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 NOTIZIE ULTRAS

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MessaggioTitolo: Re: NOTIZIE ULTRAS   2009-10-26, 15:23

Comunicato Ufficiale - Cruels 1988 - Avellino
24/10/2009
CRUELS: 21 ANNI A DIFESA DEI COLORI BIANCOVERDI. OGGI FINISCE UN’ERA


Avellino, 21 ottobre 2009 – Finisce la storia dell’U.S. Avellino, durata 97 anni, e un altro gruppo storico del tifo Irpino, i CRUELS,si scioglie. Di conseguenza, non verrà più esposto lo striscione, e qualsiasi altro simbolo relativo al gruppo. I CRUELS nati nel 1988 grazie alla passione di amici e tifosi dell’ U.S. AVELLINO 1912 che avevano come unico amore la maglia bianco-verde.

“Sono trascorsi 21 anni dalla nostra fondazione. Per qualcuno sono stati anni lunghi, per altri brevi; noi diciamo soltanto che sono stati intensi e pieni di indelebili emozioni: gioie e dolori condivise con chi ama il Lupo e la città di Avellino. Con la scomparsa della squadra storica della città di Avellino riteniamo giusto concludere le nostre attività in curva e il nostro percorso, intrapreso 21 anni fa e consolidato con l’attiva partecipazione avuta nel movimento nazionale Ultras. Le nostre 6 lettere non hanno motivo di esistere: il nostro più grande amore, l’Unione Sportiva Avellino 1912, è scomparso.

Che ne sarà delle domeniche passate su quei gradoni della Curva Sud a cantare e a tifare per il nostro Avellino, che ne sarà delle giornate passate ad organizzare trasferte e coreografie, che ne sarà dell’odore della vernice degli striscioni, che ne sarà di quelle domeniche “bestiali” passate allo stadio con gli amici di sempre, che ne sarà di quella bandiera verde chiaro e verde scuro sempre pronta a sventolare…

Ci sembra doveroso ringraziare chi ha fatto parte del gruppo in questi 21 anni di storia contribuendo a far conoscere i CRUELS 1988 in tutti gli stadi d’Italia dove il LUPO ha giocato. Siamo convinti che chi è stato CRUELS, anche per un solo giorno, e ha condiviso progetti, valori e ideali: “ESSERE NON APPARIRE”, lo resterà per tutta la vita. E’ stata un’esperienza bellissima, indimenticabile, tutti indistintamente hanno contribuito a rendere i CRUELS un gruppo apprezzato e rispettato in tutta Italia. Un ringraziamento particolare va ai gruppi ultras della Curva Sud Avellino con cui abbiamo condiviso, progetti, trasferte, amori e dolori.

Un saluto speciale alle Crudeli, le donne del nostro gruppo, che ci hanno accompagnato e supportato in questo lungo “viaggio”…Mancherà a tutti quel tocco di rosa nella Curva Sud.


…21 anni vissuti A TESTA ALTA, 21 ANNI A DIFESA DEI NOSTRI COLORI, DELLA NOSTRA CITTA' E DELLE NOSTRE AMATE SEI LETTERE, 21 ANNI DI AMORE, UN AMORE PAGATO A CARO PREZZO...

DESTINO CRUDELE!!!

Fonte: http://www.avellinofans.it

SE NE VA PER DAVVERO UN PEZZO DI STORIA ULTRAS NAZIONALE.
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MessaggioTitolo: Re: NOTIZIE ULTRAS   2009-10-28, 14:37

Comunicato ufficiale A Sostegno di una Fede

Vista l’insostenibile situazione venutasi a creare intorno al movimento ultras italiano;
Visto soprattutto l’estremo accanimento nei confronti della tifoseria catanese che ormai da due anni a questa parte è costretta a convivere con diffide “gratuite” e non solo…
Viste le ultime norme restrittive con l’avvento della tessera del tifoso e dopo i noti fatti di Bergamo dove un “accurata” gestione dell’ordine pubblico è costata ben 57 diffide ai sostenitori rossazzurri.

PER TALI MOTIVI
Il gruppo portante della curva nord di Catania ha deciso di sospendere le proprie attività organizzative. Sia chiaro per tutti, non è uno scioglimento ma una decisione temporanea dettata dagli eventi.

MAI SCESI A COMPROMESSI
NOI SEMPRE E COMUNQUE…
A SOSTEGNO DI UNA FEDE

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MessaggioTitolo: Re: NOTIZIE ULTRAS   2009-11-20, 15:50

Dagli ultras lezioni di etica e solidarietà. Coraggioso editoriale in difesa del mondo ultrà
19/11/2009 - di osservatore ; Fonte: periodico Utility Magazine
EDITORIALE Utility Magazine

Ultrà? Fa rima con solidarietà!

La maggioranza dell’opinione pubblica, del mondo politico e dei mass media si occupa del movimento ultrà soltanto in presenza di incidenti, scontri, vandalismi o partite sospese. Il silenzio più totale invece domina quando le tifoserie organizzate italiane sono protagoniste di numerose iniziative di solidarietà.
La generosità degli ultras delle curve non interessa, non fa notizia, non cattura l’audience. Invece, appena avviene un minimo evento negativo riconducibile (anche molto lontanamente) alle tifoserie organizzate, si scatena un diluvio retorico di luoghi comuni, stereotipi, pregiudizi. E una parte del mondo politico sembra competere nella corsa alla proposta più repressiva e intransigente contro il popolo delle curve.
Molti invocano il cosiddetto “Daspo”, il divieto di accesso alle manifestazioni sportive, comminato dalle Questure, senza un effettivo controllo giurisdizionale del Giudice per le Indagini Preliminari e quindi senza adeguate garanzie difensive per gli ultras. E, grazie ad una recente inchiesta del settimanale L’Espresso, si scopre che circa il 60% dei tifosi diffidati non ha commesso alcun reato.
E’ opportuno, dunque, dare il giusto merito ai veri ultras, che contestano la mercificazione del calcio e credono nei valori autentici di uno sport d’altri tempi. Forse, le tifoserie organizzate delle curve sono scomode proprio perché non si adeguano alle logiche della convenienza, dell’opportunismo e della convenienza.
Pertanto, non possiamo dimenticare la recente mobilitazione degli ultras di mezza Italia al fianco delle popolazioni abruzzesi colpite dal devastante terremoto di aprile. Dal Nord al Sud, dal Centro alle Isole, molte tifoserie italiane hanno raccolto fondi per L’Aquila, sono accorse in Abruzzo a distribuire i generi di prima necessità ed hanno persino contribuito al restauro di alcuni monumenti.
I supporters siciliani non hanno lesinato la loro consueta generosità. Gli ultras di Catania hanno raccolto fondi ed hanno rinunciato ad una trasferta (destinando la somma alle popolazioni terremotate). La curva nord di Palermo, invece, ha invitato tutti i tifosi rosanero a spedire il maggior numero possibile di “sms di solidarietà” destinati all’Abruzzo.
Tali nobili iniziative non sono una novità per gli ultras palermitani: negli anni Novanta, infatti, grazie ad un’idea delle “Brigate rosanero” (in collaborazione con le “Brigate rossonere” e i “Commandos Tigre” di Milano) molte tifoserie italiane si sono mobilitate per sostenere il Telefono Azzurro (la struttura fondata da Ernesto Caffo per la tutela dell’infanzia).
Ma la “gara della solidarietà” contagia anche gli altri gruppi organizzati palermitani: dai Warriors Ultras (in prima linea nelle raccolte di fondi per il piccolo Giuseppe Bilello, gravemente malato) al Borgo Vecchio Sisma (i cui appartenenti aiutano il parroco di Santa Lucia, don Gioacchino Ragona, per il doposcuola e per le iniziative sociali nei confronti dei bambini del quartiere).
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MessaggioTitolo: Re: NOTIZIE ULTRAS   2009-11-28, 14:39

di Giuseppe Lo Bianco e Piero Messina

Continua ad aumentare il numero di tifosi colpiti da Daspo. Ma i provvedimenti di diffida non scoraggiano incidenti e tensioni. Fuori e dentro i campi. E si radicalizza lo scontro con la polizia....

4 mila reclute. Solo nell'ultima stagione il numero di diffidati è aumentato di 1.787 unità, portando l'armata dei Daspo a contare oltre 4 mila reclute. Perché quello scorso è stato un campionanto solo apparentemente più tranquillo. Ci sono stati due morti violente, quelle di Gabriele Sandri e Matteo Bagnaresi, legate al calcio. E un bilancio di feriti migliore rispetto al passato, ma che comunque elenca 200 nomi tra agenti e carabinieri e 161 tra i tifosi.

Anche quest'anno però, insieme alle circolari rituali delle prefetture che invitano a tenere il fenomeno ultras "nella massima considerazione", la sicurezza negli stadi è in larga parte affidata alla repressione, e cioè al Daspo (divieto di assistere alle manifestazioni sportive), provvedimento amministrativo emesso dalle questure che poi inoltrano il fascicolo alla magistratura per la conferma.

Senza un giudizio, e quindi senza un processo, il Daspo diviene quasi sempre operativo dopo il 'bollo'' dei magistrati, indipendentemente dall'esito dei processi per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale....

Avvocato e diffidato Marco ha scoperto a sue spese i limiti giuridici della procedura. È un avvocato penalista milanese, ha circa 30 anni, ed è il legale dei Boys interisti; ha seguito tanti casi di ragazzi finiti nelle maglie del provvedimento di diffida, del quale è stato vittima egli stesso, sfegatato tifoso nerazzurro.
Era a Messina, nell'autunno del 2004, quando l'incontro venne sospeso per qualche minuto dopo che Zoro, il difensore ivoriano dei peloritani, si era fermato, protestando con l'arbitro, con i suoi compagni di squadra e con gli avversari, per i cori razzisti provenienti, disse, dalla curva interista.

Alla Digos nessuno, giocatori e accompagnatori, confermò di aver visto o sentito nulla, tranne un dirigente del club siciliano che aveva udito qualche coro da una zona precisa della curva nerazzurra. Dalle immagini delle telecamere di quel settore spuntarono i volti di Marco e di altri tre Boys nerazzurri. "Sono stato convocato in questura a Milano e ho capito che si metteva male. La diffida è arrivata dopo due mesi", racconta il legale. Il verdetto: divieto di accesso agli stadi per due anni, misura di sorveglianza parallela e, visto che si tratta di un avvocato, per lui si apre anche il procedimento disciplinare con un richiamo formale dall'Ordine forense.

È l'inizio di un incubo. Dopo sei mesi il pm avanza la richiesta di archiviazione: non c'è una sola prova a carico dei quattro ragazzi. "E neanche uno straccio di indizio", aggiunge l'avvocato 'ultras'. Ma il gip rigetta la richiesta e l'inchiesta prosegue. Si replica dopo sei mesi. È passato un anno e Marco ha già scontato metà della diffida comminata senza che la giustizia si sia pronunciata.

Il caso è tortuoso e il gip rigetta per la seconda volta la richiesta di archiviazione, nominando un perito tecnico. A lui il compito dileggere i labiali delle cassette video con le frasi razziali incriminate. Ma è un buco nell'acqua. Da quelle immagini non si evince nulla. Marco conosce le leggi e sa che per opporsi al Daspo esistono solo due strade: ricorso al Tar o Cassazione. Sceglie quella amministrativa. Dopo due anni, con la diffida scontata integralmente, il Tar gli dà ragione e l'inchiesta si chiude.

Bollato come razzista da stadio, l'avvocato si sfoga: "Bisogna avere il coraggio di ammettere che la quasi totalità dei Daspo affibbiati ai tifosi è illegittima. Anzi, diciamola tutta: è una procedura anticostituzionale. Questa repressione non fa altro che esasperare gli animi. Io ho avuto la fortuna, per la mia formazione personale e professionale, di potermi difendere. Ma se al mio posto si fosse trovato un ragazzo disoccupato?". E alla fine rimane un sospetto: "Ho la sensazione che tutto sia nato per una ritorsione nei miei confronti. Il fatto che in curva ci siano avvocati pronti a difendere gli ultras non è gradito".

Puniti e assolti. Per l'avvocato Giovanni Adami, che segue in tutta Italia i diffidati, da Udine sino a Catania, "i conti della giustizia non tornano: dopo avere scontato la diffida, quasi il 60 per cento dei tifosi viene assolto. Su questi numeri occorre una seria riflessione".

Il dibattito giuridico è aperto da anni su una "misura ingiusta, anche se il principio su cui si basa è sacrosanto: se qualcuno è pericoloso deve essere allontanato", dice Lorenzo Contucci, penalista romano che si occupa del problema: "Ma è sbagliato affidare alle autorità di polizia l'applicazione di queste misure. L'obiettivo di fondo sembra essere quello di smantellare le tifoserie organizzate. E di marchiare a vita questi ragazzi con l'obbligo di firma in questura".

Se la parola d'ordine è 'repressione', al di là dei sospetti, più o meno giustificati, sono casi come quello di Marco che contribuiscono alla nascita delvittimismo, dei miti dell'antagonismo alle divise e dell'onore ai diffidati. In un crescendo di sfida alle istituzioni che non risparmia nessuno, forse neanche chi le regole ha il compito di farle rispettare.

Come leggere, infatti, il sequestro di uno striscione beffardo, ma certamente non eversivo ('A noi ce s'è rotto il fax'), costato una proposta di diffida di tre anni con obbligo della firma per il tifoso della Roma che lo ha esposto all'Olimpico nella prima partita dopo il decreto anti-violenza. Voleva reagire con ironia alle direttive dell'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, che vietano slogan offensivi e stabiliscono che anche il testo di un banale cartellone di sostegno alla propria squadra va comunicato in anticipo via fax alla società ospitante.

Un caso limite? Non sembra: a Pisa cinque tifosi sono entrati nel mondo dei Daspo per avere lanciato rotoli di carta igienica. La motivazione: è vietato portare allo stadio materiale 'infiammabile'. Tolleranza zero anche in questo caso.

Testuggine in curva Il risultato è che le curve si chiudono a riccio. Ogni gruppo è organizzato in maniera standard. Un prisma interdetto ai profani, al cui vertice c'è un direttivo composto da 15-20 persone a dettare le strategie: organizzare le trasferte, preparare le coreografie, studiare slogan e cori per incitare i propri idoli. Funziona così nelle grandi città come nei campetti di provincia. Il leader e il direttivo non vengono 'eletti'.

Si scelgono. Contano le battaglie sul campo, il coraggio e il fanatismo. E i Daspo. Un culto tutto giovanile, dove lo status di diffidato non è vissuto come vergogna, ma come medaglia da appuntare al petto.

da Espresso.repubblica.it
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MessaggioTitolo: Re: NOTIZIE ULTRAS   2009-12-02, 15:36

TAMBURI E BANDIERE, STRISCIONI NO FAX

La “tessera del tifoso” slitta a settembre 2010. Torneranno negli stadi, invece, tamburi, striscioni e coreografie senza bisogno di fax preventivi: il materiale verrà controllato all’ingresso.
La decisione è stata presa dall’Osservatorio dopo l’incontro con i vertici della Adcs (associazione difesa consumatori sportivi).
Alla base del rinvio della discussa legge sull’ordine negli stadi varata dal governo ci sono alcune proposte di revisione relative al comma 9 che impone il divieto di sottoscrizione a chiunque sia stato sottoposto a Daspo o diffida, anche se ha già scontato la pena.
Le novità sono state illustrate nel Convegno per dibattere sull’introduzione della Tessera del Tifoso organizzato a Roma dall’Associazione Difesa Consumatori Sportivi.
Fonte: http://www.ultrasblog.biz
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MessaggioTitolo: Re: NOTIZIE ULTRAS   2009-12-16, 18:40

Attacchi a caserme dopo morte Sandri: 18 condanne,una a 10 anni

ROMA (Reuters) - Diciotto condanne, fra le quali una a dieci anni e sei mesi di carcere, e due assoluzioni sono state comminate oggi dal tribunale di Roma nell'ambito del processo agli autori degli attacchi ad alcune caserme seguiti all'uccisione del tifoso laziale Gabriele Sandri, nel novembre del 2007, per mano di un agente di polizia.

Lo riferiscono fonti giudiziarie.

Dopo oltre nove ore di camera di consiglio, la settima sezione penale del tribunale capitolino, presieduta da Alfonso Petrella, ha comminato in totale 104 anni di carcere, con condanne che vanno dai 10 anni ai sei mesi, a vario titolo per associazione a delinquere, danneggiamento, devastazione, saccheggio e resistenza a pubblico ufficiale.

Sandri, tifoso laziale 26enne, morì nel novembre 2007 a causa di un colpo esploso dalla pistola dell'agente Luigi Spaccarotella per sedare una rissa tra il gruppo di amici del giovane e alcuni tifosi juventini, scoppiata in un autogrill vicino ad Arezzo, lungo la A1.

Poco dopo, a Roma, gruppi di tifosi si riversarono per le strade compiendo atti vandalici e devastazioni, incendiando e attaccando diverse caserme e un campo Rom.

Nel luglio scorso, la corte d'assise del tribunale di Arezzo ha condannato Spaccarotella a sei anni di carcere per omicidio colposo.

Fonte: http://it.reuters.com

C'è qualcosa che non torna........ 10 anni e sei mesi di carcere per associazione a delinquere contro i 6 anni per omicidio colposo!
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MessaggioTitolo: Re: NOTIZIE ULTRAS   2010-01-02, 13:17

Scatta la Daspo per tre tifosi della squadra del «Paternò calcio»


Prima la denuncia, quindi i provvedimenti: per tre tifosi del Paternò calcio, denunciati al termine dell'incontro di calcio Acireale-Paternò dello scorso 8 novembre, sono scattate le restrizioni. I tre, individuati grazie alle riprese filmate della Polizia scientifica del locale Commissariato di Ps, si sono resi responsabili, durante il sentito derby tra le due compagini etnee, dell'accensione di fumogeni all'interno del settore ospiti, in violazione all'articolo 6 bis della Legge 401 dell'89. La denuncia effettuata d'ufficio ha fatto scattare i provvedimenti della Divisione di Polizia Anticrimine di Catania che ha emesso 3 Daspo con l'obbligo di comparizione per la durata di un anno. I tre tifosi rossazzurri, oltre alle suddette riprese effettuate dal personale della polizia di Stato di Acireale, erano già sotto osservazione della polizia sin dal loro ingresso allo stadio durante la preventiva attività di identificazione realizzata dagli agenti prima dell'ingresso nel settore assegnato ai tifosi della squadra ospite. Con l'emissione del Daspo i tre non potranno assistere a incontri di calcio e saranno sottoposti all'obbligo di presentazione presso la stazione Carabinieri competente per territorio.
A. G.

Fonte: http://giornale.lasicilia.it
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MessaggioTitolo: Re: NOTIZIE ULTRAS   2010-01-27, 15:01

CASMS: provvedimenti per le gare "Roma - Catania" ed "Inter - Juventus" di TIM Cup

Il CASMS, Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive, presieduto dal Prefetto Alessandro Valeri, Capo della Segreteria del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, si è riunito questa mattina per valutare le gare con indici di rischio individuate dall’Osservatorio.

In apertura dei lavori, il Presidente del Comitato ha voluto sottolineare l’importanza delle misure, tese a contrastare ogni forma di intolleranza e violenza nelle manifestazioni sportive, decise ieri nel corso della riunione straordinaria dell’Osservatorio e ispirate alle direttive chiaramente indicate dal Ministro dell’Interno, On. Roberto Maroni.

Il Comitato ha quindi determinato la chiusura del settore ospiti per i seguenti incontri considerati ad “alto rischio”:

* Roma – Catania (Tim Cup) del 27/1/2010;
* Inter – Juventus (Tim Cup) del 28/1/2010;
* Bari – Palermo (Serie A) del 30/1/2010;
* Lecco – Pro Patria (Lega Pro) del 31/1/2010;
* Paganese – Sorrento (Lega Pro) del 31/1/2010;
* Campobello di Licata – Akragas (Eccellenza) del 31/1/2010;
* Lottomatica Roma – Pepsi Caserta (Basket) del 24/1/2010.

Si è deciso, altresì, che per l’incontro Miro Radici Vigevano (PV) – Basket Pavia (Basket) del 24/1/2010 la vendita di biglietti per il settore ospiti sarà consentita fino alla capienza dello stesso settore (250 posti).

Per la gara Hellas Verona - Cosenza (Lega Pro) del 24/1/2010, l’organismo collegiale ha deciso la misura della vendita del biglietto singolo per i tifosi ospiti, mentre per l’incontro Juventus – Lazio (Serie A) del 31/1/2010 la vendita di un solo biglietto per spettatore con incedibilità dello stesso.
Da tutti i provvedimenti sono esclusi i possessori della “tessera del tifoso” rilasciata in maniera conforme alla normativa di settore.

21 gennaio 2010

Fonte: http://www.osservatoriosport.interno.it
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MessaggioTitolo: Re: NOTIZIE ULTRAS   2010-02-03, 21:21

ADESSO BASTA... I BOYS 02 ACICATENA DICHIARANO LA SOSPENSIONE DEL TIFO A TEMPO INDETERMINATO!!!

In questi 5 mesi quello che era il sogno, il progetto, l'idea dell'ACRD Acicatena Calcio 1973 è stato spazzato via. Quella che era la formazione nascente della provincia catanese che faceva sognare i suoi tifosi sempre presenti in ogni parte d'Italia è stata abbandonata a se stessa. Purtroppo il binomio politica - società si è rotto e a nessuno sembra che la cosa importi in un paese che dalle ultime elezioni sembra essersi addormentato in attesa di tempi migliori. Nessuno vuol scaricare i problemi della squadra in classifica addosso all'amministrazione comunale o ad altri ma, dopo mesi di promesse e chiacchiere, ormai non ne possiamo più e abbiamo deciso di dire la nostra e passare dalle parole ai fatti. Purtroppo tanti in paese parlano ma nessuno conosce i veri problemi che attanagliano il calcio cittadino: dopo un'attenta analisi dei problemi e sentendo ambedue le campane (in questo caso la dirigenza calcistica, capitanata dal professore Sebastiano Strano, e l'amministrazione comunale tramite il vice-sindaco Francesco Petralia) vi vogliamo spiegare i veri problemi, o almeno quello che ci hanno detto le due parti...

- sfascio di una società al suo interno con la sostituzione di alcuni dirigenti con altri e la mancanza di alternative economiche alle solite facce;

- mancanza di una figura istituzionale che porti sponsor importanti per affrontare tutte le spese di gestione;

- il contributo comunale diminuito rispetto gli anni passati, ma uguale rispetto lo scorso anno, ma quest'anno reso povero a causa dell'esclusione delle spese di gestione del "Polivalente";

- giocatori non ancora pagati interamente ma solamente con qualche parte di mensilità;

- mancanza di tute da allenamento tutte uguali (che bello andare agli allenamenti e vedere che i giocatori si allenano con le tute della "Stella Nascente" e del "Trecastagni");

- proposta ai giocatori che vengono da fuori la provincia di Catania di dormire negli spogliatoi del Polivalente visto il quasi sfratto dalla casa dove alloggiavano;

- promessa, non mantenuta, di arrivare a cinque nuovi acquisti di qualità per rinforzare la squadra (senza offesa per i ragazzi, encomiabili secondo noi vista la situazione, ma gente come Mammana, Tringali, Tocci e Roccazzella non sono "acquisti" di categoria ma solo acquisti per rimpolpare la rosa);

- mancanza di allenamento in palestra, fondamentale per una squadra quasi professionistica, visto che non ci sono fonti economiche reperibili al momento;

La situazione come vedete è pazzesca per una società di serie D e sicuramente il male minore in questo momento è proprio la squadra visto che, nonostante i palesi limiti tecnici, sta cercando in ogni modo di fare quadrato attorno all'allenatore Lucio Tosto e di sopperire ai limiti con la voglia e con l'impegno. Contro la squadra non possiamo avere nulla ma dopo 5 mesi di umiliazioni, promesse non mantenute e bugie una dietro l'altra è arrivato il momento di dire BASTA!

DA DOMENICA I BOYS 02 ACICATENA
DICHIARANO LA SOSPENSIONE DEL TIFO A
TEMPO INDETERMINATO


La sospensione del tifo non avverrà attraverso la nostra diserzione alla partite casalinghe o alla non partecipazione alle trasferte. La nostra presenza sarà sempre assicurata ma da domenica in poi le pezze saranno riposte al loro posto e il tifo sarà solamente spontaneo, ma sempre incentrato sulla protesta alla società rea secondo noi di non saper gestire la situzione difficile che si sta creando e da dove si rischia di non uscirne più con seri problemi anche per il futuro prossimo.
Amiamo la nostra città, la nostra maglia e la nostra squadra e non possiamo vederla più così.... è il momento di intervenire!
AVANTI BOYS
UNITI FINO ALLA FINE

Fonte: http://boys02acicatena.blog.tiscali.it
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MessaggioTitolo: Re: NOTIZIE ULTRAS   2010-02-04, 15:33

DA CASSAZIONE NO A CORI ULTRAS CONTRO POLIZIA

La Suprema Corte di Cassazione si esprime sui cori degli ultras contro la Polizia di Stato, vietandoli di fatto anche se si rivolgono all'intera categoria e non ad un singolo agente. La Corte punta a tutelare il diritto della Polizia al "rispetto e alla onorabilità di qualsiasi altra categoria professionale". Il caso preso in esame riguardava un capo ultrà del Crotone, condannato per istigazione all'ingiuria perchè con il megafono sollecitava gli altri ultrà a intonare cori contro la Polizia. Assolto in primo grado perché non si era rivolto contro un singolo poliziotto, il capo ultrà è stato poi condannato dalla Corte d'Appello di Catanzaro, sentenza confermata dalla Cassazione perchè l'onorabilità della Polizia di Stato va garantita "in maggior misura - si legge nella sentenza - in un caso come questo in esame, nel quale le espressioni offensive hanno formato oggetto di pubblico incitamento ad una denigrazione della Polizia di Stato del tutto gratuita e immotivata".

Fonte: sport.repubblica.it
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MessaggioTitolo: Re: NOTIZIE ULTRAS   2010-02-08, 23:00

Comunicato Nuove Leve Paternò
Datosi la totale indifferenza da parte di un’intera città e per l’assenza di una vera società calcistica (ormai da parecchi anni) il gruppo decide di sospendere a tempo non ancora stabilito la presenza allo stadio. Il fattore che siamo rimasti una decina scarsa e non ce ne vergogniamo a metterlo per iscritto, perché nella nostra città è difficile portare avanti il movimento ultras essendo mal giudicati dagli stessi Paternesi, non è stato questo il motivo che ci ha fermato. In realtà non ci ha fermato nessuno. Saremmo andati comunque avanti, se ci fossero stati i presupposti per farlo ,ma non ci sono ormai da troppi anni. Siamo stanchi di sentire ciance inutili dove gente incompetente nasconde le proprie responsabilità di quello che si è rivelato un vero e proprio FALLIMENTO. Siamo stufi di prestazioni e risultati disonorevoli che infangano il nome del Paternò e di Paternò, di veder rendere noto tanto celebrato amore per i nostri colori da parte di persone che usano il Paternò per fini redditizi, politici e di immagine. Non ci siamo sciolti, è solo una pausa per dimostrare ancor di più a coloro che finora ci hanno semplicemente preso in giro che ci siamo scocciati. Inutile dire che per il Paternò ogni maledetta domenica ci facciamo a pezzi… Per il proseguo di questa stagione, quindi, il gruppo N.L. non presenzierà nelle partite in casa ed in trasferta del Paternò. Per quello che riguarda il futuro, per adesso preferiamo non esprimerci ma l’unica cosa certa è che ritorneremo. Incazzati più di prima e disposti a tutto per onorare la Maglia e la Città.

27/01/2010
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MessaggioTitolo: Re: NOTIZIE ULTRAS   2010-03-06, 15:12

Raciti, condannato Speziale. I dubbi del dossier L'espresso

Nella foto Raciti che si appoggia claudicante al un Defender

Il giovane Antonino Speziale è stato condannato a 14 per l'omicidio dell'ispettore di polizia Filippo Raciti avvenuto il 2 febbraio 2007 durante gli incidenti a seguito di Catania-Palermo.
Tutti i media hanno riportato la sola versione dell'accusa al processo. Quella che vuole Speziale l'omicida di Raciti. Ma c'è anche un'altra verità, che è anche la linea di difesa di Speziale, che parla della morte di Raciti come di un accidente creato dalle stesse forze di polizia.
Segnaliamo il dossier L'Espresso su questa versione dei fatti emerse dopo che il governo Amato, sull'onda emotiva della morte di Raciti, aveva emanato un decreto di forte limitazione delle libertà personali negli stadi.
Intanto consigliamo la lettura di ogni parola di questo articolo di Lo Bianco e Messina e di confrontarla con quanto emerso nei servizi di (dis)informazione di tg e giornali di questi giorni.

Ricordiamo inoltre che all'agente Spaccarotella, imputato per l'omicidio volontario di Gabriele Sandri, il Pm aveva chiesto 14 anni ed invece è stato condannato a 6 anni per omicidio colposo. L'immunità in Italia non è solo per i politici.
(red) 10 febbraio 2010

Raciti la pista è blu

La perizia del Ris esclude la ricostruzione della Procura sull'omicidio. E mette nel mirino tracce di vernice. Che potrebbero accusare una jeep Discovery della polizia


Che ci fanno delle tracce di vernice blu sugli scarponi e sulla maschera antigas di Filippo Raciti? Gli investigatori del Ris di Parma dovevano stabilire se l'ispettore di polizia che ha perso la vita durante gli scontri tra tifosi e forze dell'ordine a Catania fosse stato ucciso dal pezzo di un lavello impugnato dagli ultras. Invece i carabinieri scientifici più famosi d'Italia hanno sostanzialmente escluso questa ipotesi: non c'è nessun elemento che la confermi. Hanno persino colpito per 14 volte un manichino con un oggetto identico, ottenendo lo stesso risultato: se fosse stato un uomo, sarebbe rimasto vivo. Le analisi degli specialisti guidati dal colonnello Luciano Garofano, incrinano le certezze granitiche della Procura dei minori di Catania. E fanno strada a nuovi indizi, tali da rilanciare l'ipotesi di un impatto mortale con la jeep Discovery della polizia. Una tesi che il consulente della difesa, Carlo Torre, il perito di Cogne, mette nero su bianco: "Il complesso lesivo si adatta benissimo ad un trauma di tipo automobilistico.".

Nei laboratori di Parma i misteri dello stadio Massimino si sono infittiti. I tecnici dell'Arma hanno escluso la possibilità di identificare vittima e aggressori attraverso le immagini delle telecamere. L'andamento dei tagli nella giacca di Raciti, la scarsa presenza di particelle di acciaio, l'assenza di tracce della pellicola protettiva del sottolavello e gli effetti dei test d'impatto, nessuno dei quali potenzialmente letale, inducono a ritenere che l'arma del delitto non sia quella indicata finora. E, mistero nel mistero, anche le fibre di tessuto ritrovate sullo spigolo del sottolavello non appartengono, secondo il Ris, alla giubba che l'ispettore Raciti indossava quella sera maledetta.

La sorpresa più evidente salta fuori dal campione di vernice blu prelevato dalla maschera antigas e dagli anfibi dell'ispettore morto durante gli scontri: "L'analisi ha consentito di accertare che i frammenti di colore azzurro sono costituiti da una resina acrilica modificata con nitrocellulosa e con una forte presenza di biossido di titanio quale carica inorganica". La vernice sugli anfibi e la maschera è la stessa: gli investigatori del Ris hanno chiesto di analizzare anche i pantaloni ed il casco del poliziotto, che non sono stati loro consegnati. Sono tracce della carrozzeria della jeep Discovery? Il Ris promette di risolvere anche questo quesito con analisi 'chimico-merceologiche'. Tutti gli elementi raccolti da accusa e difesa sono stati al centro di un acceso incidente probatorio (le urla si sono udite nei corridoi del palazzo di Giustizia) durato più di sette ore davanti al gip Alessandra Chierego, che adesso dovrà pronunciarsi sull'ennesima richiesta di scarcerazione per il diciassettenne detenuto da quattro mesi con l'accusa di omicidio volontario, presentata dall'avvocato Giuseppe Lipera. La partita giudiziaria si gioca sul terreno medico-legale, e non a caso il professor Torre ha chiesto l'esumazione del cadavere di Raciti per compiere una serie di esami in grado di stabilire con maggiore esattezza l'orario dell'impatto mortale.
La Procura, che insiste nella sua tesi, confortata dalle valutazioni del gip, del tribunale del riesame e della Cassazione che hanno finora confermato l'ordine di custodia cautelare per omicidio volontario, e considera l'esame del Ris 'non definitivo'', lo colloca tra le 19,02 e le 19,11. La difesa lo sposta in avanti, alle 20,30, e punta i propri riflettori sul Discovery della polizia, impegnato in una improvvisa retromarcia per sfuggire al lancio di pietre e bombe carta degli ultras. Ha scritto il perito Torre: "Credo, in conclusione, che Filippo Raciti sia morto non per un'emorragia intraperitoneale conseguente alle lesioni del fegato, ma per un trauma toracico coinvolgente l'apparato respiratorio. Un trauma di tipo automobilistico". Un trauma che, secondo la difesa, è perfettamente raccontato nel verbale (pubblicato da 'L'espresso' n. 14 del 12 aprile scorso) dell'agente che guidava il gippone azzurro: "Innescata la retromarcia ho spostato il Discovery di qualche metro. In quel momento ho sentito una botta sull'autovettura ed ho visto Raciti che si trovava alla mia sinistra portarsi le mani alla testa. Ho fermato il mezzo e ho visto un paio di colleghi soccorrere Raciti ed evitare che cadesse per terra.".
di Giuseppe Lo Bianco e Piero Messina
da L'espresso (31 maggio 2007)

Fonte: http://www.senzasoste.it
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MessaggioTitolo: Re: NOTIZIE ULTRAS   2010-03-12, 14:45

Il calcio italiano va giù, allo stadio e in tv

09 - 03 - 2010

La Lega Calcio, attraverso un articolo del proprio Centro Studi, datato 3 marzo 2010, ha diffuso la notizia che la media spettatori della Serie A starebbe crescendo. Difficile crederci, visto che gli stadi sono palesemente sempre più vuoti.
Invece di prendere per buone tali dichiarazioni, abbiamo deciso di leggerci i dati forniti dal Centro medesimo, aggiornati al 28 febbraio 2010, e confrontarli con quelli che aveva emesso in data 10 giugno 2009 (aggiornati al 31 maggio 2009), relativi alla scorsa stagione. E proprio confrontando tali dati (distribuiti dalla stessa Lega Calcio) abbiamo avuto la riprova matematica che gli stadi sono sempre più vuoti, ma non solo: il calcio italiano è sempre meno seguito, anche in tv.
La media spettatori allo stadio per le società di Serie A, con i dati aggiornati alla settima di ritorno di questa stagione, è di circa 24.481 a partita. Premesso che 24.481 spettatori a partita sono un dato chiaramente fallimentare (nel 1997-98 erano più di 31.000, e nel 1984-85 erano più di 38.000 - dati di StadiaPostcards.com), l'andamento è negativo anche rispetto alla scorsa stagione. Dal 2008-09 si sono persi, in media, circa 695 spettatori a partita. E addirittura, se il confronto vuole essere un po' più scientifico, e prendere in esame solo le squadre presenti in entrambe le stagioni, la perdita risulta di più di 1.562 spettatori a partita (un calo del 6%).
Ricordiamo che stiamo analizzando dati divulgati dalla Lega Calcio stessa, che immaginiamo non sia troppo propensa a diffondere notizie che dimostrino un calo di interesse per ciò che i suoi associati possiedono e vendono (diritti tv, biglietti, abbonamenti, pubblicità, contratti dei giocatori, ecc.). Ignoriamo quindi, volutamente, altre fonti, terze, presenti anche in internet da anni, che indicano una situazione e un andamento ancor più gravi. Così come non consideriamo che molte società, al fine di far risultare un maggior numero di "sostenitori" (un parametro che entra in gioco nella ripartizione delle risorse economiche derivanti dalla vendita dei diritti televisivi) hanno sviluppato la tendenza a regalare un certo numero di abbonamenti, a persone che magari non vengono neppure allo stadio. Tant'è che molte volte i dati ufficiali sull'affluenza negli stadi (spettatori più quota abbonati) sembrano lontani dalla realtà.
In ogni caso: una media spettatori di circa 24.481 spettatori a partita, considerando che la capienza media degli stadi della Serie A è di circa 43.000 posti, indica che gli stadi sono mezzi vuoti. Un fenomeno per altro chiaramente visibile ad occhio.
Le cose vanno ancora peggio in Serie B. La media attuale, che scende regolarmente da varie stagioni, è arrivata a soli 5.259 spettatori a partita. Il che significa che gli stadi sono praticamente vuoti. Confrontando i dati delle squadre presenti in entrambe le stagioni, la perdita rispetto a quella passata risulta di 626 spettatori a partita (un calo di più del 14%).
La loro speculazione, la loro repressione. E questi sono i risultati. Un calcio che piace sempre meno, un calcio che è seguito sempre meno. E non solo allo stadio, anche in tv.
L'audience media per le società di Serie A che hanno partecipato alle ultime due stagioni (2008-09 e 2009-10), relativamente alle partite trasmesse in diretta sui canali Sky, è diminuita di 491.555 telespettatori. Un calo di più del 7,5%.
Lo share (che è la misura percentuale di pubblico raggiunta) dell'attuale programma di highlights della Serie A, "90° minuto" trasmesso da Rai Due, è sceso di più dell'8% (confrontando le due stagioni relativamente agli stessi periodi di trasmissione), attestandosi su valori molto simili (ma addirittura leggermente inferiori) a quelli totalizzati da "Controcampo" su Italia 1, relativamente alla stagione 2007-08. Ricordiamo che Rai Due ha, generalmente, uno share più alto di Italia 1.
Lo share medio delle gare di Serie A, trasmesse in diretta sui canali Sky in anticipo al sabato pomeriggio (ore 18), è sceso percentualmente di pochissimo, ma nel corso di questa stagione sono stati ben 6 gli anticipi disputati dalle tre grandi (Inter, Juventus e Milan), contro i soli 3 di quella scorsa, relativamente allo stesso periodo. Se confrontiamo gli incontri delle tre grandi, e di tutte le altre, separandole in due gruppi omogenei, risulta che le tre grandi hanno avuto un calo dello share medio prossimo al 3%, mentre le altre, addirittura, del 12,5% (analizzando le due stagioni dall'inizio del campionato fino alla fine di febbraio).
Lo share medio delle gare di Serie A, trasmesse in diretta sui canali Sky in anticipo al sabato sera (la scorsa stagione alle 20.30, adesso alle 20.45), è sceso dal 4,89% al 4,17% (confrontando le due stagioni dall'inizio del campionato fino alla fine di febbraio). Una flessione di più del 17%.
Lo share medio delle sette gare di Serie A, trasmesse in diretta sui canali Sky la domenica pomeriggio (compresa Diretta Gol), è sceso dall'8,14% al 7,27% (confrontando le due stagioni dall'inizio del campionato fino alla fine di febbraio). Una flessione di quasi il 12%.
Lo share medio delle gare di Serie A, trasmesse in diretta sui canali Sky in posticipo la domenica sera (la scorsa stagione alle 20.30, adesso alle 20.45), è sceso dal 6,13% al 4,84% (confrontando le due stagioni dall'inizio del campionato fino alla fine di febbraio). Una flessione del 26,6%.
E per finire, lo share di "90° minuto Serie B" trasmesso da Rai Tre, che prosegue inesorabile il suo declino. Relativamente agli stessi periodi di trasmissione: nel 2007-08 lo share medio era dell'11,42%; nel 2008-09 del 9,50%; nel 2009-10 dell'8,16%. In pratica: in due stagioni ha perso quasi il 40%.
Questi dati dimostrano il calo d'interesse per il mondo del calcio italiano, allo stadio e in tv, segno evidente che la televisioni non stanno aumentando il numero di appassionati, e che le persone non si allontanano per paura del tifo, degli ultras, o degli striscioni che esprimono libere opinioni, o perché gli stadi sono pubblici e senza centri commerciali. La gente si sta allontanando da questo tipo di calcio; sempre meno credibile, popolare, sociale, ideale, e campanilistico; e sempre più individuale e commerciale.
Il calcio, senza il sentimento dei tifosi, è gran poca cosa. E questo lo sanno anche i telespettatori, che sempre più spesso cambiano canale. Gli stadi vuoti, senza tifo, senza colore e senza vera passione, non attraggono nessuno. Né dal vivo, né in tv.


Fonte: http://www.boysparma1977.it
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MessaggioTitolo: Re: NOTIZIE ULTRAS   2010-03-26, 14:40

CALCIO: RISSA IN TERZA CATEGORIA, DUE ARRESTI NEL NISSENO

Due tifosi del Santa Caterina, squadra di calcio di Terza categoria, sono stati arrestati da carabinieri di Caltanissetta per invasione di campo, percosse e lesioni personali. Ieri pomeriggio, a pochi minuti dalla fine della gara interna con il Real Suttano, con i locali in svantaggio, ci sono stati degli scontri tra tifosi delle due squadre. Coinvolti anche alcuni giocatori e un ex allenatore, in passato già squalificato. Un giocatore della squadra ospite, colpito violentemente dai due spettatori, ferito in più parti del corpo, si è accasciato a terra riportando diverse contusioni ed escoriazioni. La partita è stata sospesa dall'arbitro, che è stato accompagnato fuori dal campo dai carabinieri.

Fonte: http://sport.repubblica.it


Tifosi violenti arrestati dai carabinieri
25 marzo 2010
Ieri, mercoledì 24 marzo, alle 19, i Carabinieri della stazione di Santa Caterina hanno tratto in arresto due tifosi entrambi di Santa Caterina Villarmosa.
I due, durante il recupero pomeridiano della partita di calcio tra Caterinese e Real Suttano, valevole per il campionato di terza categoria, a seguito di una contestata decisione arbitrale che ha generato una lite tra i giocatori delle due squadre, si sono resi protagonisti di una invasione di campo che ha coinvolto numerose persone delle due diverse tifoserie. In quel contesto hanno aggredito due giocatori del Real Suttano, per questo motivo, in serata, sono stati arrestati con l'accusa di invasione di campo in occasione di manifestazioni sportive, percosse e lesioni personali e, dopo le formalità di rito, tradotti nel cacere di Caltanissetta.

Fonte: http://www.giornalenisseno.com
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MessaggioTitolo: Re: NOTIZIE ULTRAS   2010-04-13, 15:30

Tar: Fumogeni,cori e striscioni fuori stadio non legittimano Daspo
Decisione Tar Sicilia su caso di un tifoso del Palermo calcio

Il lancio di fumogeni, i cori e gli striscioni fuori dallo stadio non sono sufficienti far scattare il Daspo e cioè il divieto di partecipare alle paritite di calcio. Lo ha stabilito il Tar della Sicilia che, con la sentenza n. 4220 del 30 marzo 2010, ha accolto il ricorso di un ultras che dalle 15 alle 17 del 20 settembre del 2009 insieme a diversi tifosi del Palermo calcio, appartenenti ai gruppi "Ultras Curva Nord" e "Ultras Curva Sud", era stato sorpreso dalle forze dell'ordine all'ingresso principale dello stadio "Renzo Barbera" di Palermo dove ascoltava la radiocronaca dell'incontro di Calcio Parma-Palermo "e nel frattempo accendeva diversi fumogeni inneggiando cori contro il provvedimento governativo di futura probabile approvazione nota come Tessera del Tifoso". Non solo. I tifosi avevano esposto diversi striscioni nella cancellata esterna dello stadio riportanti le scritte, "Tessera del tifoso un altro abuso vergognoso"; "Ci sono perché ci credo"; "Ci sono anche se non ti vedo"; "Odio CT"; "Casms Merda". Secondo i giudici siciliani, che hanno annullato il provvedimento (Daspo) del questore, riporta il sito Cassazione.net, "l'accensione dei fumogeni, il canto dei cori e l'esposizione degli striscioni dal contenuto sopra riportato non sono sufficienti a far ravvisare nella condotta dei tifosi un concreto comportamento di incitamento, inneggiamento o induzione alla violenza, sì che il provvedimento impugnato deve considerarsi adottato in assenza dei presupposti normativi, con conseguente suo annullamento".

Fonte: http://notizie.virgilio.it
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MessaggioTitolo: Re: NOTIZIE ULTRAS   2010-04-13, 16:30

I fatti avvenuti il 27 Marzo scorso nel fine gara di Acicatena – Nissa ci hanno fatti fermare e riflettere. Era giusto guardarsi negli occhi tra noi e riflettere sulla stagione calcistica ma, soprattutto, sulla nostra stagione. E’ innegabile che quella di sabato è l’ennesima goccia stagionale che ha fatto traboccare un vaso pieno di delusioni, scoramento e rabbia e che quindi ci ha un po’ tagliato le gambe di conseguenza. Dopo un’attenta analisi dei fatti e dopo averci pensato molto a lungo noi dei Boys 02 Aci Catena e gli Sballati 07 Aci Catena abbiamo deciso


LA SOSPENSIONE INDETERMINATA DEL TIFO E DELLE TRASFERTE


Questa decisione non è stata semplice e facile. Sicuramente il rischio retrocessione non è il motivo principale visto che, 8 anni fa, noi Boys siamo nati nel Campionato d’Eccellenza con la squadra ultima in classifica con 5 punti a fine girone d’andata, quindi abbiamo nel sangue la voglia di lottare e di batterci contro tutto e tutti. I motivi sono ben altri: sicuramente in primis c’è una cattiva gestione della stagione sportiva da parte della dirigenza tutta con vari errori di programmazione (se c’è stata poi questa programmazione) e con troppe promesse non mantenute; al secondo posto di questa “virtuale classifica” c’è una squadra con parecchi giovani, con parecchi limiti tecnici ma, soprattutto e purtroppo, parecchi limiti mentali nell’affrontare qualsiasi avversario, forte o no che sia. Ogni anno ad Aci Catena non si sono visti mai grandissimi giocatori affermati, ma si è sempre vista gente che scende in campo con la voglia di lottare, di sputare sangue e di sudare la maglia: purtroppo quest’anno non vogliamo affermare che è mancato del tutto l’impegno da parte della squadra, considerando gli enormi limiti tecnici, ma sicuramente a questi limiti non è stata associato quel mordente giusto che li facesse sopperire e che fa conquistare punti con forza e tanta volontà. Si può sempre perdere in campo, ma non si può perdere la faccia come successo a Messina con 5 goal presi e usciti dal campo a testa bassa, a Somma Vesuviana con 3 goal presi senza controbattere né con un tiro né con niente o in casa contro il Sambiase subendo ben 4 goal senza reagire e senza alcuna reazione. E in ultimo al terzo posto di questa “classifica”, c’è sicuramente la partita contro la Nissa, appunto, dove in campo nell’arco dei 90 minuti non si sono visti mai tiri in porta in una gara che si doveva assolutamente vincere essendo un’ultima spiaggia e, inoltre, con l’aggressione avvenuta negli spogliatoi si è macchiata una sana giornata di sport e amicizia con i ragazzi nisseni, considerando che quella reazione poteva rompere incredibilmente la nostra amicizia che dura da anni e anni.
E’ il momento di dire BASTA: non ci sentiamo più di andare avanti in questo clima d’incertezza, di un tutto campato in aria, di promesse non mantenute, di bugie, di personaggi che vengono e vanno e di dilettanti allo sbaraglio. Abbiamo veramente il voltastomaco per tutte queste faccende che non ci appartengono e che non vogliamo, confermando che questo stop continuerà finchè non ci sarà qualcuno a proporre un progetto serio, sincero e competente. Fino a quel momento noi, con una punta di malincuore, ci tiriamo fuori da tutte queste situazioni che non ci appartengono e che non vogliamo avere. Non c’importa chi sono gli interpreti di un possibile “nuovo progetto Acicatena Calcio”: vogliamo solo il bene per questa squadra, bistrattata magari da molti ma amata letteralmente da noi ultras. Dopo 8 anni che non l’abbandoniamo mai, abbiamo deciso di dare un segnale forte a tutta la città e a tutte quelle persone che hanno nel cuore le sorti di questo sodalizio calcistico che in questi anni ci ha fatti conoscere in tutta la Sicilia e in Italia.


DA ADESSO IN POI VOGLIAMO I FATTI:
BASTA PAROLE!!!







LA FEDE NON SI DIFFIDA..... ASPETTANDO GIUSTIZIA X GABBO!!!

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MessaggioTitolo: Re: NOTIZIE ULTRAS   2010-04-18, 21:48

I tifosi del Modica non potranno seguire la squadra a Somma Vesuviana, dove i rossoblu affronteranno domenica prossima la Viribus Unitis. Lo ha deciso il Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive esaminando gli incontri con indice di rischio individuati dall'Osservatorio.
La decisione del Casms non era assolutamente prevista anche perchè i
tifosi modicani non si sono mai lasciati andare fuori casa ad eccessi di intemperanza. L'organismo di sicurezza ha anche stabilito che la vendita dei biglietti sarà riservata solo ai residenti della Regione Campania.

Fonte: http://win.radiortm.it
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MessaggioTitolo: Re: NOTIZIE ULTRAS   2010-05-07, 14:54

Tre mesi per una firma
(La nuova frontiera della caccia alle streghe)



Succede in questo strano Paese che di primo mattino degli agenti della squadra mobile possano bussare alla porta della tua casa e, di punto in bianco, condurti in carcere con l’accusa di aver saltato qualche firma durante un trascorso periodo di diffida. Succede. È successo. A Foggia. Topazio è uno di noi, uno come noi, un nostro fratello di curva e di vita. Negli anni scorsi sottoposto a Daspo e costretto per lunghe domeniche/mercoledì/lunedì, a recarsi in questura per adempiere all’obbligo di firma durante le partite dell’Us Foggia. Oggi condannato e chiamato a scontare tre mesi di reclusione in virtù di uno strano concetto di giustizia commutativa.

Non saranno molti quelli che troveranno il coraggio di accusarci di qualunquismo a basso costo, di populismo, se ci permettiamo di portare agli occhi di chi legge una realtà di fatto, sgradevole quanto concreta: in questo Paese di piduisti stragisti a piede libero, di mafiosi prescritti, di assassini recidivi, di stupratori seriali e di pedofili tutelati, di ricattatori, corruttori e concussi, in questo momento un ragazzo di trent’anni è chiuso in una cella perché ha commesso l’imperdonabile reato di non recarsi a firmare in questura un provvedimento che gli precludeva l’accesso agli impianti sportivi.

Assurdo, direte voi. Assurdo, certo. Indegno, infame, criminale. Perché ancor più che la sproporzione tra imputazione e pena (pena definitiva, che dovrà quindi essere scontata per intero) fa impressione la selettività, la precisione maniacale con la quale il colpo è stato inferto. Perché l’accusa reale – per chi non se ne fosse accorto – è, nel caso di Topazio, quella d’essersi ostinato a voler perseguire con la maggiore coerenza possibile il proprio stile di vita, le proprie scelte. Topazio è un ultras, che con dignità ha pagato le lunghe limitazioni del passato e che con altrettanta dignità sta pagando questa sua sproporzionata colpa. Ed è questo il suo vero reato: essere la disfunzione nell’ingranaggio, la nota dissonante in questo splendido mondo dorato del calcio fatto di televisioni, prefiltraggi, tornelli, steward, schedature, trasferte vietate, tessere fedeltà. Un mondo che, garantiscono questori e prefetti, Osservatori e Casms, senza gli ultras sarebbe un paradiso. E finirebbe di vendersi l’anima.

La mostrificazione dell’ultras sta passando il segno; l’isteria dei media, la psicosi delle istituzioni, perennemente alla ricerca di nuovi nemici, intenti nella loro neutralizzazione, sta partorendo i propri frutti avariati. Rendendo grottesca la realtà: se Topazio è dentro per una firma mancata, a breve le porte delle galere sovraffollate potranno spalancarsi anche per chi accende una torcia sugli spalti o persegue l’assurdo piano di popolare i settori di voce e colori.

Noi, che con tutta la fatica della quotidianità e delle sue mille contraddizioni, ci sentiamo di essere in tutto e per tutto simili al nostro compagno negli ideali, e complici nell’indignazione, non possiamo fare altro che mobilitarci per rendere visibile alle anime belle di questo Paese alla rovescia la natura profondamente folle di questo provvedimento e delle norme che lo sovrintendono. Affinché chi viaggia a fari spenti possa, quanto meno, aprire gli occhi.

E per ribadire, anche se suona retorica, che la loro repressione assurda può far aumentare il nostro disprezzo, ma mai smorzare la nostra passione.

TOPAZIO LIBERO!

Ciurma Nemica – Foggia



Fonte: http://meglioilfoggia.blogspot.com
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MessaggioTitolo: Re: NOTIZIE ULTRAS   2010-10-16, 19:30

Comunicato ufficiale ANR Catania

In data 05/10/2010 dopo 10 anni di attività L'ANR Associazione Non Riconosciuta comunica ufficialmente lo scioglimento del gruppo. Ci ritrovate nelle strade.....
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MessaggioTitolo: Re: NOTIZIE ULTRAS   2010-11-09, 15:06

AGRIGENTO

AGRIGENTO. Durante la partita Akragas-Casteldaccia dello scorso 3 novembre, valido per il campionato d'Eccellenza, un tifoso agrigentino ha pesantemente offeso alcuni poliziotti.
L'uomo è stato fermato per oltraggio a pubblico ufficiale, e la Questura di Agrigento ha deciso una sanzione esmplare. Infatti all'uomo è stata combinata oltre il Daspo, cioè il divieto di accedere alle manifestazioni sportive, anche l'obbligo di presentarsi in Questura al decimo e al quarantesimo minuto di ogni tempo di gioco delle partite disputate in sede e fuorisede dall'Akragas.
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MessaggioTitolo: Re: NOTIZIE ULTRAS   2010-11-27, 18:54

14:04 27 NOV 2010

(AGI) - Cagliari,27 nov. - Il questore di Cagliari un provvedimento di divieto di accesso agli spettacoli sportivi (Daspo) nei confronti di un ultra' del Cagliari degli "Sconvolts". Si tratta di un 36enne accusato essere il promotore ed organizzatore dei cori allo stadio contro polizia e carabinieri e anche contro il ministro dell'Interno. I cori sono sempre stati rivolti anche contro la stampa locale e contro gli altri, numerosi spettatori, che hanno aderito al programma "tessera del tifoso".
Il comportamento scorretto - si legge in una nota della questura - non e' da intendersi solo quello della violenza fisica ma anche quello delle espressioni verbali come i cori di matrice razzista ed eversiva ma anche contro le forze dell'ordine e contro gli spettatori.

Fonte: http://www.agi.it
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MessaggioTitolo: san giovanni gemini campofranco    2010-11-27, 23:29

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MessaggioTitolo: Re: NOTIZIE ULTRAS   2010-11-28, 14:24

Bel video e bel tifo! complimenti

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MessaggioTitolo: Re: NOTIZIE ULTRAS   2010-12-01, 14:56

PROCESSO-BIS PER SPACCAROTELLA: SUBITO SENTENZA? IL POLIZIOTTO KILLER RISCHIA 21 ANNI DI GALERA

Ci siamo. A 3 anni dall’omicidio di Gabriele Sandri, Mercoledì 1 Dicembre si apre il processo di secondo grado contro l’agente della Polizia di Stato Luigi Spaccarotella, sospeso dal servizio dopo la sentenza di primo grado che ad Arezzo l’ha condannato per omicidio colposo con colpa cosciente a 6 anni di carcere (ad oggi però il poliziotto non ha scontato nemmeno un giorno di galera e continua a percepire regolarmente lo stipendio, in parte decurtato).

Il nuovo processo, l’ultimo che entrerà nel merito del delitto dell’Autostrada del Sole prima dell’eventuale ricorso in Corte di Cassazione a Roma, si apre Mercoledì alle ore 9 in Corte d’Appello d’Assise a Firenze, in Via Cavour 57.

Costituitasi parte civile, la famiglia Sandri, insieme al Tribunale di Arezzo e alla Procura Generale della Toscana, è ricorsa per il capo d’imputazione di omicidio volontario: rischia fino a 21 anni di carcere il poliziotto killer che l’11 Novembre 2007 sparò da una parte all’altra dell’A1, centrando al collo Gabbo mentre era a bordo di una macchina in movimento.



Queste le ricostruzioni dei cinque testimoni super partes, su cui accusa e Pubblico Ministero puntano per una sentenza diversa da quella del 14 Luglio 2009. Le testimonianze sono riprese dalle pagine del mio ultimo libro inchiesta CUORI TIFOSI, quando il calcio uccide. I morti dimenticati degli stadi italiani:

Emanuele Fagioni, 15 Novembre 2007
“Vidi il poliziotto smettere di correre e impugnare la pistola con entrambe le mani a braccia tese in avanti, sempre rivolto verso l’area di servizio opposta alla nostra”

Emanuele Fagioni, 27 Marzo 2009
“Si, allora, il poliziotto veniva verso di noi, verso di noi correndo e camminando velocemente e correndo. A un certo punto quando mi sono accorto che ci aveva la pistola in mano siamo andati sempre più in fretta dentro l’autogrill, ci siamo fermati nel pianerottolo dell’autogrill. Okay. A un certo punto gridava dall’altra parte ’scappano, scappano’ si è sentito lo sparo (…) Io ho visto che correva con la pistola sulla mani, okay? A un certo punto ad altezza d’uomo, all’altezza d’uomo, con la pistola ad altezza uomo.”

Fabio Rossini, 13 Novembre 2007
“Ho visto l’agente dapprima correre con la pistola in pugno, quindi rallentare, posizionarsi con il braccio armato teso in modo perpendicolare all’asse del corpo, mi è sembrato seguisse l’andamento di un oggetto (…)”

Fabio Rossini, 27 Marzo 2009
“L’altra cosa subito che mi è… perché era molto nitido, limpido ho visto correre questo poliziotto, quindi la cosa che mi ha colpito era chiaramente la divisa e questi stivali alti (…) correva, correva (…) mi è parso gridasse testualmente ’scappa, scappa’ (…) Si ferma, si risposta, si… come per dire se.. va beh, l’idea che mi viene non… tipo un poligono, non so, una cosa di questo tipo (…) puntava l’arma verso l’altra parte. Aveva una o entrambe le braccia tese? Tutte e due. Assolutamente si. Con entrambe le mani, si.”

Fabrizio Galilei, 27 Marzo 2009
“Io ho visto che il poliziotto iniziava a puntare la pistola, a quel punto mi sono impaurito e ho iniziato, diciamo, a correre (…) Ho visto il poliziotto che puntava la pistola verso… Quindi aveva il braccio teso? Si. Come appunto per puntare, per mirare? Braccio teso e armato, in sostanza? Si (…) Credo, puntare con la pistola insomma come si vede insomma con gambe divaricate e braccia perpendicolari al corpo. (…) Io corro verso, verso l’autogrill, salgo le scale e quando stavo proprio lì, diciamo sento, sento uno sparo, a quel punto ero dentro alla prima porta a vetri (…)”

Keiko Horikoshi, 27 Marzo 2009
“Dopo avere fatto colazione sono uscita a fumare una sigaretta. (…) Davanti al parcheggio, davanti al pullman, piazzale (…) si, nel piazzale. (…) Ho sentito uno sparo, ma non sapevo da dove e poi ho visto dei ragazzi correre dall’altra parte, ragazzi correre (…) verso le macchine parcheggiate. (…) Successivamente ho visto due poliziotti correvano da… dalla stazione di rifornimento un poliziotto andava sul bordo del piazzale e piazza… sul bordo mentre i ragazzi salivano sulla macchina e, poi, questo poliziotto puntava una pistola con entrambe le mani, protese e poi si è fermato… e poi sparato (…) E mi ricordo quando la macchina stava uscendo dal parcheggio e poliziotto aveva già una pistola e dopo che la macchina proseguiva la marcia e… dopo un po’ lui sparato, e quel momento la macchina era in movimento”

Anania Marisa Samanta, 13 Novembre 2007
“Il poliziotto giunto alla fine del guardrail, dall’altezza di un cumulo di terra smosso dove un veicolo in movimento terra, ha disteso entrambe le braccia impugnando una pistola”.

Anania Marisa Samanta, 27 Marzo 2009
“(…) Poi vidi che comunque l’agente di Polizia inizio a correre anche lui, andò verso il guardrail (…) andò in direzione del guardrail (…) Poi niente, vedo che, appunto, si ferma lì, e dopo un po’ sento uno sparo. (…) L’ho sentito si, e… cioè ho visto che comunque si era posizionato lì come se volesse fare chissà che cosa, poi ho sentito lo sparo e quindi ho potuto immaginare. Poi il tutto…”

Nonostante queste schiaccianti versioni, la difesa dell’agente punta invece alla conferma di una condanna mite o all’ulteriore riduzione della pena. Fuori dal tribunale fiorentino sono attesi amici di Gabriele, tifosi e cittadini comuni, tutti accomunati da un’unica richiesta, quella di giustizia giusta.

La sentenza, da quanto trapela dagli ambienti toscani, potrebbe arrivare in tempi brevi, addirittura anche nella stessa udienza del 1 Dicembre.

Infine Giorgio Sandri, padre della vittima che insieme a tutta la famiglia Sandri sarà presente in aula a Firenze, oggi ha rilasciato un’intervista ai telegiornali di Canale 5 e Rai 2: “Ad Arezzo, un anno e mezzo fa, ci hanno già privato di una giustizia vera. Una sentenza pavida ha graziato l’assassino di Gabriele. Oggi a Badia Al Pino ci negano anche la targa che il Popolo di Gabriele, forte di 25.000 firme, vorrebbe apporre sul luogo del delitto per non dimenticare. Mi auguro che da Firenze possa invece giungere una sentenza in controtendenza. L’Italia e i cittadini italiani non meritano un’ennesima sconfitta. Giustizia per mio figlio significa giustizia per tutta quella gente comune che vuol continuare a credere che la legge sia sempre uguale per tutti…”

Maurizio Martucci

dal blog del libro CUORI TIFOSI - cuoritifosi.ormedilettura.com
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MessaggioTitolo: Re: NOTIZIE ULTRAS   2010-12-01, 18:38

TERMINATA ORA LA SENTENZA..QUESTO IL VERDETTO



Condanna a 9 anni e 4 mesi per omicidio volontario. E' questa la sentenza d'Appello per l'agente di polizia Luigi Spaccarotella, ritenuto colpevole dell'omicidio di Gabriele Sandri, il tifoso della Lazio ucciso da un colpo di pistola nell’area di servizio della A1 di Badia al Pino (Arezzo), l’11 novembre 2007. A Firenze era iniziato in mattinata il processo d’Appello, mentre il primo grado si era concluso il 14 luglio 2009 con una condanna a sei anni per omicidio colposo. L’agente di polizia, che questa mattina non si è presentato in aula.

Il Pg Aldo Giubilaro, in mattinata, aveva alzato la richiesta di condanna a 14 anni di reclusione. Era stato il Procuratore aggiunto a chiedere una condanna per omicidio volontario con dolo eventuale e con le attenuanti generiche, con il cambio di imputazione rispetto al primo grado.
La sentenza è arrivata intorno alle 17:30. I giudici, intanto, si erano chiusi in camera di consiglio pochi minuti dopo le 14:30.

La reazione del padre - "E' una giustizia che era dovuta. A differenza di quanto ho detto dopo il primo grado, la decisione dei giudici di oggi mi fa sentire orgoglioso di essere italiano". Così Giorgio Sandri, il padre di Gabbo, a caldo dopo la sentenza.

l fratello - "Ci aspettiamo che venga ristabilita la verità dei fatti: non omicidio colposo, ma volontario", aveva detto Cristiano Sandri, fratello di Gabriele. "Riconscere il dolo eventuale non è facile, ma secondo noi e secondo la procura l’omicidio di mio fratello è un caso di scuola di omicidio volontario con dolo eventuale", aveva aggiunto il fratello, precisando che la differenza di pena fra il volontario per dolo eventuale e il colposo con colpa cosciente è sostanziale e che "la pena va commisurata alla gravità del fatto".
Gli amici - "È un omaggio a Gabriele, glielo dovevamo", ha detto uno dei suoi amici. "Abbiamo accolto con grande soddisfazione la nuova sentenza che ribalta quella precedente", ha aggiunto un altro dei suoi amici.

La difesa - "Adesso leggeremo le motivazioni - ha spiegato Federico Bagattini, uno degli avvocati difensori del poliziotto - poi faremo sicuramente ricorso". In precedenza la difesa aveva dichiarato: "Crediamo che la sentenza di primo grado abbia costituito il punto fermo per l’esclusione dell’omicidio volontario e vogliamo andare avanti sotto il profilo della riduzione della pena, valorizzando la deviazione del proiettile a causa della recinzione metallica" che ha influito "in modo importante, il che certifica la non volontarietà dell’atto e addirittura l’incidentalità non solo della morte ma anche dell’atto, dello sparo", aveva spiegato sempre l'avvocato Federico Bagattini.
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