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 San Luca, calciatori a lutto per la morte di un boss

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vintidu22
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MessaggioTitolo: San Luca, calciatori a lutto per la morte di un boss   2009-11-11, 18:03

A quanto pare ultimamente va di moda esprimere la propria simpatia verso la mafia...


Calabria, tre calciatori in campo col lutto per la morte di un boss della 'ndrangheta
Il parroco-presidente: «Non sapevo nulla, altrimenti lo avrei impedito». Il questore sospende per un anno un dirigente


REGGIO CALABRIA (11 novembre) - Tre giocatori della squadra del San Luca che milita nella prima divisione calabrese, sono scesi in campo con il lutto al braccio per la morte di Antonio Pelle, detto «gambazza», nome storico della 'ndrangheta, morto per cause naturali il 4 novembre scorso.

Uno dei tre aveva rapporti di parentela con il boss. Un'iniziativa della quale, comunque, la società era all'oscuro, tanto che nessuno degli altri giocatori ha messo il nastro nero. Rammaricato per il gesto don Pino Strangio, parroco del paese preaspromontano e presidente della società di calcio. «Non ne sapevo niente - ha detto stamani all'Ansa don Strangio - ed ovviamente se l'avessi saputo sarei intervenuto per impedirlo».

San Luca è un centro tristemente noto alla cronaca, perché da lì venivano i principali protagonisti della strage di Duisburg del ferragosto 2007. «Sono presidente della squadra dal 2004 - ha aggiunto il parroco - quando convinsi alcuni amici ad acquistare il titolo sportivo del San Luca, che era stato messo in vendita, per dare ai giovani una possibilità di aggregazione. Il gesto di alcuni dei ragazzi non ha nulla a che vedere con le intenzioni mie o della società. Adesso sto cercando di capire bene come sono andate le cose per dare anche un input educativo a quei giovani che hanno fatto un gesto senza neanche rendersi conto delle conseguenze.

Daspo per il vicepresidente del San Luca. La questura di Reggio Calabria ha preso provvedimenti: il questore Carmelo Casabona ha emesso oggi un Daspo (ossia il divieto di accedere a manifestazioni sportive) per un anno a carico del vicepresidente del San Luca, Giuseppe Trimboli, che avrebbe consentito la commemorazione senza autorizzazione nè della Lega Calcio nè dell'arbitro. Questo atteggiamento, secondo le forze di polizia, «ha concretizzato una violenza morale d'impatto dirompente, che ha annullato i valori nobili delle competizioni sportive».

Mafia e pallone. Non è la prima volta che l'abbinata calcio-mafia suscita polemiche. L'ultima era stata lo scorso 29 settembre quando dopo una vittoria per 5-0, il patron dell'Akragas dedica il successo «all'amico fraterno Nicola Ribisi». Uno che dieci giorni prima era stato arrestato per mafia, ritenuto uno dei capi dei cartelli di Palma di Montechiaro. Un mese dopo è stato squalificato per cinque anni.


fonte:ilgazzettino
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