseguitati!   2008-10-29, 14:28

LA DIFFIDA? incostrituzionale! Gli ultras? Perseguitati!
28/10/2008 - di osservatore ; Fonte: settimanale siciliano Centonove
Il giornalista Pietro Scaglione e Carlo Balestri denunciano gli abusi contro gli ultras.

Tutti invocano il cosiddetto “Daspo”, il divieto di accesso alle manifestazioni sportive, comminato dalle Questure, senza un effettivo controllo giurisdizionale del Giudice per le Indagini Preliminari e quindi senza adeguate garanzie difensive per gli ultras. Ma, grazie ad una recente inchiesta del settimanale L’Espresso, si scopre che circa il 60% dei tifosi diffidati non ha commesso alcun reato.
Dopo la prima giornata di campionato, in seguito ai noti fatti di Roma – Napoli, il Governo di centro-destra ha orientato l’agenda politica nel senso di una lotta senza quartiere contro il movimento ultrà. Sul momento delicato per il calcio italiano e per le tifoserie, abbiamo intervistato il professore Carlo Balestri, presidente di Progetto Ultrà, un’associazione nata al fine di tutelare i diritti dei tifosi e per prevenire la violenza negli stadi.

Che idea si è fatta a proposito della continua esasperazione mediatica degli episodi negativi commessi dai tifosi?Quasi nessuno, invece, racconta le lodevoli iniziative di volontariato organizzate dagli ultras….

"La direzione intrapresa dalla stampa è proprio quella di enfatizzare gli episodi violenti che scatenano un morboso sadismo nel lettore che identifica ormai questi gruppi come il folk devil (demonio popolare) da esorcizzare, e di considerare molto più noiosa e meno appetibile la valorizzazione di iniziative di stampo associativo/volontaristico".

Molti giuristi denunciano l’incostituzionalità dello strumento della diffida (per violazione del diritto di difesa) e criticano altre norme contro la violenza. Che ne pensa?

"Penso che in Italia si abusi dello strumento della diffida preventiva che altro non dovrebbe essere che uno strumento amministrativo di carattere preventivo affinché chi avesse commesso un reato non sia messo nelle condizioni di ricommetterlo. Attualmente, nel nostro paese, sono in vigore più di 4.000 diffide. Il problema vero è che, fino a che non vi sia un processo o almeno un formale dibattimento, non si sa se questi quattromila diffidati abbiano o meno commesso reato. In questi termini, l’istituto della diffida in Italia è uno strumento arbitrario e fortemente discutibile, così come è discutibile la norma (valida solo per le vicende da stadio) dell’arresto in flagranza differita fino a 36 ore dopo che si è commesso un determinato reato. Un ultimo provvedimento molto contestato è anche la direttiva dell’Osservatorio sulle Manifestazioni agonistiche del marzo 2007 che ha proibito l’introduzione, negli stadi, dei tipici strumenti di tifo (striscioni, tamburi, megafoni), limitando di molto, in quei luoghi, la libertà di espressione, oltre che il colore e la passione".

E come giudica il frequente ricorso al divieto delle trasferte di massa? Non potrebbe configurare una violazione della libertà di movimento?

"Non so se si possa configurare come un reato contro la libertà di movimento (mi piacerebbe in questo caso mettere i panni del legislatore); ma, sicuramente, è, nei fatti, il fallimento di anni di politica repressiva e di pugno di ferro. Il problema è che ancora non si rendono conto di aver sbagliato tutto e, dopo quattro leggi speciali nel giro di otto anni, l’unico modo in cui credono di poter risolvere il problema della violenza è quello di far giocare a porte chiuse, trasformando un evento dal vivo e di massa in una semplice trasmissione televisiva".

Persino Striscia la Notizia e’ intervenuta in difesa degli striscioni degli ultras e del materiale per le coreografie…

"Infatti, non tutto il male viene per nuocere: con Militello e “Striscia lo striscione” i tifosi hanno trovato, in una delle trasmissioni di punta del panorama televisivo italiano, un inaspettato alleato. Purtroppo, fino ad oggi, anche le sue denunce non hanno sortito effetti in chi decide le politiche di intervento negli stadi".

Quali sono le controproposte del Progetto Ultrà?

"Allontanarsi dalla logica della criminalizzazione del mondo dei tifosi; uscire dal tunnel della contrapposizione tra i tifosi e le istituzioni; aprire spazi di dialogo e di confronto tra le istituzioni, i tifosi e la società; costruire stadi aperti e a misura di tifoso, non più militarizzati; non considerare il problema della violenza solo come problema di ordine pubblico; favorire politiche e interventi di carattere sociale negli stadi".

Può parlarci delle iniziative da voi organizzate, come ad esempio, i Mondiali Antirazzisti?

"Il Progetto Ultrà - nato nel 1995 all’ interno della UISP (Unione Italiana Sport Per tutti) - si pone gli obiettivi di difendere la cultura popolare del tifo e di limitare i comportamenti violenti ed intolleranti attraverso un lavoro sociale portato avanti assieme agli stessi tifosi. Oltre a molteplici iniziative - incontri nelle scuole, mostre, pubblicazione di riviste per i tifosi, organizzazione di incontri, riunioni con gruppi ultras, lavoro di mediazione con istituzioni etc - da dodici anni organizziamo i Mondiali Antirazzisti. Un evento che vede la partecipazione di gruppi di tifosi provenienti da tutta Italia e da tutta Europa, insieme a minoranze etniche e ad associazioni antirazziste. Una festa di educazione alla multiculturalità che, da due anni, si è spostata a Casalecchio, alla porte di Bologna, tra tornei di calcio (204 squadre), basket, cricket, pallavolo e rugby, incontri dibattito e concerti".
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MessaggioTitolo: Comunicato Ufficiale Gruppi Ultras Gradinata Milazzo   2008-10-31, 14:54

Comunicato Ufficiale
Gruppi Ultras Gradinata Milazzo

Il gruppo degli Ultras Milazzo 1984 comunica che, a causa di dissapori con l’attuale società, NON seguirà l’amata casacca rossoblu sia nelle partite casalinghe sia in quelle esterne.
I Vecchi Ultras ’84, a differenza del gruppo principale, seguiranno le sorti della compagine mamertina solo ed esclusivamente in trasferta. Infine, si comunica la nascita di un nuovo gruppo di nuove leve, Figli di Polifemo, che seguirà la S.S.D Milazzo 1937 sia in casa che in trasferta, mantenendo, comunque, la linea adottata dei due gruppi principali nei confronti dell’attuale dirigenza.

I gruppi della gradinata

Fonte: www.tiforagusa.forumcommunity.net
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MessaggioTitolo: Tivoli ricorda Gabriele Sandri   2008-11-12, 16:43

Tivoli ricorda Gabriele Sandri
11/11/2008 - di Gabriele Vive ;
Tivoli si sveglia nel mattino del ricordo di quell' 11 Novembre 2007, riempita da centinaia di manifesti, neri, con sù scritto: "Nel ricordo non ti hanno ucciso... GABRIELE VIVE".
In questo modo viene ricordato il giovane Laziale, assassinato lo scorso 11 Novembre 2007 nell'area di servizo di Badia Alpino.
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MessaggioTitolo: MESSINA: La Nostra Partita   2008-11-12, 16:44

MESSINA: La Nostra Partita
11/11/2008 - di Ninuzzu® ;
MESSINA 16.11.2008: LA NOSTRA PARTITA!


Giorno 16 Novembre 2008 alle ore 14.30, in concomitanza con la partita fantasma con il Savoia che il FC Messina giocherà al San Filippo, i gruppi organizzati danno appuntamento a tutta la città nella piazza del Tribunale per disputare LA VERA PARTITA!
Alle 14.30, infatti, in contemporanea con il fischio di inizio, ci muoveremo in corteo per manifestare la nostra rabbia, il nostro sdegno ma soprattutto la nostra voglia di giustizia contro chi ha ucciso non soltanto una passione calcistica ma i principi di democrazia propri di ogni Paese civile.
Partiremo dal Palazzo di Giustizia proprio perché vogliamo che gli organi competenti facciano piena luce sul “caso FC Messina” per smascherare tutte le malefatte di chi ha speculato, e continua a farlo, sulle spalle della città con l’aiuto di squallidi fiancheggiatori.
La nostra è una manifestazione che vuole andare oltre il calcio: quanto accaduto è l’emblema di una piaga sociale che la nostra città si trova a combattere; quanto successo tra il quasi silenzio di buona parte della stampa locale è un “omicidio premeditato” consumato per cercare di coprire le malefatte di chi, non scordiamolo, ha il monopolio assoluto di tutta l’economia cittadina.
Ci muoveremo verso il Comune, altro luogo simbolo, perché LA NOSTRA PARTITA si gioca anche li tra pseudo convenzioni e i comportamenti “poco chiari” di un Sindaco che ha avallato l’iscrizione di una squadra, chiamata a rappresentare una città da 300 mila abitanti.
Noi chiediamo che a scendere in piazza siano non solo i tifosi più appassionati ma tutti coloro ritengono di avere ancora un briciolo di orgoglio per dimostrare che Messina può essere migliore.

Non mancate per dimostrare che in questa città, ingiustamente definita di morti, ci sono tante persone che hanno voglia rialzare la testa e tornare ai fasti di un tempo!


MESSINA RIALZATI E MANIFESTA CON NOI!


ULTRAS MESSINA
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MessaggioTitolo: Manganelli:''Negli stadi più spettatori meno polizia''   2008-11-12, 16:45

Manganelli:''Negli stadi più spettatori meno polizia''
12/11/2008 - di Forza Roma; Fonte: www.forzaroma.info
Sono calati gli incidenti legati al calcio, spariti i poliziotti dentro gli impianti, è diminuito vistosamente il numero di quelli impiegati la domenica per le gare di campionato (4000 a fronte dei 10-11.000 utilizzati fino a qualche anno fa con un notevole risparmio anche economico) e sono aumentati di quasi mezzo milione gli spettatori negli stadi rispetto allo stesso periodo di un anno fa: ecco alcuni dei (tanti) dati forniti dal capo della polizia Antonio Manganelli durante il suo intervento a Coverciano al seminario per giornalisti sportivi. Dati accolti con soddisfazione dal presidente della Figc Giancarlo Abete e dal presidente della Lega Antonio Matarrese. È la prima volta che un capo della polizia mette piede nel Centro federale e anche questo è indice che nei rapporti tra forze dell'ordine e mondo del pallone qualcosa è cambiato. Specie dopo la morte dell'ispettore Raciti avvenuta nel febbraio 2007 durante Catania-Palermo. Una tragedia che, dice Manganelli, ha dato la scossa: «Prima di allora, nei cinque anni precedenti, c'erano state 1114 partite con incidenti, i feriti erano stati 5487 di cui 3800 appartenenti alle forze di polizia. Erano state denunciate 7827 persone con quasi duemila arresti. Prima della morte di Raciti 18 persone negli ultimi 10-15 anni erano morte dentro uno stadio o in incidenti collegati a manifestazioni calcistiche. Insomma - sospira Manganelli - un vero bollettino di guerra. Inoltre su 31 stadi solo sei erano in regola. Dalla tragedia catanese decidemmo di non fare più sconti a nessuno». Da allora sono passati 20 mesi e gli incidenti, sottolinea il capo di polizia, sono «fortemente» diminuiti (ma di quanto non viene detto) e ora tutti gli stadi di A e B sono a norma così i venti delle serie minori con una capienza di oltre 10.000 spettatori. «Ma auspico che siano resi più sicuri anche quegli impianti con minor capienza». Un altro aspetto che Manganelli evidenzia è la presenza sempre più efficace degli steward: «E oggi siamo felici di non avere più polizia negli stadi». Ma da qui ad abbassare la guardia ce ne corre anche perchè le frange violente dei tifosi non sono sparite come d'incanto e ogni piazza, afferma il capo della polizia, ha proprie connotazioni, anche estremiste e di stampo criminale: «A Napoli se la sono presa perchè in occasione degli incidenti alla stazione ho parlato di influenza criminale. Ma da ex questore di quella città so che la camorra determina la geografia di certi settori e molti di quei tifosi partiti da Napoli erano segnalati per vari reati». Dunque l'attenzione resta alta come confermano i 459 Daspo finora disposti andati sommandosi ai 3600 già esistenti. «La politica del massimo rigore continua anche perchè dobbiamo e vogliamo riportare negli stadi le persone per bene, le famiglie e quella parte sana, passionale, vera del mondo degli ultrà che rappresenta la vita delle tifoserie. Gli ultrà non vanno colpevolizzati per forza se ci sono dei violenti». Tenendo conto anche di questo è stata varata la tessera del tifoso, una sorta di telepass, di bancomat la definisce Manganelli, che darà agevolazioni (si potrà ad esempio andare in trasferta anche in caso di limitazioni disposte dal Ministero e dall'Oservatorio) e per avere la quale occorreranno alcuni requisiti come non essere sottoposti a Daspo e non aver subito negli ultimi 5 anni provvedimenti penali per reati compiuti negli stadi. «Finchè però questa tessera non sarà adottata da tutte le società resteranno i divieti su certe trasferte» chiosa il capo della polizia.
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MessaggioTitolo: Messina, una città ferita che non ha perso l'orgoglio   2008-11-19, 14:48

Messina, una città ferita che non ha perso l'orgoglio
19/11/2008 - di strill ; Fonte: http://www.strill.it
“Calcio, UniMe, Affari, Poteri: Vogliamo piena luce sui misteri”: è uno dei tanti striscioni esposti dai cittadini messinesi durante la manifestazione di domenica pomeriggio, quando la città ha voluto ritrovare la voglia di sventolare la propria bandiera in nome di un orgoglio mai perduto.

Il Messina calcio continua a perdere, è pericolosamente nei bassifondi della classifica dei dilettanti dopo l'ennesima sconfitta casalinga contro il Savoia.
Allo stadio non ci va più nessuno, e giocare in un San Filippo deserto è come vivere in un tempio abbandonato e polveroso.

Se i messinesi hanno deciso di disertare lo stadio, però, non vuol dire che se ne stanno indifferenti e comodamente rinchiusi nelle loro case: domenica pomeriggio per le vie centali della città, dal tribunale fino a palazzo Zanca, gli ultras hanno organizzato un corteo che è stato estremamente vissuto e partecipato con grande intensità non solo dal mondo "della curva" ma anche da cittadini che non appartengono ai vari gruppi ultras.

Erano più di 300 e hanno rispolverato quelle bandiere ammainate da tempo.

Sono feriti nel profondo della loro dignità, ma non hanno mai perso l'orgoglio e così sono scesi in piazza per urlare a loro rabbia.

E ne hanno per tutti: i Franza in primis, ovviamente, ma anche il Sindaco e la classe dirigenziale in genere.

I Franza sono il bersaglio principale delle accuse: "Messina vi odia", "Contro i Franza ad oltranza", "Senza Franza rinasce la speranza" e molti altri ancora sono stati gli striscioni esposti durante il corteo, che s'è svolto nel modo più pacifico e tranquillo possibile.

Nel mirino anche il sindaco, Peppe Buzzanca, che è stato accusato di essere "Complice dei Franza": i manifestanti hanno dato vita ad alcuni cori che chiedevano al primo cittadino di tornarsene al suo paese d'origine (Barcellona Pozzo di Gotto n.d.r.) e che lo accusavano di avere permesso di fare ai Franza tutto quello che hanno voluto.

Ovviamente non ci si riferisce solo al Mesisna calcio, ma anche alla rada san Francesco, alla gestione della costa e, soprattutto, alla vicenda stadi che non ha consentito ad altre realtà calcistiche Messinesi di fare ricorso al lodo Petrucci per salvare la compagine biancoscudata nel calcio professionistico.

A proposito di vicenda stadi: mentre il procedimento giudiziario e la vertenza tra comune e società prosegue in modo ferrato, intanto la procura di Messina (sostituti Vito Di Giorgio, Fabrizio Monaco, Francesca Ciranna e Maria Pellegrino) ha chiesto il fallimento dell'FC Messina dei Franza per falso il bilancio: la richiesta è arrivata dopo l'acquisizione da parte della guardia di finanza dei bilanci e di altri documenti quando un mese e mezzo fa gli uomini della Gdf passarono al setaccio la sede della società.
Dovrà essere adesso il collegio fallimentare a decidere se accogliere la richiesta di fallimento o rigettarla.

Intanto però non tutta la cittadinanza s'è detta d'accordo con i manifestanti di domenica.
Molti non hanno voluto partecipare al corteo e addirittura criticano gli organizzatori e i partecipanti.
"Si lamentano dei Franza, però mangiano nella loro ciotola" sostengono.
"Franza fa quello che vuole perchè siamo a Messina. A Catania o Palermo o probabilmente in molte altre città d'Italia, una persona non ci avrebbe mai neanche pensato lontanamente a comportarsi così. In questa città invece tutto è concesso".

La manifestazione di domenica non è limitata alla sofferenza per un calcio che non c'è più, ma è anche e soprattutto da leggere come un fermento dovuto al disagio sociale che attanaglia una città ferma, immobile, che subisce una classe politica instabile e dalle idee un po troppo confuse.

Per questo motivo la gente, ferita, chiede chiarezza: sul calcio, sugli stadi, sull'università, sugli affari e sui poteri. Come recitava quello striscione, c'è l'esigenza di avere "piena luce sui misteri".
E chi chiede di vedere la luce sono coloro che, pur tremendamente feriti, non hanno perso l'orgoglio di essere messinesi.
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MessaggioTitolo: Il Tribunale dichiara fallito il FC Messina   2008-11-28, 19:46

27/11/2008
Il Tribunale dichiara fallito il FC Messina



Il Tribunale di Messina ha dichiarato fallito il FC Messina della Famiglia Franza. La sentenza, siglata dal giudice D'Arrigo, è stata motivata dall'esposizione debitoria milionaria della società e dall'incapacità della dirigenza di farvi fronte. L’inchiesta, scattata dopo l’anomala iscrizione del FC Messina in serie D, e curata dai sostituti procuratori Vito Di Giorgio, Fabrizio Monaco, Maria Pellegrino e Francesca Ciranna, ha portato nelle settimane scorse al rinvio a giudizio dei fratelli Franza con l’accusa di falso in bilancio.

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MessaggioTitolo: Crac FC Messina, il perché di un fallimento   2008-11-28, 19:47

28/11/2008
Crac FC Messina, il perché di un fallimento

Una situazione a dir poco drammatica quella presentata alla Sezione Fallimentare del Tribunale di Messina presieduta dal giudice Cosimo D’Arrigo dai quattro Sostituti Procuratori: Vito Di Giorgio, Fabrizio Monaco, Maria Pellegrino e Francesca Cirianna.
Un passivo complessivo di quasi 27 milioni e mezzo di euro, un ammontare dei crediti scaduti effettivo di circa 13 milioni e 600 mila euro, 2 milioni e 300 mila euro di debiti verso 44 persone tra atleti e staff tecnico, ed un notevolissimo sbilancio tra mezzi propri e debiti che secondo il consulente della Procura ammonta ad oltre 8 milioni euro. A tutto ciò vanno aggiunte due ricapitalizzazioni anomale con la seconda definita “illegittima”, e il fallimento delle trattative verso i tesserati che come detto in precedenza vantano crediti per 2 milioni e 300 mila euro.
Delle transazioni avviate con ogni singolo, ipotizzando il perfezionamento di tutti gli accordi entro la fine del 2008, ne sono state perfezionate solo cinque su quarantaquattro (il Gruppo Franza affermava invece in una nota del 30 ottobre di averne concluse il 50%!). Andando invece analizzare le due ricapitalizzazioni (datate 20 ottobre e 13 novembre) si scopre che le stesse sono state avviate dalla Cofimer spa, società gestita dai Franza e satellite assieme alla MondoMessina srl del FC Messina Peloro srl.
Nella prima operazione (20 ottobre) la Cofimer ha soddisfatto un credito che aveva nei confronti del FC Messina senza apportare nuova finanza che potesse consentire il pagamento dei creditori andando cosi a determinare una sostanziale alterazione della cosiddetta par condicio creditorum.
La seconda ricapitalizzazione invece (13 novembre) , secondo il Tribunale di Messina è da considerarsi “illegittima” in quanto la legge dice che l’aumento di capitale quando è sottoscritto da un unico socio (in questo caso la Cofimer) deve essere integralmente versato all’atto della sottoscrizione mentre dei 6 milioni di euro stanziati dalla Cofimer, solo il 25% è stato realmente versato mediante un credito vantato nei confronti del FC Messina. Una situazione che ha chiaramente fatto capire l’incapacità del Gruppo Franza nel far fronte alla pesantissima situazione debitoria della società calcistica e che ha portato dunque al provvedimento di fallimento depositato ieri dal giudice fallimentare Cosimo D’Arrigo.
Adesso scatteranno una serie di passaggi con l’obiettivo di salvaguardare i creditori a cominciare dalla nomina del giudice delegato al fallimento (Cosimo D’Arrigo) e del curatore fallimentare che sarà l’avvocato Domenico Cataldo. Inoltre è stato già disposto l’esercizio provvisorio dell’impresa fino al termine della stagione. La squadra dunque potrà continuare il suo campionato di serie D con l’obiettivo di salvaguardare il titolo sportivo da cedere a giugno (si spera) ad una nuova società e senza la gestione dei Franza, che da quest’oggi sono il passato del calcio messinese.

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MessaggioTitolo: Infarto stronca tifoso: rinviata Orlandina-Milazzo   2008-12-02, 15:19

Infarto stronca tifoso: rinviata Orlandina-Milazzo
02/12/2008 - di Messina Sportiva; Fonte: www.messinasportiva.it
l derby di Eccellenza tra paladini e mamertini è stato rinviato dopo la tragica scomparsa di un 82enne tifoso ospite che colpito da un infarto è spirato sugli spalti del "Merendino".

L'atteso derby tra Orlandina e Milazzo, valevole per il dodicesimo turno del torneo di Eccellenza, è funestato dalla scomparsa di un tifoso mamertino. L'uomo, un 82enne tifosissimo dei rossoblu, è stato stroncato da un attacco cardiaco mentre le due formazioni prima dell'inizio della gara erano impegnate nelle fasi di riscaldamento.
Vani sono risultati i pronti tentativi di rianimare l'uomo da parte dei componenti dello staff delle due squadre. Inutile anche il soccorso del personale paramedico e l'impiego di un defibillatore portatile in uso alla polizia municipale del centro paladino. Le due formazioni, scosse dalla tragedia consumatasi sugli spalti del "Merendino", hanno concordato di rinviare la gara a data da destinarsi per rispetto dell'uomo scomparso e su istanza della tifoseria mamertina.
L'uomo, cardiopatico, aveva accusato un malore già in occasione della precedente trasferta del Milazzo a Villafranca Tirrena. L'amore per la sua squadra, che seguiva in trasferta da decenni, lo ha portato anche a Capo d'Orlando.
La società del presidente Cannistrà ha anche deciso di listare a lutto il proprio sito ufficiale, in segno di rispetto nei confronti dei familiari dello sfortunato 82enne.
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MessaggioTitolo: Calcio, l'altra faccia delle curve   2008-12-02, 15:25

Calcio, l'altra faccia delle curve
02/12/2008 - di Corriere .it; Fonte: www.corriere.it
Feriti e arresti, in calo le cifre della violenza
«Fenomeno ultrà da non criminalizzare»

«Una cosa sono i delinquenti, che vanno combattuti. Un'altra sono gli ultrà, con cui va costruito un dialogo». L'affermazione è di Antonio Manganelli, il capo della polizia, che nel giorno del suo insediamento aveva espresso un sogno: stadi senza forze dell'ordine. Sembrava un'utopia ma, giornata dopo giornata, sta diventando una meta raggiungibile. Perché è vero che i numeri, forniti dall'Osservatorio sulle manifestazioni sportive sull'ultima stagione, che parlano di incidenti in diminuzione e calo di feriti da stadio, vanno letti e interpretati. In 200 gare tra serie A, B e C e Dilettanti, quelle più a rischio, i tifosi ospiti sono stati fatti rimanere a casa. Ma un'altra curva, uno stadio con meno divieti (anche l'altroieri Il Riformista tuonava contro le decisioni del ministro dell'Interno, Roberto Maroni, che rendono l'andare alla partita di pallone un'odissea anche per un padre di famiglia), sono forse possibili. E non solo attraverso la repressione.

Il nuovo questore di Roma, Giuseppe Caruso, vuole ripetere quanto fatto a Palermo: dialogo con le frange più dure della curva. La capitale è una piazza difficile, ma la volontà è ferma e decisa. I funzionari da campo, quelli che i vecchi ultrà li hanno visti crescere e ora si ritrovano con minorenni accecati da un odio senza motivo, lo ripetono da tempo: «Il muro contro muro non serve e fa solo il gioco di chi vuole alzare la tensione». E anche nell'Agenzia informazioni e sicurezza interna (l'ex Sisde), chiamata da quest'anno a monitorare in maniera più attenta la galassia delle curve, si va diffondendo un'idea: «Non v'è dubbio — si legge in un documento — che tra le fila degli ultrà vi siano delle persone che arrivano a sfruttare l'evento calcistico, con tutto il carosello che l'accompagna, per perpetrare atti vandalici e violenti. Eppure il fenomeno ultrà è anche e soprattutto altro, un mondo estremamente vivace, palpitante, ricco, che costituisce un potenziale sociale importante. È necessario pensare a nuovi modi per arginare la violenza e l'aggressività, ma anche per valorizzare un bacino di energie ed emotività sociali forti».

Tutto questo mentre una corrente di pensiero che invita, un po' come faceva il professore Keating con i suoi studenti ne «L'Attimo fuggente», a guardare il mondo delle curve da un'altra prospettiva si sta facendo, pian piano, largo. Fatta da chi, arrampicato su una balaustra o in piedi nel secondo anello, ha avuto una sorta di iniziazione alla vita. È il caso di Enrico Brizzi, lo scrittore cresciuto nella curva Andrea Costa del Bologna. «La curva è l'unico grande centro di aggregazione giovanile. E non ci sono i mostri giunti da un passato remoto per massacrarci tutti mentre mangiamo i nostri "quattro salti in padella" in ciabatte davanti alla televisione». È allineato e coperto Valerio Mastandrea, l'attore romano che una volta si presentò nel salotto televisivo di Maurizio Costanzo con il volto tumefatto per aver preso un seggiolino in faccia durante una trasferta al seguito della squadra giallorossa. «Non criminalizzate le curve» è il suo grido di battaglia. «Giornalisti e intellettuali il mondo della cultura ultrà e le curve non li conoscono proprio. Ci si facessero una bella immersione prima di sparare sentenze».

Magari attraverso la lettura di alcuni libri. Dove la curva non è il miglior mondo possibile. Ma neanche un girone infernale. Sentire Elisa Davoglio, una poetessa che non sognava Beckham, né di fare l'ultrà. Ma, per «Onore ai diffidati», si è calata tra odore acre dei lacrimogeni, cariche della polizia e regolamenti di conti per interessi economici. E dipinge così gli ultrà. «Hanno valori e ideali in una società che ne ha sempre di meno e dove la politica è sempre più di assente». Giovanni Francesio ha fatto il percorso inverso. Dopo una vita, o una buona fetta di essa, passata sugli spalti ha raccontato in «Tifare contro» quello che gli ultrà non dicono. «Ho fatto migliaia di chilometri di trasferte, sono stato coinvolto in scontri con tifosi avversari e forze dell'ordine. Sono scappato e ho avuto paura, ma ho provato le uniche emozioni collettive della mia vita, a gioire e soffrire insieme agli altri, a sentirmi parte di un mondo "libero e vero". Ma fuori di lì, nessuno aveva la più vaga idea di cosa fosse veramente quel mondo, per me cosi importante(...)un mondo schizofrenico, sempre impegnato a combattere contro tutto e tutti, compreso se stesso».

Michele Monina, nel suo viaggio, ora ironico ora crudo, di «Ultimo stadio» annota, con acuto spirito di osservazione, quello che non va nelle domeniche della gente di curva. «Qui sono a casa mia» urla, alla fine, pur tra personaggi con enormi cicatrici in viso e una violenza incombente. Perché, come accade nei siti internet di controinformazione, nessuno parla mai di un mondo di angeli. Gli sbagli e gli errori degli stessi ultrà («Che hanno nella loro complessità sia la forza che la grande debolezza», spiega Enrico Brizzi) non vengono mai taciuti. Ma, allo stesso tempo, non ci stanno a passare sempre per demoni e, spesso, raccontano un'altra storia, rispetto alla vulgata ufficiale. E, soprattutto, vogliono la verità. Dall'11 novembre 2007, la domenica della tragedia di Gabriele Sandri, non c'è partita, internazionale o amichevole, in cui da tutte le curve d'Italia non parta la richiesta di «giustizia» per il tifoso laziale, ucciso da un agente di polizia. Tra le forze dell'ordine (-48%) e i tifosi (-20%) è calato il numero dei feriti. Anche se sono ancora troppe le partite con divieti, limitazioni e settori ospiti chiusi. I presidenti dei club non ci stanno. E si iscrivono anche loro al partito del dialogo. Di chi vuole un ritorno alla normalità. Anche attraverso il dialogo con gli ultrà.
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MessaggioTitolo: Ultras, la battaglia degli striscioni   2008-12-02, 16:02

Ultras, la battaglia degli striscioni
Dal marzo del 2007 è vietato introdurre drappi negli stadi senza l'autorizzazione della Questura. Una misura contestata dal mondo delle curve perché danneggia la cultura popolare del tifo. Domenica i gruppi della gradinata sud della Sampdoria hanno organizzato un corteo in nome della libertà di pensiero
Tomaso Clavarino


Domenica, a Genova, la partita dei tifosi sampdoriani è iniziata ben prima delle 15. Si sono radunati alle 12.30 davanti alla stazione di Brignole e da lì sono partiti in corteo fino allo stadio Luigi Ferraris. C'erano tutte le componenti della tifoseria blucerchiata: tutti i gruppi ultras della gradinata sud, Federclub, anziani, giovani, donne e bambini. In tutto 2500 persone (300 secondo la Questura) che, con cori, fumogeni, megafoni e striscioni hanno attraversato le strade del capoluogo ligure per chiedere di poter appendere il loro nome negli stadi: «Rivogliamo i nostri striscioni». Un problema, quello del divieto di accesso negli stadi di striscioni senza previa autorizzazione, che tocca tutti i tifosi italiani. Di qualunque fede calcistica. Dal più sfegatato che urla in gradinata al più pacato che segue la partita seduto nei distinti. «Questo divieto è inspiegabile - afferma Carlo, vecchio ultras doriano - si richiede un'autorizzazione per far entrare gli striscioni quando è sempre successo che la domenica mattina la polizia controllava tutti gli striscioni che venivano portati dentro lo stadio e sequestrava quelli ritenuti violenti od offensivi». Che poi la polizia non facesse bene il suo lavoro, facendo entrare svastiche e celtiche, è un altro discorso. I tifosi la vedono come una limitazione del loro diritto di esprimersi, ed è anche per questo che in mezzo al corteo di domenica capeggiavano degli stendardi con l'articolo 21 della Costituzione italiana: «Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione». L'anno scorso uno striscione con queste parole del gruppo Ultras Tito Cucchiaroni fu bloccato all'ingresso dello stadio: non era stato chiesto il permesso.
Una limitazione assurda che, emanata dall'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive sull'onda emotiva della morte dell'ispettore Raciti, non ha altro effetto che minare la cultura popolare del tifo. Niente più tamburi, fumogeni, megafoni, striscioni, niente più coreografie se non preventivamente approvate. Tutti seduti a mangiare pop corn e vedere le ragazze pon pon che fanno i loro stacchetti, un po' come avviene in America. E' questo quello che temono i tifosi. Non solo gli ultras, come si cerca di far credere. «Oggi c'erano anche anziani e federclub in corteo - continua Carlo - non solo noi ultras, brutti, sporchi e cattivi. E' un problema sentito da tutti, perché sono divieti assolutamente incomprensibili, che non mirano a limitare la violenza, obiettivo che personalmente condivido in pieno, ma a disgregare i gruppi di tifosi, annientando il loro modo di essere e il loro modo di tifare». Viene spontaneo chiedersi allora perché fare un corteo a distanza di più di un anno dall'emanazione di questa delibera del marzo 2007: «parlo a titolo personale - prosegue Carlo - ma credo che sia dovuto al fatto che pur avendo portato avanti con coerenza questa battaglia per una anno, non esponendo striscioni, rimanendo fuori dallo stadio per protesta e via dicendo, ci si è resi conto che ormai, a livello di tifoserie, si è rimasti quasi da soli a combattere questa battaglia. Per cui bisognava alzare la testa e un corteo colorato e partecipato è il modo migliore per farlo».
Sul rifiuto delle più anti-democratiche tra le norme anti-violenza, il fronte delle tifoserie italiane ha ceduto già da tempo. Si contano sulle dita di una mano quelle che si ostinano a non portare all'interno degli stadi i loro striscioni. Quasi tutte sono scese a compromessi con l'Osservatorio, presentando regolari richieste d'autorizzazione per far entrare i loro drappi. Da Firenze a Milano, da Torino a Roma, sono sempre di più gli striscioni che vengono esposti col nullaosta della Questura. Ogni striscione che viene appeso è un colpo alla battaglia, non solo ideologica, che altre tifoserie stanno portando avanti contro queste norme. Purtroppo riuscire ad arrivare ad un'unità di intenti tra le varie curve italiane è difficilissimo, troppe le differenze, troppa la politica che serpeggia sugli spalti, troppi di conseguenza gli interessi che vi sono dietro. Il rischio concreto è che chi si oppone rimanga sempre più isolato e che, per non rischiare di sparire, si debba accodare e cedere come gli altri. Ieri il ministro dell'interno Maroni ha ribadito che tutte le norme del pacchetto anti-violenza (dal divieto di trasferta a quello sugli striscioni) «continueranno fino al termine del campionato: sono severe ma funzionano, perché tornare indietro?». Chi ama il calcio e il tifo rumoroso, colorato e goliardico, può solo augurarsi che baluardi di resistenza come gli ultras doriani ma anche quelli di Lecce, Reggio Calabria, Bergamo e Parma, non si arrendano a chi li vuole muti e sprofondati in poltrona davanti alla pay-tv.

Fonte "il manifesto" del 25 Novembre 2008
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MessaggioTitolo: CASMS: i divieti della settimana   2008-12-05, 13:53

CASMS: i divieti della settimana
05/12/2008 - di Repubblica .it; Fonte: www.repubblica.it
Settore ospiti chiuso per Napoli-Lecce, anticipo ella 16/a giornata di serie A in programma sabato prossimo 13 dicembre alle 20:30. Lo ha deciso il Casms (Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive) dopo che la partita era stata definita ad 'alto rischio' dall'Osservatorio. Il settore ospiti sarà aperto a famiglie, ragazzi delle scuole e associazioni di anziani. Analogo provvedimento è stato preso anche per Avellino-Salernitana di serie B in programma il 13 dicembre e per altre gare dei campionati minori e di altri sport.
6 dicembre: Torelli Montevarchi - Autosoft Scauri (Basket B2); 7 dicembre: Benevento - Juve Stabia (1a Div B); 8 dicembre: Maglianico - L'Aquila (Dilettanti ); 13 dicembre: Nissa - Siracusa (Dilettanti); 14 dicembre: Cavese - Benevento (1a Div. B); Potenza-Taranto (1a Div B); 14 dicembre: Akragas - Licata (Dilettanti); Grottaglie - Bitonto (Dilettanti); Ippogrifo Sarno - Battipagliese (Dilettanti).
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MessaggioTitolo: Fatti dopo Modica-Siracusa   2008-12-26, 14:19

Sono stati rimessi in libertà per la decorrenza dei termini di carcerazione gli ultras siracusani presunti autori del pestaggio di un ragazzo modicano registratosi lo scorso 17 settembre, dopo il derby calcistico tra Modica e Siracusa. Hanno quindi riacquistato la libertà Giuseppe Blundo, 24 anni, Angelo Alota, 40 anni, e Francesco Di Paola, di 30. Il terzetto era stato a suo tempo ammesso ai domiciliari su decisione dei giudici del riesame di Catania, che avevano altresì derubricato il reato di tentato omicidio in quello di lesioni personali in concorso.

Resta invece ai domiciliari con l’accusa di tentato omicidio il quarto complice arrestato pochi giorni dopo il fattaccio. Si tratta di Andrea Insolia, 21 anni, anch’egli siracusano. Stando alle indagini svolte dalla Polizia, il quartetto picchiò il modicano di 18 anni Ivan Belluardo in un piazzale antistante un supermercato, all’imbocco della statale 115, poche decine di minuti dopo il derby. Gli energumeni, che viaggiavano a bordo di due «Fiat Punto», si staccarono dagli altri mezzi incolonnati, scesero e cominciarono a bastonare e frustare con una corda lo sfortunato Ivan Belluardo, che si trovò nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Blundo, Alota e Di Paola sarebbero scesi pochi secondi prima di Insolia da un’altra «Punto» di colore bianco. Il ragazzo, che restò ricoverato in ospedale per parecchi giorni, dove ricevette anche la visita del prefetto Carlo Fanara e di alcuni giocatori del Modica, che gli donarono la maglia ufficiale, non aveva neanche assistito alla partita. Stando alla ricostruzione della polizia, i tre ultras cominciarono a picchiare il modicano senza motivo apparente e pochi secondi dopo anche Insolia arrivò per assestare calci e pugni a Belluardo. Durante la successiva fuga, una delle due «Punto» stava per arrotare un soccorritore. I primi tre ultras furono arrestati pochi minuti dopo nei pressi di Rosolini, mentre per Insolia le manette scattarono nella sua abitazione.

LA CRONACA DEGLI ARRESTI DEGLI ULTRAS DEL SIRACUSA

Giovanissimi, ma con la violenza nel sangue. Risulterebbero appartenenti ad un gruppo di estrema destra, che avrebbe avuto persino a che fare con il cosiddetto «Una bomber» di Siracusa, gli pseudo ultras aretusei autori del pestaggio in danno del modicano di 18 anni Ivan Belluardo. L’inquietante circostanza è saltata fuori con l’arresto del quarto tifoso del Siracusa calcio, finito in manette a distanza di un mese dal violento episodio.

Con l’accusa di tentato omicidio le manette sono scattate per Andrea Insolia, 21 anni, quasi coetaneo del ragazzo che picchiò selvaggiamente assieme a Giuseppe Blundo, 24 anni, Angelo Alota, 40, e Francesco Di Paola, di 30. Proprio due giorni fa questi ultimi tre avevano lasciato il carcere dopo la concessione degli arresti domiciliari da parte dei giudici del riesame di Catania, che avevano altresì derubricato il reato di tentato omicidio in lesioni personali in concorso.

E’ quasi certo che anche l’avvocato difensore di Andrea Insolia percorrerà la medesima strada. Nel frattempo il giovane ultras è rinchiuso nel carcere di Cavadonna per tentato omicidio, dopo l’arresto effettuato dagli agenti nella sua abitazione a Siracusa. Sono state le foto segnaletiche presenti negli archivi delle forze dell’ordine per l’implicazione nella vicenda di «Una Bomber» di Siracusa e per altri episodi di violenza negli stadi a permettere agli agenti di risalire a Insolia, peraltro già colpito dal Daspo (l’interdizione temporanea ad assistere ad eventi negli stadi).

I testimoni del pestaggio registratosi lo scorso 17 settembre avevano riferito di un tizio che, sceso da una «Punto» blu, avrebbe cominciato a dare manforte agli altri tre energumeni nel bastonare e frustare con una corda lo sfortunato Ivan Belluardo, che si trovò nel posto sbagliato al momento sbagliato. Blundo, Alota e Di Paola erano scesi pochi secondi prima di Insolia da un’altra «Punto», ma di colore bianco, subito individuata dai testimoni e poi fermata dalla polizia nei pressi di Rosolini, dove scattarono le manette per il terzetto. Il pestaggio si registrò nel piazzale di un ipermercato all’imbocco della statale 115, dove le auto dei tifosi erano incolonnate e scortate dalla Polizia dopo il derby tra Modica e Siracusa.

La «Punto» bianca, seguita dall’altra utilitaria blu, si staccò dalla fila per immettersi nel piazzale dov’era appena giunto in sella al suo scooter Belluardo che, peraltro, non aveva neanche assistito alla partita. Stando alla ricostruzione della polizia, i tre ultras arrestati in precedenza cominciarono a picchiare il modicano: pochi secondi dopo anche Insolia arrivò per assestare calci e pugni a Belluardo. Durante la successiva fuga, la «Punto» blu aveva quasi arrotato uno dei soccorritori.

Per questo motivo dei controlli approfonditi sono ancora in corso a carico del conducente dell’utilitaria, anch’egli di giovanissima età e appartenente al violento gruppo estremista che annovererebbe anche Insolia, Blundo, Di Paola e Alota, oltre ad almeno un’altra dozzina di scalmanati. Non è dunque escluso che la lista delle persone arrestate possa ancora allungarsi. Appare probabile che anche per Insolia il questore di Ragusa Carlo Fanara emetta il divieto di recarsi allo stadio, come già accaduto per Blundo (quattro anni) e per Alota e Di Paola (tre anni).
Fonte: http://tiforagusa.forumcommunity.net/
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MessaggioTitolo: Sit-in dei tifosi messinesi   2009-01-07, 14:54

Sit-in dei tifosi messinesi
07/01/2009 - di Messina Sportiva; Fonte: www.messinasportiva.it
Monegaschi in rete dal dischetto con Leko, pari di Iaquinta allo scadere. I tiri dagli undici metri sorridono ai transalpini. Errore decisivo di De Ceglie. Sonora contestazione nei confronti del sindaco Buzzanca sia all'esterno che all'interno dell'impianto. Sugli spalti superate le previsioni della vigilia.

La protesta era stata annunciata sul web ed una cinquantina di supporters messinesi ha mantenuto la promessa. Di fronte all'ingresso della Curva Sud il sit-in ha avuto un prologo decisamente originale, con l'esposizione di un efficace striscione "dialettale" che recitava Juve vs Monaco; festa organizzata indegnamente 'nta casa du mottu. Sonora poi la contestazione nei confronti del sindaco Giuseppe Buzzanca, fischiato al momento dell'arrivo allo stadio. Ribadito l'invito al primo cittadino a dimettersi. I tifosi hanno anche fatto il loro ingresso all'interno dell'impianto verso la mezzora del primo tempo: cori e slogan contro il Sindaco anche sugli spalti. In campo piove anche qualche fumogeno. Ad ogni superate le previsioni della vigilia, con 21.950 spettatori paganti. Come annunciato, la stragrande maggioranza non ha accento messinese. Una curiosità: insieme alla Juventus ed al Monaco sono arrivati in città anche i cartelloni pubblicitari, dal momento che al San Filippo non sono più presenti, al pari del tabellone elettronico che una volta scandiva i punteggi della gara del FC Messina.
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MessaggioTitolo: Chiesta archiviazione per Speziale   2009-01-07, 14:56

Chiesta archiviazione per Speziale
07/01/2009 - di Media Gol;
Il 21 gennaio prossimo, davanti alla prima sezione penale della Cassazione, si terrà l´udienza per la richiesta dell´applicazione della legge Pecorella sollecitata per Antonino Speziale, uno dei due giovani a processo per l´omicidio dell´ispettore capo di polizia Filippo Raciti, commesso durante i disordini del derby Catania-Palermo del 2 febbraio 2007. L´avvocato del giovane ha chiesto l´archiviazione del caso, nonostante il processo sia già in corso davanti al Tribunale dei minorenni di Catania, sostenendo che l´annullamento senza rinvio dell´ordine di carcerazione disposto dalla Cassazione "obbliga il pm a chiedere l´archiviazione dell´inchiesta", ma la Procura aveva chiesto il rinvio a giudizio di Speziale alcuni giorni prima della decisione della Suprema Corte. Il 23 novembre scorso, come si legge in una agenzia dell´Ansa, il sostituto procuratore generale Eugenio Selvaggi ha chiesto ai giudici della Cassazione di dichiarare inammissibile il ricorso. Per l´avvocato Lipera, che ha depositato una memoria difensiva, il provvedimento del Tribunale di avviare il processo è "abnorme" e "non condivisibile" la valutazione del Pg Selvaggi.
Fonte: www.mediagol.it
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MessaggioTitolo: In un video la morte di Sandri "Così il poliziotto ha ucciso   2009-01-14, 15:44

13/01/2009 - di La Repubblica; Fonte: www.repubblica.it

L'omicidio del tifoso della Lazio, Gabriele Sandri, "Gabbo", in un filmato della Procura. In un video, i consulenti dei pm aretini hanno riprodotto al computer quanto accadde l'11 novembre del 2007 nell'area di servizio di Badia del Pino quando l'agente della stradale Luigi Spaccarotella sparò e uccise il giovane. Nella ricostruzione, il poliziotto, tenendo con due mani la pistola d'ordinanza, mira e spara contro l'auto degli ultrà biancocelesti. Il proiettile dopo aver urtato contro una rete metallica colpì, prima, il finestrino anteriore della Scenic e, poi, mortalmente, il ventottenne romano.

La simulazione, elaborata dai professor Domenico Compagnini e Paolo Russo, è alla base dell'imputazione di omicidio volontario contestata dal pm Giuseppe Ledda all'agente che, venerdì, comparirà davanti al gup di Arezzo. Il giudice dovrà decidere se confermare l'accusa nei suoi confronti.

Il filmato, della durata di 1 minuto e 37 secondi, è stato realizzato in base alle dichiarazioni di quattro testimoni. La ricostruzione mostra le varie fasi dell'omicidio: la sirena della pattuglia della stradale viene azionata mentre gli otto tifosi (cinque della Lazio e tre della Juventus) urlano e si azzuffano vicino a un'auto ferma davanti all'autogrill. Poi, scappano.

Dalla carreggiata opposta Spaccarotella in divisa, con la pistola in mano, intima: "Fermi. Che fate...", poi spara in aria. Dopo il colpo, i giovani scappano verso la loro auto, l'agente corre anche lui, li insegue dall'altra parte della carreggiata per quasi un minuto, non può attraversare le quattro corsie dell'autostrada delimitata da una griglia metallica. Poi, il secondo avvertimento: "Fermi... Dove andate...".

Il poliziotto impugnando la calibro 9 corre ancora 30 secondi, intanto i cinque giovani salgono a bordo della Scenic e mettono in moto. L'auto imbocca l'uscita dall'area di servizio, l'agente impugna la pistola, questa volta con due mani, prende la mira e preme il grilletto. Il proiettile oltrepassa la prima rete metallica e le due corsie dell'autostrada poi colpisce la griglia che divide le due carreggiate, il proiettile viene deviato a sinistra e centra il lunotto laterale posteriore della Scenic con a bordo i tifosi.

Sandri è seduto al centro, tra i due passeggeri. Il proiettile lo colpisce mortalmente alla base del collo.
Un secondo video della procura è costruito, invece, in base alla versione di Spaccarotella che ha sempre affermato di non aver mirato all'auto dei tifosi ma di aver sparato accidentalmente impugnando la pistola con una sola mano. Una spiegazione alla quale il pm non ha creduto.

I legali dell'agente, Francesco Molino e Giampiero Renzo, hanno intenzione di chiedere un nuovo sopralluogo nell'area di servizio e nuove perizie, convinti di poter demolire l'accusa di omicidio volontario: "Spaccarotella ha sparato in aria mentre un gruppo di incappucciati aggrediva uno juventino - hanno ribadito i difensori - poi nella corsa è partito un colpo accidentale, che oltretutto ha subito una deviazione decisiva".

"Quattro testimoni affermano il contrario - incalza l'avvocato della famiglia Sandri, Michele Monaco - La verità è che Spaccarotella mirò e sparò ad altezza d'uomo". Monaco contesta la ricostruzione per cui il colpo sarebbe stato deviato dalla rete, come sostengono i consulenti del pm. "Il proiettile semmai ha deviato per l'impatto con il vetro dell'auto. Se avesse colpito la rete sarebbero state trovate tracce di zinco lasciate dal rivestimento del proiettile. Ma non è avvenuto".
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MessaggioTitolo: Messina: ufficiale il ritorno allo stadio dei tifosi   2009-01-17, 16:21

16/01/2009 - di Tempo Stretto; Fonte: www.tempostretto.it

I supporters peloritani tornano per dare un segnale ad eventuali acquirenti, in vista dell'asta pubblica per la cessione del ramo sportivo d'azienda. Fondamentale il loro supporto alla squadra, invischiata nella lotta per la permanenza

Con un comunicato gli ultras del Messina annunciano ufficialmente il ritorno allo stadio dopo avere disertato il San Filippo per tutta la stagione in corso. “Messina-Palazzolo è l’inizio di un nuovo ciclo - scrivono - e dobbiamo essere noi, ad aprirlo. Comincia il girone di ritorno e il nostro Messina, finalmente libero da chi indegnamente lo ha sfruttato e ridotto quasi in fin di vita, ha bisogno di noi e noi abbiamo deciso di esserci!”

Dopo proteste e manifestazioni i supporters peloritani torneranno dunque a sostenere i nostri colori giallorossi, la squadra che lotta per la salvezza in serie D, in attesa di conoscere, se ve ne saranno, notizie dal punto di vista societario. “Torneremo per gridare di essere fieramente messinesi - continuano - ed orgogliosi della nostra storia, della nostra tradizione, con lo stesso calore e lo stesso sostegno che fino a qualche anno fa hanno potuto conoscere in tutta Italia”.

Un messaggio diretto in vista dell'asta giudiziaria che presto la curatela dovrebbe bandire. “Vogliamo incoraggiare gli imprenditori a partecipare – concludono gli ultras - facendo vedere che la tifoseria messinese c’e’ ed e’ viva. A noi non importa la categoria, a noi importa potere camminare a testa alta e non essere schiavi di nessuno, se non della nostra passione”.

E si riparte dallo frase di Paulo Coelho utilizzata già nella stagione 1997/1998 (vedi foto, gara Messina-Milazzo), quella che segnò il ritorno nei professionisti della prima squadra cittadina: “Nessuna notte è così lunga da impedire al sole di risorgere”.
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MessaggioTitolo: Sandri, Spaccarotella rinviato a giudizio per omicidio   2009-01-17, 16:27

L'agente della Polizia rischia più di 20 anni di carcere
AREZZO, 16 gennaio - L'agente di Polizia Luigi Spaccarotella è stato rinviato a giudizio per omicidio volontario con dolo eventuale dal Gup di Arezzo Luciana Cicerchia per la morte del tifoso della Lazio Gabriele Sandri: nel processo davanti alla Corte d'Assise della città toscana potrebbe essere condannato a oltre vent'anni di carcere. La prima udienza potrebbe tenersi il 20 marzo. Lo stesso giudice dell'udienza preliminare aveva dapprima respinto la richiesta della difesa di rito abbreviato, condizionato all'approfondimento del tema della deviazione della presunta traiettoria del proiettile con una richiesta di sopralluogo nell'area di servizio di Badia al Pino: con il rito abbreviato Spaccarotella avrebbe avuto uno sconto di un terzo della pena.

L'ASSENZA - «Prima aveva detto che aveva ricevuto minacce da Roma- ha detto Giorgio Sandri, padre di Gabriele, a proposito dell'assenza dell'imputato- poi oggi che voleva evitare l'assalto mediatico, la prossima volta dirà che ha paura degli Ufo». «Credo che sia difficile qualunque riqualificazione del fatto come omicidio colposo- ha detto Cristiano Sandri, fratello di Gabriele-. I tempi ora si allungheranno? Spero che la Corte d'Assise di Arezzo non sia così impegnata con processi altrettanto delicati. Spaccarotella verrà? È un suo diritto essere giudicato in contumacia. Per me, voglio che venga solo per vedere se può sostenere il nostro sguardo, perchè secondo me è per questo che non è venuto». «Non è un fantasma, è una persona che sta soffrendo- aveva detto prima dell'udienza l'avvocato Federico Bagattini, uno dei due legali di Spaccarotella- lui sa perfettamente che ha causato la morte di un giovane e questo gli procura una gran sofferenza».

Fonte: www.tuttosport.com
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MessaggioTitolo: Omicidio Sandri: Spaccarotella rinviato a giudizio per omici   2009-01-17, 16:29

L'agente della polizia stradale non si è presentato all'udienza preliminare per la morte del tifoso laziale



Il padre di Gabriele Sandri (Fornasari)
AREZZO - Omicidio volontario del tifoso della Lazio Gabriele Sandri. È l'accusa con la quale è stato rinviato a giudizio dal giudice per l'udienza preliminare (gup) di Arezzo l'agente della polizia stradale Luigi Spaccarotella. Sandri venne ucciso da un colpo di pistola nell'area di servizio dell'A1 di Badia al Pino (Ar) la mattina dell'11 novembre 2007. Il gup Luciana Cicerchia ha rigettato la richiesta degli avvocati difensori di Spaccarotella di rito abbreviato, condizionato all'approfondimento del tema della deviazione della presunta traiettoria del proiettile con una richiesta di sopralluogo nell'area di servizio di Badia al Pino. La prima udienza si terrà ad Arezzo il prossimo 20 marzo.





IL PADRE DELLA VITTIMA - Spaccarotella non era presente in aula. «È un anno che sono sotto i riflettori e non ho nulla da temere. Lui, evidentemente, non ha il coraggio di guardarci negli occhi». Lo ha detto il padre di Gabriele Sandri, Giorgio, riferendosi a Spaccarotella. Giorgio era arrivato in tribunale insieme alla moglie Daniela. «La volta precedente - ha aggiunto il padre - non si è presentato perché diceva di avere ricevuto minacce da Roma. Oggi perché si sente assalito dai media». Sempre parlando dell'agente, il padre di Gabriele Sandri ha poi detto: «Sa bene che quello che ha fatto lo ha fatto non perché è inciampato. In noi l'emozione è forte e la rabbia ancora di più». Poi, parlando dell'inchiesta, Giorgio Sandri ha spiegato che «il lavoro fatto dalla procura è quello che rispecchia la realtà dei fatti, al di la della deviazione fantomatica. Sul proiettile non c'è traccia della rete. Spaccarotella ha sparato in direzione della macchina, eventuali deviazioni significherebbero che anziché prendere Gabriele poteva anche prendere quello che guidava e ammazzarne cinque invece di uno». Battuta al veleno invece del fratello del tifoso laziale, che sull'assenza dell'agente in aula ha commentato: «Avrà avuto problemi in autostrada».
Fonte: www.corriere.it
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MessaggioTitolo: Omicidio Gabriele Sandri - Video-denuncia 2008   2009-01-23, 14:35

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MessaggioTitolo: Omicidio Sandri, Spaccarotella sospeso dal servizio   2009-01-23, 14:43

Tifoso ucciso, sospeso dal servizio l'agente Spaccarotella

Il tifoso laziale Gabriele Sandri


A quasi una settimana dal suo rinvio a giudizio con l'accusa di omicidio volontario per la morte del tifoso laziale Gabriele Sandri, il poliziotto Luigi Spaccarotella e' stato sospeso dal servizio. L'omicidio e' avvenuto piu' di un anno fa, l'11 novembre del 2007, nell'area di servizio di Badia al Pino, sull'A1, ad Arezzo.
La notizia della sospensione dell'agente e' stata resa nota dal sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano. Il provvedimento risale a due giorni fa e sono in corso le procedure di notifica. "Non e' stato possibile tecnicamente farlo prima - ha spiegato Mantovano - in quanto, sulla base di una consolidata giurisprudenza del Consiglio di Stato, basta che sia iniziato un procedimento giudiziario perche' non sia possibile intervenire con un provvedimento disciplinare. Ora le indagini sono chiuse, e' stato disposto il rinvio a giudizio dell'agente per un reato grave e cio' ha permesso al dipartimento di pubblica sicurezza di disporre la sospensione dal servizio di Spaccarotella".
Dopo quell'11 novembre del 2007, l'agente ha passato un periodo in malattia. Poi, nell'aprile 2008, e' stato trasferito dalla polstrada di Battifolle (Arezzo) alla polfer di Firenze. A novembre, nuovo trasferimento - per "motivi di sicurezza", spiego' il ministero - all'ufficio interprovinciale tecnico logistico di Firenze. Dopo il rientro, l'agente ha sempre svolto mansioni d'ufficio.
La famiglia del tifoso
I famigliari di Gabriele Sandri hanno piu' volte chiesto l'arresto di Spaccarotella o, almeno, la sua sospensione. "Meglio tardi che mai - ha commentato oggi il fratello di Gabriele, Cristiano -. La mia famiglia non e' ne' contenta ne' felice di questo provvedimento che considera un atto dovuto. La sospensione dal servizio di un agente di polizia che utilizza un'arma in modo scellerato doveva essere immediata".
I difensori del poliziotto
Per i difensori dell'agente, Federico Bagattini e Francesco Molino, la sospensione e' ingiusta. "E' molto grave - hanno commentato - che una notizia di questa importanza venga appresa dall'interessato attraverso i media. Se la circostanza corrisponde al vero, senz'altro il provvedimento, che si considera ingiusto, verra' impugnato nelle sedi opportune". Lo sparo che uccise Gabriele Sandri venne esploso dal lato opposto dell'autostrada, dopo che il gruppo di tifosi laziali aveva avuto uno scontro con alcuni sostenitori della Juventus. "Rimettermi la divisa non e' stato facile - racconto' l'agente pochi giorni dopo il trasferimento a Firenze -. Non ho piu' voluto impugnare una pistola, ne' salire su un'auto della polizia".
Fonte: www.rainews24.rai.it
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