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MessaggioTitolo: Re: NOTIZIE ULTRAS   NOTIZIE ULTRAS - Pagina 10 Icon_minitime2010-04-18, 21:48

I tifosi del Modica non potranno seguire la squadra a Somma Vesuviana, dove i rossoblu affronteranno domenica prossima la Viribus Unitis. Lo ha deciso il Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive esaminando gli incontri con indice di rischio individuati dall'Osservatorio.
La decisione del Casms non era assolutamente prevista anche perchè i
tifosi modicani non si sono mai lasciati andare fuori casa ad eccessi di intemperanza. L'organismo di sicurezza ha anche stabilito che la vendita dei biglietti sarà riservata solo ai residenti della Regione Campania.

Fonte: http://win.radiortm.it
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MessaggioTitolo: Re: NOTIZIE ULTRAS   NOTIZIE ULTRAS - Pagina 10 Icon_minitime2010-05-07, 14:54

Tre mesi per una firma
(La nuova frontiera della caccia alle streghe)

NOTIZIE ULTRAS - Pagina 10 460_0_10

Succede in questo strano Paese che di primo mattino degli agenti della squadra mobile possano bussare alla porta della tua casa e, di punto in bianco, condurti in carcere con l’accusa di aver saltato qualche firma durante un trascorso periodo di diffida. Succede. È successo. A Foggia. Topazio è uno di noi, uno come noi, un nostro fratello di curva e di vita. Negli anni scorsi sottoposto a Daspo e costretto per lunghe domeniche/mercoledì/lunedì, a recarsi in questura per adempiere all’obbligo di firma durante le partite dell’Us Foggia. Oggi condannato e chiamato a scontare tre mesi di reclusione in virtù di uno strano concetto di giustizia commutativa.

Non saranno molti quelli che troveranno il coraggio di accusarci di qualunquismo a basso costo, di populismo, se ci permettiamo di portare agli occhi di chi legge una realtà di fatto, sgradevole quanto concreta: in questo Paese di piduisti stragisti a piede libero, di mafiosi prescritti, di assassini recidivi, di stupratori seriali e di pedofili tutelati, di ricattatori, corruttori e concussi, in questo momento un ragazzo di trent’anni è chiuso in una cella perché ha commesso l’imperdonabile reato di non recarsi a firmare in questura un provvedimento che gli precludeva l’accesso agli impianti sportivi.

Assurdo, direte voi. Assurdo, certo. Indegno, infame, criminale. Perché ancor più che la sproporzione tra imputazione e pena (pena definitiva, che dovrà quindi essere scontata per intero) fa impressione la selettività, la precisione maniacale con la quale il colpo è stato inferto. Perché l’accusa reale – per chi non se ne fosse accorto – è, nel caso di Topazio, quella d’essersi ostinato a voler perseguire con la maggiore coerenza possibile il proprio stile di vita, le proprie scelte. Topazio è un ultras, che con dignità ha pagato le lunghe limitazioni del passato e che con altrettanta dignità sta pagando questa sua sproporzionata colpa. Ed è questo il suo vero reato: essere la disfunzione nell’ingranaggio, la nota dissonante in questo splendido mondo dorato del calcio fatto di televisioni, prefiltraggi, tornelli, steward, schedature, trasferte vietate, tessere fedeltà. Un mondo che, garantiscono questori e prefetti, Osservatori e Casms, senza gli ultras sarebbe un paradiso. E finirebbe di vendersi l’anima.

La mostrificazione dell’ultras sta passando il segno; l’isteria dei media, la psicosi delle istituzioni, perennemente alla ricerca di nuovi nemici, intenti nella loro neutralizzazione, sta partorendo i propri frutti avariati. Rendendo grottesca la realtà: se Topazio è dentro per una firma mancata, a breve le porte delle galere sovraffollate potranno spalancarsi anche per chi accende una torcia sugli spalti o persegue l’assurdo piano di popolare i settori di voce e colori.

Noi, che con tutta la fatica della quotidianità e delle sue mille contraddizioni, ci sentiamo di essere in tutto e per tutto simili al nostro compagno negli ideali, e complici nell’indignazione, non possiamo fare altro che mobilitarci per rendere visibile alle anime belle di questo Paese alla rovescia la natura profondamente folle di questo provvedimento e delle norme che lo sovrintendono. Affinché chi viaggia a fari spenti possa, quanto meno, aprire gli occhi.

E per ribadire, anche se suona retorica, che la loro repressione assurda può far aumentare il nostro disprezzo, ma mai smorzare la nostra passione.

TOPAZIO LIBERO!

Ciurma Nemica – Foggia

NOTIZIE ULTRAS - Pagina 10 Topazi10

Fonte: http://meglioilfoggia.blogspot.com
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MessaggioTitolo: Re: NOTIZIE ULTRAS   NOTIZIE ULTRAS - Pagina 10 Icon_minitime2010-10-16, 19:30

Comunicato ufficiale ANR Catania

In data 05/10/2010 dopo 10 anni di attività L'ANR Associazione Non Riconosciuta comunica ufficialmente lo scioglimento del gruppo. Ci ritrovate nelle strade.....
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MessaggioTitolo: Re: NOTIZIE ULTRAS   NOTIZIE ULTRAS - Pagina 10 Icon_minitime2010-11-09, 15:06

AGRIGENTO

AGRIGENTO. Durante la partita Akragas-Casteldaccia dello scorso 3 novembre, valido per il campionato d'Eccellenza, un tifoso agrigentino ha pesantemente offeso alcuni poliziotti.
L'uomo è stato fermato per oltraggio a pubblico ufficiale, e la Questura di Agrigento ha deciso una sanzione esmplare. Infatti all'uomo è stata combinata oltre il Daspo, cioè il divieto di accedere alle manifestazioni sportive, anche l'obbligo di presentarsi in Questura al decimo e al quarantesimo minuto di ogni tempo di gioco delle partite disputate in sede e fuorisede dall'Akragas.
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MessaggioTitolo: Re: NOTIZIE ULTRAS   NOTIZIE ULTRAS - Pagina 10 Icon_minitime2010-11-27, 18:54

14:04 27 NOV 2010

(AGI) - Cagliari,27 nov. - Il questore di Cagliari un provvedimento di divieto di accesso agli spettacoli sportivi (Daspo) nei confronti di un ultra' del Cagliari degli "Sconvolts". Si tratta di un 36enne accusato essere il promotore ed organizzatore dei cori allo stadio contro polizia e carabinieri e anche contro il ministro dell'Interno. I cori sono sempre stati rivolti anche contro la stampa locale e contro gli altri, numerosi spettatori, che hanno aderito al programma "tessera del tifoso".
Il comportamento scorretto - si legge in una nota della questura - non e' da intendersi solo quello della violenza fisica ma anche quello delle espressioni verbali come i cori di matrice razzista ed eversiva ma anche contro le forze dell'ordine e contro gli spettatori.

Fonte: http://www.agi.it
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MessaggioTitolo: san giovanni gemini campofranco    NOTIZIE ULTRAS - Pagina 10 Icon_minitime2010-11-27, 23:29

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MessaggioTitolo: Re: NOTIZIE ULTRAS   NOTIZIE ULTRAS - Pagina 10 Icon_minitime2010-12-01, 14:56

PROCESSO-BIS PER SPACCAROTELLA: SUBITO SENTENZA? IL POLIZIOTTO KILLER RISCHIA 21 ANNI DI GALERA

Ci siamo. A 3 anni dall’omicidio di Gabriele Sandri, Mercoledì 1 Dicembre si apre il processo di secondo grado contro l’agente della Polizia di Stato Luigi Spaccarotella, sospeso dal servizio dopo la sentenza di primo grado che ad Arezzo l’ha condannato per omicidio colposo con colpa cosciente a 6 anni di carcere (ad oggi però il poliziotto non ha scontato nemmeno un giorno di galera e continua a percepire regolarmente lo stipendio, in parte decurtato).

Il nuovo processo, l’ultimo che entrerà nel merito del delitto dell’Autostrada del Sole prima dell’eventuale ricorso in Corte di Cassazione a Roma, si apre Mercoledì alle ore 9 in Corte d’Appello d’Assise a Firenze, in Via Cavour 57.

Costituitasi parte civile, la famiglia Sandri, insieme al Tribunale di Arezzo e alla Procura Generale della Toscana, è ricorsa per il capo d’imputazione di omicidio volontario: rischia fino a 21 anni di carcere il poliziotto killer che l’11 Novembre 2007 sparò da una parte all’altra dell’A1, centrando al collo Gabbo mentre era a bordo di una macchina in movimento.

NOTIZIE ULTRAS - Pagina 10 News_110

Queste le ricostruzioni dei cinque testimoni super partes, su cui accusa e Pubblico Ministero puntano per una sentenza diversa da quella del 14 Luglio 2009. Le testimonianze sono riprese dalle pagine del mio ultimo libro inchiesta CUORI TIFOSI, quando il calcio uccide. I morti dimenticati degli stadi italiani:

Emanuele Fagioni, 15 Novembre 2007
“Vidi il poliziotto smettere di correre e impugnare la pistola con entrambe le mani a braccia tese in avanti, sempre rivolto verso l’area di servizio opposta alla nostra”

Emanuele Fagioni, 27 Marzo 2009
“Si, allora, il poliziotto veniva verso di noi, verso di noi correndo e camminando velocemente e correndo. A un certo punto quando mi sono accorto che ci aveva la pistola in mano siamo andati sempre più in fretta dentro l’autogrill, ci siamo fermati nel pianerottolo dell’autogrill. Okay. A un certo punto gridava dall’altra parte ’scappano, scappano’ si è sentito lo sparo (…) Io ho visto che correva con la pistola sulla mani, okay? A un certo punto ad altezza d’uomo, all’altezza d’uomo, con la pistola ad altezza uomo.”

Fabio Rossini, 13 Novembre 2007
“Ho visto l’agente dapprima correre con la pistola in pugno, quindi rallentare, posizionarsi con il braccio armato teso in modo perpendicolare all’asse del corpo, mi è sembrato seguisse l’andamento di un oggetto (…)”

Fabio Rossini, 27 Marzo 2009
“L’altra cosa subito che mi è… perché era molto nitido, limpido ho visto correre questo poliziotto, quindi la cosa che mi ha colpito era chiaramente la divisa e questi stivali alti (…) correva, correva (…) mi è parso gridasse testualmente ’scappa, scappa’ (…) Si ferma, si risposta, si… come per dire se.. va beh, l’idea che mi viene non… tipo un poligono, non so, una cosa di questo tipo (…) puntava l’arma verso l’altra parte. Aveva una o entrambe le braccia tese? Tutte e due. Assolutamente si. Con entrambe le mani, si.”

Fabrizio Galilei, 27 Marzo 2009
“Io ho visto che il poliziotto iniziava a puntare la pistola, a quel punto mi sono impaurito e ho iniziato, diciamo, a correre (…) Ho visto il poliziotto che puntava la pistola verso… Quindi aveva il braccio teso? Si. Come appunto per puntare, per mirare? Braccio teso e armato, in sostanza? Si (…) Credo, puntare con la pistola insomma come si vede insomma con gambe divaricate e braccia perpendicolari al corpo. (…) Io corro verso, verso l’autogrill, salgo le scale e quando stavo proprio lì, diciamo sento, sento uno sparo, a quel punto ero dentro alla prima porta a vetri (…)”

Keiko Horikoshi, 27 Marzo 2009
“Dopo avere fatto colazione sono uscita a fumare una sigaretta. (…) Davanti al parcheggio, davanti al pullman, piazzale (…) si, nel piazzale. (…) Ho sentito uno sparo, ma non sapevo da dove e poi ho visto dei ragazzi correre dall’altra parte, ragazzi correre (…) verso le macchine parcheggiate. (…) Successivamente ho visto due poliziotti correvano da… dalla stazione di rifornimento un poliziotto andava sul bordo del piazzale e piazza… sul bordo mentre i ragazzi salivano sulla macchina e, poi, questo poliziotto puntava una pistola con entrambe le mani, protese e poi si è fermato… e poi sparato (…) E mi ricordo quando la macchina stava uscendo dal parcheggio e poliziotto aveva già una pistola e dopo che la macchina proseguiva la marcia e… dopo un po’ lui sparato, e quel momento la macchina era in movimento”

Anania Marisa Samanta, 13 Novembre 2007
“Il poliziotto giunto alla fine del guardrail, dall’altezza di un cumulo di terra smosso dove un veicolo in movimento terra, ha disteso entrambe le braccia impugnando una pistola”.

Anania Marisa Samanta, 27 Marzo 2009
“(…) Poi vidi che comunque l’agente di Polizia inizio a correre anche lui, andò verso il guardrail (…) andò in direzione del guardrail (…) Poi niente, vedo che, appunto, si ferma lì, e dopo un po’ sento uno sparo. (…) L’ho sentito si, e… cioè ho visto che comunque si era posizionato lì come se volesse fare chissà che cosa, poi ho sentito lo sparo e quindi ho potuto immaginare. Poi il tutto…”

Nonostante queste schiaccianti versioni, la difesa dell’agente punta invece alla conferma di una condanna mite o all’ulteriore riduzione della pena. Fuori dal tribunale fiorentino sono attesi amici di Gabriele, tifosi e cittadini comuni, tutti accomunati da un’unica richiesta, quella di giustizia giusta.

La sentenza, da quanto trapela dagli ambienti toscani, potrebbe arrivare in tempi brevi, addirittura anche nella stessa udienza del 1 Dicembre.

Infine Giorgio Sandri, padre della vittima che insieme a tutta la famiglia Sandri sarà presente in aula a Firenze, oggi ha rilasciato un’intervista ai telegiornali di Canale 5 e Rai 2: “Ad Arezzo, un anno e mezzo fa, ci hanno già privato di una giustizia vera. Una sentenza pavida ha graziato l’assassino di Gabriele. Oggi a Badia Al Pino ci negano anche la targa che il Popolo di Gabriele, forte di 25.000 firme, vorrebbe apporre sul luogo del delitto per non dimenticare. Mi auguro che da Firenze possa invece giungere una sentenza in controtendenza. L’Italia e i cittadini italiani non meritano un’ennesima sconfitta. Giustizia per mio figlio significa giustizia per tutta quella gente comune che vuol continuare a credere che la legge sia sempre uguale per tutti…”

Maurizio Martucci

dal blog del libro CUORI TIFOSI - cuoritifosi.ormedilettura.com
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MessaggioTitolo: Re: NOTIZIE ULTRAS   NOTIZIE ULTRAS - Pagina 10 Icon_minitime2010-12-01, 18:38

TERMINATA ORA LA SENTENZA..QUESTO IL VERDETTO



Condanna a 9 anni e 4 mesi per omicidio volontario. E' questa la sentenza d'Appello per l'agente di polizia Luigi Spaccarotella, ritenuto colpevole dell'omicidio di Gabriele Sandri, il tifoso della Lazio ucciso da un colpo di pistola nell’area di servizio della A1 di Badia al Pino (Arezzo), l’11 novembre 2007. A Firenze era iniziato in mattinata il processo d’Appello, mentre il primo grado si era concluso il 14 luglio 2009 con una condanna a sei anni per omicidio colposo. L’agente di polizia, che questa mattina non si è presentato in aula.

Il Pg Aldo Giubilaro, in mattinata, aveva alzato la richiesta di condanna a 14 anni di reclusione. Era stato il Procuratore aggiunto a chiedere una condanna per omicidio volontario con dolo eventuale e con le attenuanti generiche, con il cambio di imputazione rispetto al primo grado.
La sentenza è arrivata intorno alle 17:30. I giudici, intanto, si erano chiusi in camera di consiglio pochi minuti dopo le 14:30.

La reazione del padre - "E' una giustizia che era dovuta. A differenza di quanto ho detto dopo il primo grado, la decisione dei giudici di oggi mi fa sentire orgoglioso di essere italiano". Così Giorgio Sandri, il padre di Gabbo, a caldo dopo la sentenza.

l fratello - "Ci aspettiamo che venga ristabilita la verità dei fatti: non omicidio colposo, ma volontario", aveva detto Cristiano Sandri, fratello di Gabriele. "Riconscere il dolo eventuale non è facile, ma secondo noi e secondo la procura l’omicidio di mio fratello è un caso di scuola di omicidio volontario con dolo eventuale", aveva aggiunto il fratello, precisando che la differenza di pena fra il volontario per dolo eventuale e il colposo con colpa cosciente è sostanziale e che "la pena va commisurata alla gravità del fatto".
Gli amici - "È un omaggio a Gabriele, glielo dovevamo", ha detto uno dei suoi amici. "Abbiamo accolto con grande soddisfazione la nuova sentenza che ribalta quella precedente", ha aggiunto un altro dei suoi amici.

La difesa - "Adesso leggeremo le motivazioni - ha spiegato Federico Bagattini, uno degli avvocati difensori del poliziotto - poi faremo sicuramente ricorso". In precedenza la difesa aveva dichiarato: "Crediamo che la sentenza di primo grado abbia costituito il punto fermo per l’esclusione dell’omicidio volontario e vogliamo andare avanti sotto il profilo della riduzione della pena, valorizzando la deviazione del proiettile a causa della recinzione metallica" che ha influito "in modo importante, il che certifica la non volontarietà dell’atto e addirittura l’incidentalità non solo della morte ma anche dell’atto, dello sparo", aveva spiegato sempre l'avvocato Federico Bagattini. NOTIZIE ULTRAS - Pagina 10 Cut1291203535753
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MessaggioTitolo: Re: NOTIZIE ULTRAS   NOTIZIE ULTRAS - Pagina 10 Icon_minitime2010-12-21, 15:10

Un fondo per le vittime degli ultrà

NOTIZIE ULTRAS - Pagina 10 Ultras16
Le vittime del teppismo o della furia ultrà saranno indennizzate grazie al neonato «Fondo di solidarietà civile», istituito dal Parlamento durante la conversione in legge del decreto sicurezza. È questa la novità più rilevante contenuta nella legge n. 217 pubblicata ieri nella «Gazzetta Ufficiale» n. 295 che ha ratificato e in parte modificato le disposizioni contenute nel Dl 187 del 12 novembre 2010.

Nell'insieme hanno trovato una sistemazione definitiva le misure dirette a puntellare la sicurezza negli stadi, a dare più forza alle ordinanze dei sindaci in materia di ordine pubblico, a rendere più coesa l'azione dell'Agenzia per l'amministrazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata, a potenziare la cooperazione internazionale di polizia, a ridisciplinare la tracciabilità dei flussi finanziari negli appalti, le modalità della confisca in caso di violazioni gravi e reiterate delle norme anti-infortunistiche e, infine, a fornire chiarimenti sulle gestioni commissariali straordinarie nei comuni sciolti per infiltrazione mafiosa.

Per arginare i fenomeni di violenza in occasione di manifestazioni sportive, dunque, il Dl 187 reintroduce l'arresto in flagranza differita nelle 48 ore successive ai match, per sfruttare eventuali riprese televisive per il riconoscimento dei responsabili. La facoltà dell'arresto in flagranza differita, introdotta in via temporanea con il pacchetto Amato-Pisanu dopo l'omicidio dell'ispettore di polizia Filippo Raciti a Catania, era venuta meno lo scorso 30 giugno. Gli arresti entro le 48 ore potranno essere disposti così a partire dagli incontri che si disputeranno questa domenica e fino al 30 giugno 2013. Agli steward, incaricati di controllare i tifosi all'interno degli impianti, saranno assegnati ulteriori «servizi ausiliari dell'attività di polizia» che il ministero dell'Interno indicherà con un proprio decreto da varare entro 45 giorni. Intanto, già da oggi, gli steward potranno contare su una tutela più ampia: chi dovesse procurare infatti a un addetto ai controlli lesioni gravi o gravissime sarà punito con pene molto più dure. Sanzioni saranno irrogate anche ai club che impiegheranno un numero insufficiente di steward.

Chi dovesse invece subire un infortunio a causa di incidenti dovuti a manifestazioni sportive potrà avvalersi del nuovo Fondo di solidarietà civile (alimentato da donazioni e da una quota del fondo unico giustizia). In realtà, l'articolo 2 bis della legge 271/10 fa riferimento anche a «manifestazioni di diversa natura», comportando un'applicazione più vasta dell'aiuto. In particolare, il Fondo provvederà nella misura del 30% delle risorse disponibili ad elargire somme «a favore delle vittime di reati commessi con l'uso della violenza su persone o cose in occasione o a causa di manifestazioni sportive» (in presenza di lesioni che abbiano comportato la morte o un'invalidità permanente superiore al 10% delle tabelle Inail). Per il 70% il Fondo sarà indirizzato, d'altro canto, «alle vittime di azioni delittuose avvenute in occasione o a causa di manifestazioni diverse da quelle sportive», per le quali non siano già previste altre forme di sostegno statale.

Tra le correzioni apportate in sede di conversione al Dl 187 va anche ricordata quella relativa alla confisca "obbligatoria" dei prodotti realizzati «in presenza di violazioni gravi o reiterate, in materia di tutela del lavoro, di igiene sui luoghi di lavoro e di prevenzione degli infortuni sul lavoro». È stato ora precisato che si potrà evitare la confisca "ravvedendosi", mettendo a norma gli impianti e sanando le irregolarità.

Il pacchetto sicurezza inoltre concede maggiore autonomia gestionale e finanziaria all'agenzia nazionale per i beni confiscati alla criminalità organizzata, che potrà anche aprire sedi nelle regioni più a rischio.

Mentre entro due mesi dovrà essere creato il Copscip (il comitato per la programmazione strategica per la cooperazione internazionale di polizia) che dovrà dettare annualmente le linee di indirizzo strategico per le iniziative del personale delle forze dell'ordine dislocate all'estero. I sindaci "sceriffi", ai quali il Dl 187 aveva riconosciuto più poteri, dovranno invece coordinarsi con i prefetti per coinvolgere le forze di polizia nell'attuazione delle loro ordinanze.

Sul fronte degli appalti pubblici, trova infine conferma la norma interpretativa sui contratti stipulati prima del 7 settembre 2010 (data di entrata in vigore della legge 136/10) che dovranno essere adeguati entro il 7 marzo 2011 alle nuove regole sulla tracciabilità dei pagamenti. In sede di conversione è stata elevata – da 500 a 1.500 euro – la soglia delle spese giornaliere da saldare con assegni o moneta elettronica.

Fonte: http://www.ilsole24ore.com
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il biondo
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MessaggioTitolo: articolo tratto da la repubblica   NOTIZIE ULTRAS - Pagina 10 Icon_minitime2010-12-31, 12:00

La nuova strategia degli ultrà per cancellare le tessere dei tifosi
Così le curve si coalizzano per far fallire la legge Maroni


di GIULIANO FOSCHINI e PAOLO BERIZZI

La nuova strategia degli ultrà per cancellare le tessere dei tifosi

"Tesserato infame dichiarato". "Abbonato servo dello Stato". Con questi slogan sinistri - una specie di mantra vergato a spray sui muri degli stadi, sugli striscioni esposti in curva, e diffuso sui blog attraverso il passaparola incessante delle tifoserie - gli ultrà italiani hanno dichiarato guerra allo Stato. La loro è una guerra silenziosa. Combattuta, fino a ora, nella penombra. Il tempo della contestazione sembra però scaduto. Nelle curve si parla da settimane di una fase due, di azioni dimostrative e violente. È da leggersi in questo senso la decisione della prefettura di Lecce di far giocare il derby di Puglia, Lecce-Bari a porte chiuse: la paura erano gli scontri tra le due tifoserie. Così come a Milano c'è grande tensione per la partita di mercoledì 6 gennaio (alle 20.30) con il Napoli, con il gruppo organizzato dei Mastiffs pronto a invadere San Siro con e senza tessere. L'obiettivo di questa guerra ultrà è l'abolizione della tessera del tifoso, la "fidelizzazione" del popolo degli stadi introdotta dal ministro degli Interni Roberto Maroni per avere una schedatura precisa degli spettatori che assistono alle partite di calcio: si tratta di un passpartout - contenente i dati anagrafici - obbligatorio per chi vuole vedere la partita in trasferta e per chi ha sottoscritto l'abbonamento per gli incontri casalinghi. Sono circa 600mila quelle sottoscritte. "Un successo" dicono al Viminale, "che porta più sicurezza e più gente allo stadio". Ma
non è del tutto vero. Le presenze sono calate quest'anno mediamente di 1.500 unità, circa il 6 per cento. E soprattutto per decine di migliaia di tifosi ribelli la tessera è come se non esistesse: non ce l'hanno, ma loro allo stadio vanno comunque. In casa e in trasferta.

Ma allora che cosa sta succedendo negli stadi dopo il varo della tessera del tifoso? Come è possibile che i tifosi più estremisti riescano a dribblare i divieti imposti dalla schedatura e ad accedere ugualmente agli impianti? Domande che evocano un dubbio fondamentale: visto che i prefetti sono costretti a far giocare le partite a porte chiuse, la tessera del tifoso è fallita?

Come promesso già dalla fine del campionato scorso, e come annunciato quest'estate a colpi di bombe carta dagli ultrà atalantini nell'agguato a Maroni alla Berghem Fest leghista di Alzano Lombardo, la maggior parte degli ultrà italiani stanno boicottando la tessera. Con un unico "cartello" - in grado persino di sotterrare per l'occasione rivalità storiche come addirittura quelle tra Lazio e Roma, Palermo e Catania, Bari e Napoli, Atalanta e Brescia - stanno mettendo in pratica ogni domenica la loro forma di "resistenza" spontanea ma quasi sempre organizzata.

LE REGOLE AGGIRATE
Gli ultrà la tessera non l'hanno fatta. Ma nonostante questo provano - e riescono - a entrare allo stadio tutte le domeniche: comprano i biglietti non di curva e si mischiano nelle tifoserie avversarie. Roma-Milan, partita ad altissimo rischio prima delle feste natalizie, è stata aperta anche a chi non aveva la tessera proprio perché la polizia temeva azioni di violenza da parte degli ultrà giallorossi, se non fossero entrati a San Siro. D'accordo con le altre tifoserie, inoltre, i gruppi organizzati hanno cominciato un'attività "deterrente". Nel lessico curvaiolo deterrenza sta per botte. Anche chi ha la tessera, non deve andare nel settore ospiti. Deve andare in altri settori e mischiarsi con i tifosi di casa. "Devono avere paura" dicono. Ecco alcuni esempi di trasferte "in contromano". Ottocento genoani a Udine; 200 bresciani a Lecce; 500 doriani a Torino; 100 fiorentini a Genova; 500 juventini a Milano; 700 novaresi a Torino; 100 padovani a Siena; 300 carrarini a Poggibonsi; 400 cesenati a Roma; bolognesi e parmensi all'esterno dello stadio Cibali di Catania; 50 udinesi e 50 leccesi a Milano.

Fino a oggi gli ultrà hanno scelto quella che i capi tifoseria chiamano linea "soft". Ma ora - ammette uno dei leader riconosciuti dell'ala più dura della tifoseria del Napoli - non "garantiamo più che allo stadio non accada nulla". Non si tratta di un generico manifesto politico. Si tratta di un piano ben organizzato a tavolino, tra luglio e settembre, quando oltre 60 tifoserie si sono riunite prima a Catania e poi in provincia di Roma. Unico obiettivo dei due incontri: far fallire la tessera del tifoso. Per aggirare i paletti imposti dalle Prefetture e dall'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, gli ultrà acquistano, anche con largo anticipo, biglietti di altri settori. "Ognuno si organizza come vuole - spiega Claudio Galimberti detto "Bocia", capo degli ultrà della curva Nord atalantina sottoposto a Daspo - si parte in trasferta con mezzi propri e si acquistano biglietti di altri settori. Per questo spesso ci si trova in mezzo ai tifosi avversari. È una situazione molto delicata".

Una situazione che preoccupa anche gli analisti. "I problemi ci sono" ammette Maurizio Marinelli, direttore del centro studi sulla sicurezza pubblica della polizia di Stato, uno dei massimi esperti in Italia di ultrà e di ordine pubblico negli stadi. "L'allarme arriva dal fatto che sempre più spesso ci troviamo di fronte a tifosi senza tessera che, in trasferta, comprano i biglietti e si schierano in mezzo ai tifosi di casa, con altro rischio scontri. Per il momento è andato tutto abbastanza liscio, ma qualcosa bisognerà fare". Cosa? "Primo: fino a oggi, e in certi casi ancora oggi, vedi i serbi a Genova, gli ultrà venivano concentrati in un settore. Questo li rendeva più forti poiché compatti. Se invece questa forza della massa la spezzetti, la sparpagli, si frammenta, diventa più debole e più controllabile da parte di stewart e forze dell'ordine. Secondo: le curve sono cambiate. Tra Daspo e arresti c'è stato un ricambio dei capi. Le figure di riferimento che c'erano prima oggi non ci sono più. È tutto più liquido, più confuso. Terzo: se non ammoderniamo gli stadi, se non li facciamo più piccoli, più sicuri e di proprietà dei club, non abbiamo fatto niente".

COME CAMBIA LA GEOGRAFIA DEL TIFO
Come sta cambiando il mondo ultrà? E con quali conseguenze? Le prove che la strategia sta sconvolgendo (pericolosamente) le abitudini dei tifosi, aggiornando la geografia del tifo, gli spostamenti, i viaggi, gli orari, la composizione dei settori, si stanno moltiplicando domenica dopo domenica. Per capire la portata del fenomeno basta guardare i settori ospiti, quelli appannaggio di chi ha la tessera, in una qualsiasi partita di serie A. La Lega calcio dice di non essere in possesso di dati ufficiali sulle presenze dei supporter che seguono la propria squadra in trasferta. Ma ci sono esempi eloquenti. Durante Bari-Cagliari nello spicchio dello stadio San Nicola riservato ai tifosi sardi c'era un solo spettatore. E una decina di steward attorno per controllarlo. In compenso un folto gruppo di ultrà cagliaritani faceva capolino in gradinata in mezzo ai baresi. Alzando il livello di tensione di una partita considerata "tranquilla".

Quando i baresi sono andati a Napoli al seguito del Bari - nel caldissimo derby del Sud (12 settembre), solitamente ad alto rischio incidenti - fuori dai cancelli del settore ospiti si sono trovati, alleati, i capibastone delle due tifoserie. Hanno ricevuto un brusco stop al grido di "chi entra prende un sacco di botte". Risultato: settore ospiti deserto. "I ragazzi hanno capito i motivi della nostra protesta e si comportano di conseguenza, non c'è stato bisogno di esagerare - racconta Alberto Savarese, "Il Parigino", uno dei responsabili della Nord barese insieme con Roberto Sblendorio, "Robertino" - In ogni caso noi non abbiamo obbligato nessuno a non sottoscrivere la tessera: capiamo che molti hanno fatto l'abbonamento, e quindi la card, per una ragione economica. Ma ci fa piacere che in trasferta, anche chi potrebbe andare nel settore ospiti, preferisce venire con noi". L'A. S. Bari ha richiesto alla Lega 16.700 tessere, ottenendone duemila circa nelle ultime settimane, proprio in vista del derby con il Lecce. A Milano, però, nella gara contro l'Inter (22 settembre), gli ultrà pugliesi non hanno comprato di proposito i biglietti "ospiti" ma quelli del terzo anello rosso. Sono saliti in gradinata, hanno cacciato gli abbonati dai loro posti e si sono seduti a fianco ai tifosi dell'Inter. Non è stata l'unica partita nella quale due tifoserie avversarie sono entrate in contatto. A Genova per Sampdoria-Napoli (19 settembre) c'erano solo una ventina di supporter napoletani nella "gabbia nord", il settore ospiti, mentre il gruppo più numeroso ha preso posto nei distinti, diviso dai sampdoriani da qualche stewart. Al gol vittoria del Napoli, gli ultrà hanno acceso un fumogeno e si è sfiorata la rissa. Raggruppamenti estemporanei, e ad alto rischio, anche in occasione di Milan-Genoa (25 settembre) allo stadio di San Siro. Partita tradizionalmente blindata. Un manipolo di ultrà genoani si è piazzato in mezzo ai tifosi del Milan al terzo anello rosso. All'inizio del secondo tempo i tifosi ospiti hanno tirato un petardo nelle file sotto: fuggi fuggi dei milanisti e forze dell'ordine in allarme. A Lecce, il 24 ottobre, sono volati pugni tra i bresciani e i salentini. A Bergamo, invece, l'Atalanta ha fatto il record di abbonamenti per la serie B (oltre 17mila) nonostante la retrocessione dell'anno scorso. Ma gli ultrà sono stati di parola: niente tessera e niente abbonamento. Ad Atalanta-Torino (10 ottobre) sono arrivati 70 ultrà torinesi che avevano acquistato - volutamente - biglietti di tribuna (la trasferta era vietata, ticket in vendita solo per residenti in Lombardia) ma che per evitare prevedibili disordini sono stati sistemati nel settore ospiti: il fallimento pratico della tessera. Non solo: le forze dell'ordine in assetto antiguerriglia sono state impegnate fino a mezzanotte e mezza per scortare un corteo di quindici auto.

LE INTIMIDAZIONI NELLE CITTÀ
Quali sono i "laboratori" della protesta? Chi studia i piani per affondare la card del tifoso? Fino a oggi i supporter del Napoli sono stati tra i più intransigenti. Campagne capillari in tutti i quartieri della città con la scritta "Non abbonarti, non tesserarti". Lo zoccolo duro della tifoseria non ha sottoscritto la tessera anche perché molti non avrebbero potuto a causa del famoso articolo 9 del regolamento, che la vieta a chi ha auto un Daspo - il provvedimento di allontanamento dagli stadi per disordini - negli ultimi cinque anni. "È anticostituzionale", dicono gli ultrà per sostenere la loro causa.

Ma tant'è. A Napoli qualcuno ha provato a bluffare. La procura (che ha creato un apposito pool di magistrati sui reati da stadio) ha avviato un'indagine conoscitiva partendo dal sito del tifo organizzato biancoazzurro dove erano state pubblicate tutte le procedure per falsificare la card. Fatti salvi i tarocchi, dunque, le tessere sottoscritte sono pochissime: meno di 15mila, su una media in questa stagione di circa 39mila spettatori a partita. "Abbiamo fatto un'opera di convincimento sui nostri ragazzi" dice uno dei capi della dei gruppi che dominano nella curva A. Chi frequenta il San Paolo, e i detective che si occupano dei teppisti, hanno ancora in mente i pestaggi di fine campionato scorso, proprio durante una protesta, in quel caso contro la società: le telecamere della Digos ripresero alcuni personaggi intenti a convincere altri tifosi, con pugni e calci, a lasciare la curva vuota come prevedeva la protesta.

Un mondo a se stante, quello delle cupole del tifo. Quattrocentocinquanta gruppi ultrà di cui 234 politicizzati: 61 (nel 2008 erano 58) hanno forti legami con movimenti di estrema destra e 28 sono vicini a formazioni radicali di sinistra. I più pericolosi sono i Bisl romanisti, I Mastiff del Napoli, la Banda Noantri della Lazio, le Brigate autonome livornesi, i Korps della Fiorentina, gli Irriducibili dell'Inter, i Drunks del Catania. Gli ultimi allarmi lanciati dal Viminale riguardano la contiguità delle tifoserie di Roma e Lazio con i gruppi di estrema destra, la vicinanza di alcuni gruppi di Napoli e Catania con la criminalità organizzata, l'estremismo razzista di diverse tifoserie del nord, Inter e Verona su tutte. Ma adesso c'è un nuovo allarme.

La complicata evoluzione dell'era-tessera del tifoso è seguita da vicino dall'osservatorio del ministero degli Interni, dalle questure di tutta Italia (molte hanno costituito un'apposita squadra - stadio) e anche dai servizi segreti. Nell'ultimo rapporto consegnato al Parlamento, la nostra intelligence ha ribadito la "contiguità tra frange di tifo organizzato e estremismo politico". Una saldatura caratterizzata da una "forte avversione nei confronti delle forze dell'ordine" che "in alcuni casi lascia ipotizzare anche disegni preordinati". Come dichiarare guerra allo Stato.

(31 dicembre 2010)

Fonte: http://www.repubblica.it
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