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 Stagione Ultras 2016-2017

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MessaggioTitolo: Re: Stagione Ultras 2016-2017   Stagione Ultras 2016-2017 - Pagina 4 Icon_minitime2017-04-27, 18:50

Sersale -  Sancataldese=1-2 8° giornata di ritorno
26-02-2017 ore 14,30 spett:100 ospiti:12

Trasferta contro il fanalino di coda che affrontiamo in 9 e dato il numero esiguo, il bergamasco prepara da mangiare per i trasferisti, con sosta in un boschetto in riva al mare, prima di raggiungere la destinazione la odierna….. Grezzi al punto giusto, sembra di essere alla scampagnata di pasquetta, accendiamo il fuoco, rutto libero, pipì all’aria aperta e subito dopo succulento pranzetto, il tempo di lavare le pentole con acqua di mare e via destinazione Sersale. Il campetto si presenta molto retrò, nonostante il settore ospiti sia una tribunetta metallica, campo in sabbia semi allagato dalla giornata piovosa, si rischia pure che la gara sia rimandata, per nostra fortuna pericolo scampato.
La squadra di casa venderà cara la pelle e giocherà la sua onesta partita rischiando di vincere, se non fosse per il rigore parato dal nostro portiere sul 1-0 per i padroni di casa, il clima si surriscalda in campo e sugli spalti nei confronti della nostra panchina, ci lasciamo coinvolgere e ci surriscaldiamo anche Noi….”Stuccaci i gammi” e vari epiteti nei confronti dei tesserati avversari portano il clima in pareggio e nel giro di pochi minuti anche il risultato, che grazie ad una doppietta di Carioto ci vedrà raccogliere 3 importantissimi punti in chiave salvezza, che rischiavano di sfuggirci, compromettendo l’intera stagione. Il viaggio di ritorno è tranquillo nonostante il tempo incerto, subito dopo il traghetto, la fame ci avvolge e così ultima sosta nei pressi di roccalumera alla ricerca di una panineria che troveremo per la gioia di tutti.


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MessaggioTitolo: Re: Stagione Ultras 2016-2017   Stagione Ultras 2016-2017 - Pagina 4 Icon_minitime2017-04-27, 18:58

Sancataldese – Palmese=0-2 9° giornata di ritorno
05-03-2017 ore 15,00 spett:650 ospiti:30.

Oggi di scena al Valenza una delle squadre più in forma del girone, che si confermerà espugnando San Cataldo con una prestazione di livello che non lascia scampo all’undici verdeamaranto poco reattivo e combattivo, da Palmi un buon seguito di spettatori spinti anche dall’alta classifica, di cui una decina a sostegno della squadra nero verde. Commando Neuropatico , come consuetudine, riesce a formare un bel blocco dietro lo striscione e non si lascia deprimere dalla prestazione deprimente della squadra, conquista la scena, incita il gruppo, la città, i colori Verde ed Amaranto…..Siamo qui, sempre presenti, sempre a testa alta.


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MessaggioTitolo: Re: Stagione Ultras 2016-2017   Stagione Ultras 2016-2017 - Pagina 4 Icon_minitime2017-05-05, 18:57

Igea Virtus – Sancataldese=1-0 10° giornata di ritorno
12-03-2017 ore 14,30 spett:800 ospiti:70.

Per la trasferta di Barcellona optiamo per un bus da 50 posti, giusto per il piacere di condividere il viaggio insieme, data la vicinanza della trasferta, oggi dei nostri sarà anche il mitico Pistone che in quanto panettiere e con la sveglia che suona in piena notte, da quest’anno non può partecipare alle trasferte lontane; gli garantiamo che il rientro sarà intorno alle 19,30 e così sarà il primo a versare la quota di partecipazione, l’indomani manda un messaggio tra il preoccupato ed il furbo che scopre l’inganno, “ma come facciamo ad essere a casa alle 19 ?......Quando tempo ci sta la nave ad arrivare ?”……Pistò, ma pensavi che con 12 euro ti portavamo a vedere il Camp Nou di Barcellona ? Ahi Ahi….. e comunque, si parte, con i soliti momenti goliardici e le solite scorte di viveri e purtroppo anche con le solite facce tristi che vedono partire il bus e tornano mestamente a casa. Entriamo compatti con un mini corteo, che trasmette unione del gruppo ed anche un certo portamento, di fronte a Noi, gli avversari prendono posto nella loro solita gradinata e saranno autori di un buon tifo, confermandosi tra le tifoserie più in forma del girone e consolidando con la vittoria odierna il ruolo di matricola terribile che meritatamente occupa i vertici della classifica, anche se il risultato odierno sarà striminzito e la prestazione non di particolare rilievo, contro una Sancataldese imbottita di Juniores. Se i giallorossi confermano quanto di buono fatto vedere durante il campionato, Noi non saremo da meno e portiamo avanti il confronto sugli spalti a testa alta, fieri dei nostri ragazzi e soddisfatti per la prestazione odierna, ci facciamo sentire bene e riusciamo a mantenere alto il livello del nostro sostegno per tutti 90 minuti.


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MessaggioTitolo: Re: Stagione Ultras 2016-2017   Stagione Ultras 2016-2017 - Pagina 4 Icon_minitime2017-05-17, 18:08

Sancataldese-Aversa Normanna=0-0  11° giornata di ritorno
19-03-2017 ore 14,30 spett:700 ospiti:0.

Partita che ha il sapore di uno spareggio, probabilmente una delle 2 squadre arriverà sest’ultima e dovrà disputare i play out tranne in caso di 8 punti di vantaggio nei confronti della terz’ultima, il morale della squadra è molto basso e percepiamo diversi malumori, decidiamo così di incontrare squadra allenatore e dirigenza negli spogliatoi, impostiamo il discorso su cosa voglia dire “essere squadra”, rispettare i ruoli senza invadere la sfera altrui, cerchiamo di trasmettere grinta e far percepire la reale importanza della partita, ma non tutti capiranno, in primis il portiere Dolenti che ha messo davanti a tutto le proprie esigenze, anziché quelle della squadra, destabilizzando lo spogliatoio alla vigilia della sfida più importante. Nonostante il prezzo della gradinata a 10 euro senza prevendita scontata, come successo finora, il pubblico verde amaranto risponde abbastanza bene, Commando Neuropatico, si compatta in buon numero e cerca di trasmettere il massimo, ma la squadra non sfonda, lo 0-0 sembra accontentare tutti, tranne Noi che abbiamo scrupolosamente studiato il calendario fino alla fine e sappiamo che i 7 punti di vantaggio sull’Aversa non sono un margine sufficiente. Ci sarà da soffrire fino alla fine, con una squadra che non è più brillante e combattiva come una volta. Da Aversa nessun tifoso al seguito.


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MessaggioTitolo: Re: Stagione Ultras 2016-2017   Stagione Ultras 2016-2017 - Pagina 4 Icon_minitime2017-05-26, 12:14

Rende – Sancataldese=4-1 12° giornata di ritorno
02-04-2017 ore 15,00 spett:280 ospiti:20.

Ci organizziamo con 2 furgoni in 18 persone per raggiungere Rende, la squadra biancorossa è in piena forma ed è ancora in gioco per il primato finale, Noi arranchiamo in classifica, ma questo non è mai stato un limite per il Commando. L’impianto alle porte di Cosenza risulta tristemente vuoto, nonostante l’ottima classifica, poco più di 200 persone, di cui una sparuta presenza a sostegno, che di tanto in tanto ci rivolge qualche coro poco simpatico, parecchi ragazzini e gente di mezza età, a fine partita ci facciamo un giro dello stadio, ma nulla di Ultras in giro. La Sancataldese regge un tempo per crollare nella ripresa, il Commando regge e sorregge per tutti i 90 minuti, con un sostegno ed una presenza più che dignitosa, nella grande curva del settore ospiti.


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MessaggioTitolo: Re: Stagione Ultras 2016-2017   Stagione Ultras 2016-2017 - Pagina 4 Icon_minitime2017-05-30, 17:11

Turris – Sancataldese=2-3 13° giornata di ritorno
09-09-2017 ore 15,00 spett:300 ospiti:22.

Sette giorni e siamo nuovamente in viaggio, direzione Torre del Greco, città che conserva sempre un certo fascino calcistico, una di quelle trasferte da onorare al meglio, ma che purtroppo capita per Noi a breve distanza da un’altra uscita fuori Sicilia ed il portafoglio di tanti è al verde. Avremmo voluto farla più numerosa, ma dobbiamo accontentarci di 2 furgoni da 9 posti, in partenza Sabato notte dalla Sicilia, la Triade ed il Maestro partono via aerea il Sabato sera, per loro notte napoletana, pizza margherita, birra e passeggiata notturna per le vie di Spaccanapoli, con “quadretti” e particolarità che solo la città partenopea riesce a regalare.... e mentre i 4 si apprestano ad andare a dormire, da nord a sud i colori verde amaranto e la passione Ultras muovono altri pazzi, Ciccio Magnaccio si è già mosso da Milano direzione Bologna ed è già in viaggio via autobus a basso prezzo direzione Napoli, la San Cataldo Ultras si mette in viaggio intorno alle 4 di notte, oggi con Noi 4 ragazzi della nuova generazione Ennese, belli tanto quanto la vecchia generazione, la partita dell’Enna doveva essere a porte chiuse e così perché non assaporare una bella sfida di serie D, ma il giorno prima della loro partita arriva, il via libera, porte aperte….. con grande maturità rispettano l’impegno preso, l’Enna, comunque non resterà sola. Mina vagante alla guida comincia dare segni di cedimento, già dal viaggio di andata, gli usi e costumi dei più giovani, nonché la loro pacatezza, lo turbano, ma ancora regge…..Intanto Ciccio Magnaccio, si ricongiunge ai paesani, l’incontro nei pressi di piazza Garibaldi, il quartetto fresco e pimpante, lui pallido, accarpatiddru, anfibio, felpa e giubbino nonostante gli oltre 20 gradi e boccia di vino da 2 litri smezzata, giusto qualche oretta ancora a Napoli tra piazza del plebiscito e via toledo e si prende la circumvesuviana direzione stadio liguori…. L’odore antico delle vecchie carrozze del treno, ci porta indietro nel tempo, giusto il tempo di ricordare qualcosa e si arriva a destinazione, in 4 si avviano allo stadio, il Maestro si adagia mestamente ad una panchina, aspettando che il resto del Commando gli passi davanti, giusto una decina di minuti ed i mezzi con a bordo i ragazzi gli sfilano davanti gli occhi, li segue finchè lo sguardo glielo consente, quindi non gli resta che studiare un po’ la zona, anche i corallini nel frattempo si dirigono allo stadio. L’ingresso è agevolato dagli accrediti che qualora non utilizzati da Noi, sarebbero rimasti al botteghino, lo stadio è arroccato al centro della città, un’infinità di stradine creano un pericoloso effetto ragnatela, venire qui in poche unità da rivale, non è sicuramente impresa facile. La tribuna coperta risulta inagibile, circa 300 spettatori trovano posto nella gradinata, pochi spettatori per una squadra costruita per vincere il campionato, ma che da diverse domeniche colleziona sconfitte. Gli Ultras comunque ci sono, garantiscono un più che dignitoso quadrato e seppur in contestazione, quando urlano si fanno sentire. Commando Neuropatico San Cataldo quest’anno non ha sfigurato davanti a nessuno e si confermerà anche oggi, con una prestazione Ultras di spessore, anche Noi veniamo da una serie di risultati deludenti e la classifica si fa pericolosa, la fine del primo tempo si conclude 2-0 per i locali e per Noi si preannuncia un’altra disfatta, il Maestro nel frattempo aveva trovato una postazione che gli consentiva di vedere metà campo e la gradinata dei locali, ma dopo i primi 45 minuti ha pensato bene che la panchina di fronte la circumvesuviana era sicuramente più comoda … Al Sud passare inosservati è quasi impossibile e così a più riprese la presenza del Maestro incuriosisce il signore sessantenne che chiede si informa e chiacchiera, la signora settantenne che aspetta il passaggio del figlio in motorino che chiede si informa e chiacchiera e per finire Ciro e la sua cagnolina, “A Puttana” come la chiama lui, i 2 si lasciano andare a discorsi di vita vissuta e di quotidianità, dal corallo all’economia, dai problemi giovanili alle rispettive storie del passato e naturalmente il passo per il bar è breve ed un paio di Peroni non guastano mai….Nel frattempo il secondo tempo è cominciato all’insegna della cordialità anche sugli spalti, gli Ultras di casa ci fanno avere delle bottigliette d’acqua, ognuno riprende la propria posizione, ripartono i cori e lo sventolio di bandiere, non sappiamo cosa fosse successo negli spogliatoi, ma la Sancataldese goal dopo goal conquista il 3-2 finale, nonostante la traversa allo scadere dei Corallini, usciamo tra l’incredulità generale e la preoccupazione per un nostro dirigente che al goal del 3-2 ha accusato un malore ed è stato accompagnato in ospedale, il gruppo dei verde amaranto si divide nuovamente, la triade preleva il maestro dal bar che saluta Ciro come un amico di vecchia data e si dirige all’aeroporto, Ciccio Magnaccio sgrocca un passaggio con il bus della squadra, ed il gruppone prima di viaggiare direzione Sicilia, si reca all’ospedale per sincerarsi delle condizioni di Cataldo, si tira un sospiro di sollievo, in primis per il nostro amico, ma anche per la classifica che torna serena e potrebbe bastare un punto nelle ultime 3 partite da giocare per ottenere la salvezza. Il ritardo sulla tabella di marcia, non preoccupa né tantomeno velocizza il gruppo, che non rinuncia alle varie soste, con annessa fumatina e pisciarella, tra le imprecazioni del Mina vagante che vorrebbe prendere il traghetto delle 22…. Il viaggio verrà ricordato tra i più stressanti degli ultimi anni con Mina che minaccia di partire da solo dall’autogrill e gli altri che fanno di tutto per esasperarlo, con l’Onnipresente Spino, la mamma del Commando, che prova a calmare le parti….. L’arrivo a San Cataldo a notte fonda metterà fine alle lamentele reciproche.


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Ultras Torresi
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Sancataldese – Gela= 0-3 14° giornata
13-04-2017 ore 15,00 spett:800 ospiti:40.

Qualche mese addietro, in giro per l’Italia, alcuni dei Nostri conobbero Simone, amico di amici. Parole di stima nei nostri confronti e tanta, tanta curiosità di conoscere il nostro mondo, magari durante la sfida con il Gela. Il calendario purtroppo vede quest’incontro fissato di Giovedì e questo sicuramente, toglie un pò di fascino ad un incontro, che sebbene non è un derby vissuto con rivalità dalle due tifoserie, è pur sempre una partita tra 2 tifoserie che distano pochi Km e due tifoserie che durante l’anno hanno dimostrato di muoversi a prescindere dai risultati. Tuttavia Giovedì 13 Aprile è Giovedì Santo e la settimana santa a San Cataldo è vissuta con particolare partecipazione dai suoi cittadini, quindi un motivo in più per recarsi nel Cuore di Sicilia……Per la prima volta da quando scriviamo la stagione Ultras, lasciamo la parola ad uno spettatore neutrale.
Caltanissetta Centrale. Ultima stazione di un viaggio lungo. Uno “svolazzo” errante che mi ha portato a percorrere mezza Italia su rotaia. Come qualche anno fa, ai tempi della scuola saltata e le trasferte senza soldi e senza orari di ritorno. Un viaggio a ritroso ancor prima che in avanti. Sapori che ritornano su per qualche istante e ricordi che riaffiorano guardando una stazione o il panorama che sempre più selvaggio si staglia andando verso Sud.
I miei anni più spensierati sono passati di qua.
A Caltanissetta ci sono arrivato prendendo l’ultimo convoglio. Un moderno minuetto che fa la spola tra lo scalo di Xirbi e la stazione Centrale. Nove minuti in cui passare velocemente da una zona brulla e di campagna alla città.
La Sicilia è quel posto che ti sa subito dare un’idea chiara di sé: il tempo si è fermato e molti dei suoi aspetti mantengono un fascino arcaico. Quasi scevro da tutte le contaminazioni moderne e forestiere di cui parte dell’Italia peninsulare si è indebitamente appropriata. Affossando spesso le proprie doti e i propri fregi.
Eppure questa apparente arretratezza cela anche l’orgoglio del suo popolo. Assieme alla sua cultura millenaria e variegata e a un senso della vita che pur restando attaccato alla propria terra e al proprio passato riesce – seppur non in maniera appariscente – a guardare in avanti. Per chi non è di queste terre, per chi questa isola che punta uno dei suoi angoli verso l’Africa la conosce poco e per chi si affida soltanto ai luoghi comuni o allo stereotipo del siciliano conosciuto in tutto il mondo, forse risulterà difficile credere che la sua gente ha un’operatività mentale, una creatività e un modo di trattare il forestiero che in poche parti del mondo sono riscontrabili.
San Cataldo è la mia destinazione finale. Per chi è cresciuto come me con il Supertifo che fu, questa località non ha bisogno di molte presentazioni. Ero “picciotto” quando il Commando Neuropatico faceva le sue apparizioni su quelle pagine. Vedevo quei campi impolverati, immaginavo quel sole “cuocere” gli spettatori e potevo persino sentire, di rimando, l’odore dei fumogeni e delle torce fondersi con quello degli agrumi e del profondo meridione.
Inoltre venire da queste parti significa anche uscire bruscamente dall’immagine classica della Sicilia. Quella del mare cristallino e delle spiagge spettacolari. All’interno di questa regione c’è un altro mondo. Fatto di colline e prati sterminati. Cave di zolfo e sali disseminate qua e là – a testimoniare l’epoca dei “carusi”, bambini divenuti uomini a suon di sostanze malsane inalate e morti arrivate scendendo precocemente in miniera –  e paesaggi lunari che a stento troviamo anche sui cataloghi della agenzie turistiche.
Non avessi letto qualche anno fa la versione integrale dello stupendo Germinal di Emile Zola probabilmente non resterei così affascinato da questo aspetto.
Ma la Sicilia in una cosa è unita, unica e imprescindibile: il senso di “sicilianità” dei suoi figli. E questo ne fa un posto solo. Da Trapani a Catania e da Palermo a Messina.
Quindi il sacro si fonde con il profano e interseca inevitabilmente ogni aspetto della vita quotidiana.
È la settimana santa. E questo non può esser un qualcosa di semplicemente cronologico. Anche per chi – come me – non è credente e guarda l’aspetto religioso sempre con diffidenza. Capitare a San Cataldo in questo periodo vuol dire immergersi fino al collo in tutte le sue tradizioni e i suoi costumi. In quello che è tra i periodi più sentiti e vissuti dal popolo. E non possiamo ignorare tutto ciò se vogliamo anche raccontare la sua sfaccettatura sportiva, i suoi ultras, la sua squadra. Ma forse vale un po’ per tutta l’Italia. Del resto guarderemmo il calcio con gli stessi occhi se non mantenesse ancora un forte legame con le comunità locali? Noi che prima di pensare agli schemi di gioco cerchiamo di capire se uno stendardo in Curva rimanda a un gonfalone comunale o a un particolare giorno per la città in questione.
Sancataldese-Gela si gioca giovedì. Nel bel mezzo della festività. Nel bel mezzo della “pazzia” che in questi giorni pervade bambini, donne e uomini di ogni età. Ancora non so che pure per me sarà foriera di sorprese e grandi emozioni. Perché l’inaspettato è quello che ti colpisce in profondità e lascia per sempre un segno. Nel bene o nel male.
Il ritorno in Serie D dopo quattordici anni ha riacceso un interesse mai sopito nei confronti dei verdeamaranto. Un interesse che il Commando ha tenuto in vita con iniziative, colpi di scena e soprattutto presenze costanti. Ovunque, passando per i campetti anonimi della provincia alle amichevoli epiche in posti come Favignana, perché malgrado le porte chiuse “andare a seguire la squadra su un’altra isola era un qualcosa di troppo bello per noi”. Sono cresciuto con criteri di “malattia mentale” troppo simili per non rimanere colpito da tali affermazioni.
Ricordo le pazzie fatte con il mio gruppo, le serate senza senso a fare cose senza senso, o la necessità di essere ad Ivrea per il Carnevale delle Arance o in qualche campo sperduto a seguire amichevoli di cui forse neanche parte della dirigenza era a conoscenza.
Non è un caso che il Commando si identifichi dietro al numero 22. Un numero che nella cabala indica i “pazzi”. Un epiteto usato a mo’ di scherno dagli avversari ed abbracciato con fierezza dai sancataldesi. Che ne hanno fatto un motivo di vanto.
Se ultras è aggregazione – e per me è principalmente questo – a San Cataldo, come succede ancora in qualche piccola realtà, sembra davvero di fare un passo indietro nel tempo e tastare con mano quel filo che unisce in una sola comunità ultras, tifosi e persino chi non ha interesse a seguire il calcio ma riesce comunque a percepire quanto, attraverso questo strumento, la comunità possa essere forgiata e rafforzare i propri legami, oltre al proprio senso di appartenenza.
Ed è una comunità che ti difende e ti spalleggia malgrado le diversità. Sarà per questo che nonostante la mia miscredenza, quello che vedrò a pochi minuti dal fischio d’inizio sarà in assoluto tra i momenti più belli e significativi vissuti a margine di uno stadio.
Qual è la grande piaga che flagella il movimento ultras attuale? Forse non è neanche la repressione cieca che vieta di far entrare un tamburo o un megafono. O almeno non è ai livelli dell’uso incondizionato, arbitrario e incontrastato del provvedimento di Daspo. Una sorta di panacea ormai utilizzata per acquietare qualsiasi tipo di situazione. Anche quelle che un tempo erano risolte facilmente con un pochino di buon senso. Spesso – a questi livelli – dal maresciallo di turno o dai carabinieri di paese.
Le diffide sproporzionate hanno colpito anche i ragazzi di San Cataldo, qualche stagione fa, in seguito a una rissa scoppiata sugli spalti di Raffadali. Non un contesto ultras, ma una “semplice” rissa con il pubblico normale, poco avvezzo a sopportare l’esuberanza degli ultras. Non c’è bisogno di molte spiegazioni: chiunque ha frequentato i campi delle serie inferiori sa benissimo che spesso i veri pericoli non vengono da gruppi ultras avversari, bensì dal pubblico normale. È il bello/brutto del dilettantismo. In certi posti trovi il pastore che viene allo stadio con la zampogna, in altre il  delinquente locale pronto a farsi giustizia da solo.
Una dozzina furono le interdizioni che piovvero. Tante. Tantissime per un paese di 23.000 anime e un gruppo che abitualmente porta una cinquantina di effettivi sugli spalti. Diffide pesanti, sproporzionate per l’appunto. Anni e anni lontani dagli stadi, firme e laute spese legali. Una solfa che ormai conosciamo a memoria e che fa sovente esclamare la triste frase: “Se facevi una rapina te la cavavi con meno”. Di sicuro una condizione che pone qualunque gruppo a un bivio: scioglimento o gestione oculata per reclutare altri ragazzi e formarli, in maniera da non far perdere la tradizione acquisita comunque in anni di attività. A San Cataldo si è optato per la strada più difficile. Credo non ci sia stata nemmeno tanta esitazione. E il fatto che i giovani o i meno “longevi” si siano formati in una certa maniera, la dice lunga su quanto nel nostro movimento sia importante la continuità tra le generazioni attraverso la continua interazione fra le stesse.
Sono le 14.20. Mancano quaranta minuti al fischio d’inizio. Qualcosa sta per trasformare questa giornata in indimenticabile proprio per quei ragazzi che allo stadio non possono andare. “Hanno tolto le diffide!”, grida qualcuno. Il tempo di verificare, un andirivieni affolla i pochi metri che separano il vecchio e affascinante Valentino Mazzola con le strade del paese e in men che non si dica scatta una vera e propria festa a pochi passi dai cancelli. È la Settimana Santa, quella in cui “Il pianto di Maria” (una musica che viene suonata dalla banda durante le processioni e che caratterizza questo periodo) irrora le arterie di San Cataldo ed entra nelle vene dei suoi abitanti. E lasciatemi dire – da non credente – che mi piace immaginare che sia stato proprio il fato a regalare questo connubio a chi – tutto ad un tratto – da “soggetto socialmente pericoloso” ha potuto varcare i cancelli dello stadio e rimettere nuovamente i propri piedi sui gradoni.
Ci sono storie di libertà repressa e sogni tenuti forzatamente lontani. Qualcuno piange e qualcuno non ci crede. Per me che la repressione la vivo in maniera marginale, pur sapendo bene cosa significhi e quanto renda “carbonaro” e infimo il nostro mondo, è un’emozione forte vedere come anche tanti tifosi della gradinata oggi si uniscano ai curvaioli per celebrare l’evento e festeggiare tutti assieme.
Sì, ultras è aggregazione. E l’aggregazione è il sale della nostra vita. Guai a chi vuol togliercela o troncarla.
Mi catapulto nello stadio. Un tourbillon di accenti a me sconosciuti mi investe negli spogliatoi, nonostante la fretta cerco di decifrarne la provenienza o almeno il significato superficiale di alcune parole. Devo consegnare il documento e prendere la pettorina. Il sole batte forte sulla mia testa e neanche i 600 metri di altezza sul livello del mare si fanno più sentire. Essendosi fermata la spinta selvaggia del Dio Eolo è il fraseggio dei raggi solari ad impossessarsi lentamente di ogni forma vivente a lui sottostante. Me compreso. Che con la più classica delle pettorine gialle riesco ad accedere finalmente sul manto erboso.
Si tratta di erba sintetica. Per poco non sono riuscito a calcare la gloriosa sabbia che fino a poco fa ha caratterizzato il Mazzola. Il vecchio Palmintelli di Caltanissetta, poche ore prima, me ne ha fatto saggiare l’essenza. Perché nel mio cuore i campi della Sicilia rimarranno proprio quelle distese giallognole con le muraglie decadenti e mattonate a fargli da contorno. E comunque se qua manca il primo “ingrediente”, il secondo c’è ed è davvero importante. Pertanto i mattoncini fanno da cornice allo spettacolo. Quasi come fosse un castello con al suo interno i Reali pronti a dar spettacolo con uno dei balli di corte più importanti dell’anno.
Ci sono anche i tifosi ospiti. E qua mi sento in obbligo di aprire un capitolo: fino ad oggi i miei contatti con i gelesi si erano fermati a un paio di partite di inizio anni 2000. Erano i tempi della Serie C2 e la compagine biancazzurra venne inserita nello stesso girone della Lodigiani. A dire il vero non ho un grande ricordo di loro e per questo negli ultimi tempi sono rimasto molto incuriosito da diverse foto viste in giro per la rete. Immagini che davano davvero una bella impressione della Curva Boscaglia. Il fatto di poterli vedere all’opera mi incuriosiva e non poco.
Sin dall’inizio sapevo però che avrei trovato una tifoseria divisa: Indians da una parte e Vecchio Stile dall’altra. Ovviamente non sta a me giudicare (non conoscendo peraltro le dinamiche interne) però sicuramente questo rappresenta il freno per una tifoseria che invece, complessivamente, mostra di aver fatto davvero passi da gigante sotto l’aspetto del portamento, della costanza e dell’approccio allo stadio. Questo è quello che ho avvertito vedendoli e – ripeto – è davvero un peccato che non abbiano fatto il tifo tutti assieme (cosa che peraltro avrebbe evidenziato un numero totale di tutto rispetto, considerando che il Gela non ha praticamente più nulla da chiedere a questo campionato).
Al giorno d’oggi, con le costanti invettive nei confronti del movimento ultras, penso che la compattezza sia un valore fondamentale per portare avanti il discorso di curva, oltre a permettere un maggiore coinvolgimento da parte del pubblico normale e dell’intera città. Ciò detto ovviamente nel massimo rispetto delle scelte di tutti.
Il campo peraltro premia inaspettatamente gli ospiti, con uno 0-3 che rimanda la matematica salvezza Sancataldese alle prossime giornata.
Se il risultato è catastrofico altrettanto non si può dire per la tifoseria verdeamaranto. Al netto della “stratosferica” notizia del rientro da parte dei diffidati, il Commando sfodera un prestazione pressoché perfetta. Senza ricorrere alla fredda cronaca del tifo, mi basta dire che sembra di essere al cospetto di una tifoseria di inizio anni 2000, con l’aggiunta di un materiale curato e di un posizionamento ordinato e d’impatto: tanto “modello italiano”, che può far solo bene. C’è bisogno di piccole immersioni nel passato per migliorare il futuro prossimo.
Numericamente il Mazzola si riempirà con circa 800 spettatori, di cui un centinaio a tifare costantemente. Nel gruppo spiccano poi le presenze delle tifoserie amiche: Enna, Canicattì e Serradifalco. Tutti confluiti a San Cataldo in questa giornata storica, almeno sotto l’aspetto ultras.
Finisce con la squadra di casa richiamata sotto al settore. Giocatori redarguiti che escono dal campo a testa bassa. La salvezza ora è d’obbligo per chi in questi anni si è sbattuto non vedendo mai un filo di luce ed ora assapora dolcemente la possibilità di affrontare nobili trasferte attraversando lo Stretto.
Anche questo fa parte del misto sacro/profano. Anche questo andrà a ingrossare le fila della processione serale. Ci saranno le “Vare” (statue raffiguranti immagini sacre) portate a spalla dai sancataldesi e poco dopo ci saranno bar e rosticcerie prese d’assalto. Arancine, birre, vino e teli viola in segno di lutto per la morte di Cristo a esaltare il modus vivendi di un posto. Difficile da capire, difficile da spiegare. Un microcosmo in un altro microcosmo, quello della Sicilia.
È anche e soprattutto per questo che la sciarpata finale dei sancataldesi ricalca le note del “Pianto di Maria”. In realtà la partita è soltanto uno degli eventi contenuti nel programma della settimana santa. E gli ultras – lasciatemi dire – ne sono degli interpreti perfetti.
Mentre il sole cala e fa unire il cielo con l’orologio del paese, la vita notturna comincia a scorrere, tessendo rumorosamente la tela dove quest’anno è stato scritto un pezzo importante di storia sportiva, culturale e del tifo di San Cataldo.
Simone M.


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MessaggioTitolo: Re: Stagione Ultras 2016-2017   Stagione Ultras 2016-2017 - Pagina 4 Icon_minitime2017-06-23, 18:35

Sicula Leonzio – Sancataldese=4-2 15° giornata di ritorno
23-04-2017 ore 15,00 spett:1700 ospiti:150.

A distanza di 10 giorni dall’ultima sfida ci troviamo ad affrontare questa importante trasferta in casa della vincitrice del girone, che oggi festeggerà davanti ai propri tifosi, il salto di categoria. In settimana stressiamo chiunque faccia parte della società a non accontentarsi di un eventuale pareggio, che nonostante sia il risultato più gettonato e che farebbe comodo a tutti, secondo noi potrebbe non bastare per la salvezza. La trasferta di Lentini avremmo dovuto organizzarla con mezzi propri, ma oggi c’è una gradita novità, il Commando Neuropatico torna in trasferta nella sua quasi totalità, dopo la revoca dei 12 daspo avvenuta pochi minuti prima della sfida contro il Gela. C’è euforia tra Noi e Martedì nel giro di un paio di ore facciamo la conta e siamo più di 50, tutti del Commando, qualcuno decide di partire con l’auto e così si liberano un paio di posti per alcuni prescelti tifosi Verdeamaranto della gradinata. Negli innumerevoli giorni che abbiamo trascorso chiacchierando ed immaginando il nostro rientro allo stadio, mai avremmo immaginato che fosse arrivato senza un minimo di preavviso, sarà un paradosso, ma quasi, quasi ci dispiace, per non averlo potuto organizzare come volevamo, ma il risultato ottenuto è sicuramente, qualcosa di meraviglioso di cui ancora non ci rendiamo conto. Abbiamo lottato su ogni minimo spiraglio che la legge ci ha lasciato, ostinatamente, con tenacia, ragazzi del gruppo recatisi direttamente in questura ad Agrigento per presentare il ricorso, ma non potevano accettarlo, serviva una pec e così nuovamente dall’avvocato che ci ha seguiti venendo incontro alle nostre esigenze ….Commando Neuropatico Non Mollerà …. urlavamo in un vecchio coro e siamo stati premiati ….. Ora aspettiamo l’ultimo dei nostri, l’ultimo anno per tornare a viaggiare tutti insieme. Ci siamo tutti, non ha mollato nessuno, la cura non ha curato, non quel tipo di cura, il morbo sopito per anni, torna a manifestarsi in tutto il suo splendore, in tutta la sua fierezza. Mille pensieri, migliaia di ricordi, mai un giorno, neanche un giorno, quel pazzo pensiero Ultras, ha abbandonato le nostre menti ….Il ricordo va dritto a quel 6 Novembre 2013, quando alla fine della riunione decidemmo che Domenica c'era una trasferta, giocava la Sancataldese e la trasferta non era vietata, quindi: “ancora qualcuno c'è o garantiamo la trasferta o Commando Neuropatico finirà per sempre di girare gli stadi della Sicilia !!!”….10 Novembre 2013 Respiriamo affannosamente, ma respiriamo, e questo respiro per noi è linfa vitale.....PRESENTI !!! PRESENTI grazie ai 5 Neuropatici che non hanno staccato la spina al Commando, una Stella con inciso un Ventidue splende, splende di luce tenue, ma D.C. splende !!! Oggi la stessa Stella è pronta ad abbagliare, nuove luci, unite a vecchie fiamme, ne danno un effetto cromatico che affascina. Grazie ragazzi, a Noi che in questi anni, partita dopo partita, abbiamo portato in giro il nostro nome con tanti sacrifici, e grazie a Noi che abbiamo aspettato con dignità questo momento. Si riparte tutti insieme, aspettando Lo Zio ….Viaggio allegro, raggiungiamo il Maestro che si trova per lavoro in zona e si fa trovare, davanti il settore ospiti, rivederlo all’opera, in prima fila a mercanteggiare per far entrare tutti è una sensazione che da sola dona allegria, entriamo tutti con 30 biglietti, nonostante gli addetti alle porte avessero intimato che si entrava solo con biglietto alla mano, ma il maestro quei 30 biglietti li ha tenuti ben stretti nelle sue mani, e con una conta che ancora stentiamo a capire entriamo tutti, pure i nostri arrivati con le auto, addirittura restano nelle sue mani un paio di biglietti, ma non si butta nulla, verranno rivenduti sotto costo ad alcuni spettatori del luogo. Il colpo d’occhio della tribuna locale è bello, zeppa in ogni ordine di posto, coreografia iniziale ed un buon sostegno soprattutto nei primi 40 minuti con la Leonzio che fa un sol boccone di una intimorita e confusa Sancataldese, tifare con tanti spettatori non abituati a farlo non è facile. Di fronte il Commando Neuropatico, c’è caldo, nel giro di pochi minuti siamo sotto di 3 goal, i play out con il rischio di una retrocessione si materializzano nei nostri pensieri. Quello che ci sconforta maggiormente è di non poter godere del fascino di certi incontri di serie D tutti insieme, ma ancora una volta non molliamo, fiero è il nostro popolo, fiero è il nostro urlo impavido, dinanzi a chiunque, 90 minuti di sostegno ininterrotto, di sventolio. Il Magnaccio, Lo Spino e Quinto Cassio Longino, dirigono l’orchestra con una sintonia perfetta, la scena è nostra e questo è quello che conta, un bel quadrato si compatta dietro il nostro striscione e resterà compatto per tutto l’incontro. In campo una pantomima mal riuscita, la Leonzio cerca di far pareggiare la Sancataldese, ma non segniamo neanche con un dito in culo …. Noi, nonostante infastiditi, non perdiamo occasione per divertirci ed impazzire, quando i fratelli Picariddru, storiche figure del tifo verde amaranto, per 90 minuti al nostro fianco, si alternano e duettano sulle note del coro Ari Ari Ari oh…. Nel frattempo giunge notizia che il Castrovillari si è suicidato regalandoci, la matematica salvezza, festeggiano tutti, tranne Noi !!! La leonzio segna il quarto goal, la partita finisce, i calciatori vengono per festeggiare sotto il nostro settore, ma vengono invitati a rientrare negli spogliatoi, c’è poco da festeggiare, c’è soltanto da tirare un sospiro di sollievo e riflettere su quello che è stato fatto nel girone di ritorno, o meglio su quello che non è stato fatto. Comunque grazie Sancataldese, grazie ragazzi, per un ottimo girone di andata che ci ha consentito di salvare la categoria e di continuare a coltivare un sogno chiamato serie D. Sfolliamo lentamente, si ritorna a casa e siamo pronti per altri 90 minuti di chiacchiere, analisi e prospettive future.


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MessaggioTitolo: Re: Stagione Ultras 2016-2017   Stagione Ultras 2016-2017 - Pagina 4 Icon_minitime2017-08-03, 18:01

Pomigliano – Sancataldese= 3-0 17° giornata di ritorno
07-05-2017 ore 15,00 spett: 80 ospiti:27.

Osservato un turno di riposo forzato che ci ha dato i 3 punti a tavolino contro il Due Torri, ci apprestiamo a concludere questo campionato con l’ultima insignificante giornata nella quale come avversario troveremo il già salvo Pomigliano. Seppur insignificante dal punto di vista calcistico, la trasferta trasmette un certo interesse, in quanto tutti gli ex diffidati sono pronti a partire a prescindere, e così nel giro di un paio di giorni i tre furgoni sono praticamente pieni di 27 Catalli, 100 birre e 100 uova sode per dare un tocco di originalità e sostanza alla trasferta. L’attesa è pari a quella dei grandi avvenimenti la notte non si dorme, quasi tutti in anticipo all’appuntamento, mancano Zim, a letto con la febbre ed il Mestruo, a letto con le mestruazioni, lo ringraziamo per le 100 uova cucinate, siamo pronti a partire, ma mancano 2 Scoglioneds che non hanno voluto rinunciare al sabato in Discoteca e sono in arrivo da San Leone, con il Maestro che comincia a tistiare pronunciando frasi irripetibili. Partiamo con un’ora di ritardo e quindi unica tirata fino ai traghetti, dobbiamo traghettare alle 07,20. Riusciamo nell’impresa e dalla Calabria in su le soste saranno almeno tre. Mescal viene palleggiato di furgone in furgone, è molesto parla troppo, scorreggia, si leva le scarpe, fa mille domande, rischia pure di essere abbandonato in autogrill, ma per fortuna si stona abbastanza presto e cade in catalessi, anche lo Sperma come sua consuetudine trascorre l’intero viaggio a dormire, il resto della ciurma si lascia coinvolgere nelle innumerevoli chiacchiere da trasferta che sono una delle parti più belle della stessa… Ad ogni sosta u quagliatu di scorci d’ova. Arriviamo a Pomigliano d’Arco con un’oretta di anticipo, ci incontriamo con Carlo che arriva da Roma e si accoda al gruppo, ci accorgiamo di essere nei pressi dello stadio Gobbato non appena da lontanissimo scorgiamo il testone di Ciccio Magnaccio, barbuto e con il sorrisone che gl’illumina il volto non appena ci vede; è sceso con il solito bus sotto costo direttamente da Milano a Napoli, breve giro nel capoluogo partenopeo e circumvesuviana direzione hiauru d’ova. Il gruppo è unito, l’ingresso è gratuito, le forze dell’ordine attonite, in quel gran pentolone ci sono uova sode, ma non si possono entrare esclama qualcuno, ma sono prodotti tipici nostrani esclamiamo noi, assaggia, talè cche bona. Sorridono si lasciano convincere, ma non le tirate in campo… Un cugliuniamu caru… di tanto in tanto gli viene offerto un uovo in segno di pace, ma non si lasciano corrompere, mai uova sode in servizio. C’è caldo, Ciccio Magnaccio fa cantare il gruppo, il Maestro disturba, si bulimu truniamu, ma spesso preferiamo il coglionio e ci può stare, comunque una buona presenza, tutti a sostegno, intervallato da piccole battaglie d’acqua e qualche lancio d’uovo, perdiamo 3-0 e lasciamo a terra il quagliato di scorce, ma siamo felici per la presenza e per il Castrovillari che raggiunge insperatamente i play out, ci guardiamo in faccia e nel giro di 5 minuti deliberiamo niente sosta a Tarsia e tutti a Castro, ma, massimo un’ora e così sarà… Dopo un paio di telefonate, arriviamo a Castrovillari, abbracciamo i rossoneri che si fanno trovare armati di pizze birre e spumante, breve chiacchierata  nei loro ritrovi e dopo 90 minuti nuovamente in viaggio con i tre furgoni che nonostante le raccomandazioni di viaggiare uniti si ricongiungeranno soltanto ai traghetti. Le ultime due ore di viaggio saranno caratterizzate dalla stanchezza che ci assale, dalla posizione che non riusciamo a trovare, dalle uova che producono gli effetti non desiderati, qualcuno ne ha mangiate 8… Grazie agli autisti dell’ultima tratta, la più ardua, che ci riportano tutti a casa. Un altro capitolo della più bella storia ultras è stato scritto. Al prossimo anno !


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MessaggioTitolo: Re: Stagione Ultras 2016-2017   Stagione Ultras 2016-2017 - Pagina 4 Icon_minitime2017-08-18, 17:13

Conclusioni
Bilancio positivo per questo ritorno in serie D. Commando Neuropatico è riuscito a garantire presenza ovunque, il confronto sugli spalti lo abbiamo retto bene con qualunque avversario; un ‘annata piena di soddisfazioni, sofferenze calcistiche e l’emozione inaspettata del rientro anticipato di quasi tutti i diffidati. Finalmente abbiamo varcato lo stretto e lo abbiamo fatto con costanza e fierezza, con un’ottima organizzazione e con tanto spirito di sacrificio. San Cataldo ha dimostrato di meritare la categoria sia come tifoseria, sia come dirigenza, sia come città, ma soprattutto come piazza Ultras. La serie D ci piace, speriamo di mantenere la categoria il più a lungo possibile, perché questa è la miglior categoria per vivere la passione calcio a modo nostro.
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MessaggioTitolo: Re: Stagione Ultras 2016-2017   Stagione Ultras 2016-2017 - Pagina 4 Icon_minitime

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